Piano Sociale per il Clima: in arrivo 9,3 miliardi
Il Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto ha esaminato il Piano Sociale per il Clima, predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE): uno strumento da 9,3 miliardi di euro costruito per accompagnare la transizione energetica e mitigare gli effetti economici e sociali dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per l’edilizia e il trasporto stradale, operativo dal 2028.
- Piano Sociale per il Clima italiano, approvato in Consiglio dei ministri il 4 agosto (pdf)
- Presentazione di sintesi del Piano (pdf)
- Relazione sugli esiti della consultazione (pdf)
Il Piano copre il periodo 2026-2032: sette miliardi arrivano dal Fondo sociale per il clima europeo, 2,3 miliardi sono cofinanziamento nazionale. Le risorse sono indirizzate a tre categorie di beneficiari: famiglie vulnerabili, microimprese vulnerabili e utenti vulnerabili dei trasporti.
Come si dividono i 9,3 miliardi
La quota più consistente va al settore trasporti, che assorbe quasi la metà del Piano. Segue l’edilizia, poi il sostegno diretto al reddito. Una parte marginale è riservata all’assistenza tecnica per la gestione del Piano stesso.
- Settore trasporti: 4.626,5 milioni di euro (49%)
- Settore edilizia: 3.295,2 milioni di euro (35%)
- Sostegno al reddito: 1.340 milioni di euro (14%)
- Assistenza tecnica: 85 milioni di euro (1%)
Edilizia: riqualificazione energetica ed elettrificazione dei consumi
Il settore edilizia si articola su due linee di intervento. La prima, con una dotazione di 3,2 miliardi di euro dal 2027 al 2032, riguarda la riqualificazione energetica: da un lato gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), in prevalenza di classe energetica F e G, con un finanziamento a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili e la possibilità di coprire l’intero costo tramite altri contributi pubblici; dall’altro gli immobili delle microimprese vulnerabili, con finanziamenti fino al 65%, che includono anche l’installazione di fotovoltaico abbinato a pompa di calore. In entrambi i casi resta escluso il cappotto termico. L’obiettivo è riqualificare 15,6 milioni di metri quadrati di edilizia pubblica e 128mila immobili di microimprese.
La seconda linea, da 95,2 milioni di euro, sostiene l‘elettrificazione dei consumi domestici: un contributo che può coprire fino al 100% dei costi per adeguare la potenza contrattuale elettrica delle abitazioni, ad esempio portandola da 3 a 4,5 o 6 kW, comprensivo di spese tecniche e amministrative. La misura punta a raggiungere 865mila famiglie.
Trasporti: più mobilità pubblica e un conto mobilità per le famiglie
Sul fronte dei trasporti il Piano agisce sia sull’offerta che sulla domanda. Il primo intervento, da 2,9 miliardi di euro tra il 2028 e il 2032, finanzia il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture di mobilità pubblica, collettiva e condivisa, compresa la realizzazione di hub dedicati a facilitare l’intermodalità tra trasporto pubblico e privato.
Il secondo, “il mio conto mobilità“, ha una dotazione di 1,74 miliardi di euro dal 2027 al 2032: è un vero e proprio conto individuale che consente di accedere a tariffe agevolate per il trasporto sostenibile, con un importo annuo che varia in base al livello di vulnerabilità economica del beneficiario, tra 100 e 400 euro. I veicoli ammissibili includono mezzi di linea, trasporto a chiamata, servizi di mobilità condivisa, e-bike e cargo-bike, purché funzionali ai servizi attivati.
Bonus Sociale Energia Plus: il sostegno diretto in bolletta
La componente più immediata del Piano è il sostegno temporaneo al reddito attraverso il Bonus Sociale Energia Plus, gestito da ARERA con una dotazione di 1,34 miliardi di euro tra il 2028 e il 2031. Riguarderà le famiglie con ISEE fino a 25mila euro, con un importo modulato in base alla zona climatica di residenza per riflettere le diverse esigenze di riscaldamento. Il contributo verrà erogato automaticamente come componente tariffaria negativa in bolletta elettrica, con la stessa cadenza della fatturazione. La misura interesserà circa 4 milioni di famiglie ogni anno.
I prossimi passi
Una quota residuale del Piano, 85 milioni di euro, è riservata all’assistenza tecnica: sistemi informativi per mappare la vulnerabilità energetica e di trasporto, una rete di sportelli provinciali per informare cittadini e imprese, campagne di comunicazione mirate e attività di monitoraggio e valutazione dell’attuazione del Piano.
A seguito dell’esame del Consiglio dei ministri, il MASE trasmetterà ora il Piano alla Commissione europea, che avvierà la fase di negoziato formale in vista dell’approvazione definitiva.
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