Rapporto riqualificazione energetica nell’edilizia scolastica
Sarà presentato il 12 novembre 2026 presso la sede del GSE – Gestore dei Servizi Energetici a Roma – il Rapporto Riqualificazione energetica nell’edilizia scolastica dell’Associazione Costruire Scuole.
La pubblicazione propone un percorso per affrontare il rinnovo del patrimonio scolastico a partire dalla sostenibilità energetica e ambientale. 12 esperti hanno analizzato il tema offrendo una visione complessiva delle condizioni del patrimonio e delle aree di intervento. Il contesto è quello di un patrimonio edilizio di circa 40.000 sedi scolastiche statali, con un’età media degli edifici di oltre 60 anni.
- Più del 49% degli edifici è stato costruito prima delle norme antisismiche del 1976;
- il 59% non ha il certificato di agibilità;
- il 58% non ha il certificato di prevenzione incendi.
Alle criticità della sicurezza si affiancano quelle delle prestazioni energetiche. Secondo le stime riportate dai materiali dell’Associazione, negli ultimi vent’anni:
- la riqualificazione energetica ha coinvolto il 16% degli immobili scolastici, circa 6500 edifici;
- oltre due terzi, circa 27.000, si collocano ancora nelle classi energetiche meno efficienti, E, F e G;
- mentre la quota in classe A è stimata intorno al 6%, circa 2500 edifici.
Oltre allo studio, ecco qualche dato sulle scuole ricavato dall’ultimo episodio di Wilson, il podcast di Francesco Costa direttore de Il Post.
- per la scuola spendiamo il 3,9% del PIL. Siamo terzultimi in Europa davanti solo a Romania e Irlanda. Se si misura la spesa per l’istruzione come fetta della spesa pubblica totale, siamo ultimi;
- capitolo pandemia: abbiamo riaperto prima uffici, ristoranti, negozi, bar, chiese, stadi e poi le scuole. Tra i grandi Paesi europei siamo stati quelli che ha tenuto le scuole chiuse più a lungo, 13 settimane di chiusura totale e 25 settimane di chiusura parziale. In Francia e in Spagna 5 settimane;
- di 100 euro spesi dallo Stato per l’istruzione, 70-75 vanno agli stipendi di chi ci lavora, meno di 5 euro vanno agli edifici, ai laboratori, alle attrezzature. Risultato? Le infrastrutture sono spesso scadenti, al punto che parliamo degli unici uffici pubblici d’Italia dove non c’è il riscaldamento d’inverno e l’aria condizionata d’estate.
Molti altri i dati che potremmo riportare su un tema divenuto paradigmatico per quanto riguarda le tensioni sociali ormai evidenti. È chiaro che senza ridare centralità alla scuola non si daranno risposte concrete a quanto sta accadendo, davanti agli occhi di tutti, in Italia e in Europa.
*Il Rapporto Riqualificazione energetica nell’edilizia scolastica è stato sviluppato a partire da un ciclo di seminari svoltosi in collaborazione con GSE, ENEA, Legambiente, Energy Strategy del Politecnico di Milano, CESISP dell’Università Bicocca, Università Cattolica, Assolombarda, ANCI, CMM, AssoESCo e GBC Italia.
Fonti: Scuola, l’ultimo dei nostri pensieri / Costruire Scuole – Build the change together / Wilson – Il Post
Leggi anche: La casa ecologica: intervista a Federico Butera – Ecquologia²
Foto di Feliphe Schiarolli


