Ortobioattivo, coltivare il cambiamento: convegno a Firenze

 Ortobioattivo, coltivare il cambiamento: convegno a Firenze

Ortobioattivo, coltivare il cambiamento – Ripensare i sistemi agroalimentari: innovazione, sostenibilità e creazione di valore per le imprese e i territori – programma in aggiornamento

📅 Mercoledì 25 novembre, dalle 9:30 alle 13:30
📍 Sala Luca Giordano, Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 9, Firenze
🏛️ Con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze

Ingresso libero previa registrazione: messaggio WhatsApp al 328 769 9078 o mail a info@ecofuturo.eu

Il tema dell’incontro

A partire dall’esperienza dell’OrtoBioattivo di Firenze, il convegno promuove una riflessione su come diffondere nei territori e nelle comunità le pratiche di economia circolare, buona agricoltura ed ecologia integrata.

Il programma

Saluti istituzionali

  • Città Metropolitana di Firenze
  • Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana

La scienza dietro ogni ortaggio

  • Andrea Battiata, agronomo: l’esperienza di OrtoBioattivo
  • Fabrizio Innocenti: l’internet delle cose nell’Ortobioattivo

Energia, filiera alimentare e città

  • Fabio Roggiolani, cofondatore di Ecofuturo: rinnovabili, agricoltura e alimentazione
  • Piero Ranfagni, Banco Alimentare della Toscana: isole di calore urbane

Modelli di economia circolare sui territori

  • Antonino Errigo, segretario generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’: l’esperienza del Borgo Laudato Si’
  • Francesco Girardi, amministratore unico di Scapigliato Srl: il Vivaio Circolare
  • Mario Salucci, Mondo Verde: un modello economico circolare sostenibile

La ricerca scientifica: Università di Firenze, Scienze agrarie e agroecologia

  • Prof.ssa Silvia Scaramuzzi – economia agraria e alimentare
  • Prof. Cesare Pacini – progetto RevAgroforMed e sistemi agroforestali nel Mediterraneo
  • Dott. Francesco Serafini – microbioma autoctono e valorizzazione dei residui organici
  • Dott. Lorenzo Ferretti – sistemi agrovoltaici

    In attesa di conferma:

    • Piera Levi-Montalcini, presidente della Levi-Montalcini Foundation
    • Angelo Amato, Oliva Services

    Il sito di Ortobioattivo – link

    Vuoi fare un OrtoBioattivo? chiedici come! consulenti@ecofuturo.eu

    ortobioattivo

    Leggi anche: Suolo vivo: la nuova sfida dell’agricoltura rigenerativa – Ecquologia²

    Che cos’è l’ortobioattivo?

    L’ortobioattivo replica semplicemente quello che la natura fa nei boschi da milioni di anni! Non è necessario lavorare la terra, niente aratura, né zappatura: il suolo è naturalmente ricchissimo di organismi la cui attività, a causa delle lavorazioni profonde del suolo, viene alterata.

    Rigirando il terreno non facciamo altro che interrompere l’azione combinata di essudati radicali, residui organici e attività chimica di batteri, funghi e lombrichi, generando uno squilibrio nutritivo.

    L’agricoltura tradizionale rimedia a tali danni applicando fertilizzanti di chimica fossili e concimi di sintesi.

    In cosa è diverso dall’agricoltura tradizionale?

    • “Non si compatta il suolo”: per far sì che i micro-ecosistemi presenti nel sottosuolo abbiano la giusta areazione, non bisogna compattare terreno; in pratica, va calpestato.
    • Non si concima: la fertilizzazione avviene tramite copertura organica permanente. Ricreiamo ciò che accade in natura: sotto la stratificazione di foglio del sottobosco la terra è scura e ricca di componente organica. Si copre il terreno con pacciamatura attiva composta da rami di bosco frammentati, triturati.
    • Si applica un metodo “grow biointensive” cioè una piantagione densa di piante, a diversi stadi di crescita e con diverse caratteristiche. Non se ne estirpano le radici, ma restano nel suolo e si biotriturano i residui lì dove sono. Anche le erbe spontanee hanno la loro utilità: aiutano a mantenere l’umidità del suolo (pacciamatura vivente);
    • Le ramaglie sminuzzate arricchiscono il suolo di sostanza organica, migliorando la struttura e trattenendo l’acqua. L’orto non richiede irrigazioni continue.

    Redazione

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