Energy2Act: in Romagna nascono le Comunità climatiche

 Energy2Act: in Romagna nascono le Comunità climatiche

Dalla Romagna parte un modello che punta a ridisegnare il modo in cui i territori affrontano la transizione energetica: non più singoli interventi isolati, ma vere e proprie Comunità climatiche, reti di quartiere capaci di unire cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici attorno a obiettivi comuni di decarbonizzazione. È l’idea alla base di Energy2Act, il progetto europeo coordinato dal Comune di Cesena e sostenuto da un finanziamento complessivo di oltre 6,2 milioni di euro, che vede tra i partner tecnici anche ENEA.

Cos’è Energy2Act

Energy2Act (acronimo di Collaborative ENERGY TO ACTivate communities towards climate neutrality) è l’unico progetto italiano selezionato nella terza call del programma europeo European Urban Initiative – Innovative Actions (EUI-IA). La fase di implementazione è partita ufficialmente il 1° ottobre 2025 e durerà 42 mesi, fino al marzo 2029.

Al Comune di Cesena, capofila dell’iniziativa, si affiancano nove partner pubblici e privati italiani ed europei, tra cui ENEA, l’Università di Bologna (Dipartimento di Architettura), Energia Corrente e altre realtà tecniche del territorio. Il coordinamento locale della fase operativa è affidato a Energie per la Città.

Del budget complessivo, circa 1,8 milioni di euro sono destinati direttamente al Comune tramite fondi FESR, mentre oltre 3,1 milioni finanziano le attività dei partner coinvolti.

L’obiettivo: comunità climatiche quartiere per quartiere

Il progetto nasce per superare gli ostacoli che oggi rallentano la transizione energetica delle città: azioni frammentate, scarso coinvolgimento del settore privato, difficoltà di accesso agli incentivi e carenza di dati utili a orientare le decisioni. La strategia di Energy2Act è quella di agire su scala di quartiere, per poi estendere progressivamente il modello all’intera città, fino al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Le Comunità climatiche rappresentano, in questa visione, un’evoluzione delle Comunità energetiche rinnovabili: se queste ultime si concentrano sulla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili, il nuovo modello allarga lo sguardo a tutte le azioni di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, dall’economia circolare alla gestione delle risorse naturali.

A Cesena, come sottolinea l’assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani, la sfida è resa più urgente dal fatto che il settore residenziale e quello terziario-industriale pesano per oltre il 70% delle emissioni cittadine, a fronte di un patrimonio edilizio in gran parte datato.

Il ruolo di ENEA

Nell’ambito del progetto, ENEA coinvolge tre laboratori del dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN) e avrà il compito di guidare il percorso di community empowerment: un lavoro mirato a rafforzare la cultura energetica dei cittadini e a porre le basi per la nascita delle comunità climatiche locali, favorendo la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio secondo un approccio bottom-up.

“Il progetto Energy2Act intende affrontare le sfide della transizione energetica agendo a livello di quartiere, per trasformare le comunità locali in Comunità climatiche”, spiega Samuele Branchetti, ricercatore ENEA del dipartimento TERIN e responsabile del progetto per l’Agenzia. Secondo Branchetti, l’iniziativa rappresenta anche l’occasione per sperimentare nuovi modelli di coinvolgimento e per trasferire a livello regionale e nazionale competenze e strumenti che ENEA ha sviluppato negli anni a supporto delle comunità energetiche.

Il quartiere Vigne, primo laboratorio del progetto

La sperimentazione è già partita dal quartiere Vigne, individuato come area pilota per la nascita della prima Positive Clean Energy Neighborhood (PCEN) cittadina. Qui è previsto un intervento infrastrutturale significativo: l’edificio Arcobaleno ospiterà un centro culturale dedicato all’energia, inserito nel Cesena Energy Living Lab, mentre sono in programma tre nuovi impianti fotovoltaici, sul tetto dell’Arcobaleno, sulla pensilina della stazione ferroviaria e nell’area di Energia Corrente.

Per coinvolgere direttamente residenti, associazioni e attività commerciali del quartiere, il Comune ha avviato una serie di eventi pubblici, i “Caravan Events”, il primo dei quali si è svolto a inizio luglio in piazza Partigiani.

Tra gli strumenti previsti dal progetto anche uno sportello unico per le Comunità climatiche, pensato per rispondere in modo integrato ai bisogni di ciascun quartiere, e un sistema di supporto alle decisioni basato su dati e citizen science, con l’obiettivo dichiarato di non lasciare indietro nessuno, nemmeno chi si trova in condizioni di povertà energetica.

Energy2Act: un modello interessante

Il progetto di Cesena offre uno spunto utile per riflettere su come la transizione energetica dei territori possa passare non solo da nuovi impianti o incentivi, ma da un cambio di paradigma nella governance: dai cittadini come semplici utenti delle politiche energetiche a soggetti attivi nella progettazione e gestione dei sistemi locali, con l’amministrazione pubblica che assume sempre più il ruolo di facilitatore.

Un modello replicabile, se confermato dai risultati, che potrebbe diventare un riferimento per altre città italiane alle prese con la stessa sfida: rendere la transizione energetica un percorso condiviso, e non calato dall’alto.

Fonti articolo: Comune di Cesena | Enea

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Redazione

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