FER X definitivo: testo e regole operative
Il FER X definitivo entra nella fase operativa. Il MASE ha pubblicato il decreto che mette a disposizione fino a 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile e ha ora approvato le Regole operative predisposte dal GSE. Dal 25 agosto sarà possibile presentare le richieste di qualifica preliminare. Fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas da depurazione al centro del nuovo meccanismo, destinato a sostenere gli investimenti fino al 2030.
Il quadro italiano degli incentivi alle energie rinnovabili compie un passaggio decisivo. Dopo il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto e pubblicato il 6 agosto 2026, il FER X definitivo dispone ora anche delle proprie Regole operative, approvate dal MASE con decreto direttoriale.
Il nuovo regime mette a disposizione un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, confermando e rendendo strutturale il percorso avviato con il FER X transitorio. Il meccanismo è destinato agli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a quelli alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.
La novità più importante di questi giorni riguarda però il passaggio dalla norma alla sua concreta applicazione: dal 25 agosto 2026 sarà possibile presentare al GSE la richiesta di qualifica preliminare, passaggio necessario per gli impianti di potenza superiore a 1 MW che intendono partecipare alle procedure competitive.
Una spinta da 37,15 GW alla nuova capacità rinnovabile
Il contingente complessivo previsto dal FER X definitivo è significativamente superiore a quello del precedente regime transitorio.
Dei 37,15 GW complessivi, 10 GW sono destinati agli impianti fino a 1 MW, che possono accedere direttamente al meccanismo di sostegno. I restanti 27,15 GW sono invece destinati agli impianti di potenza superiore a 1 MW, per i quali l’accesso avverrà attraverso procedure competitive bandite dal GSE.
Per le procedure competitive, la ripartizione prevista è particolarmente significativa:
- 16,5 GW per l’eolico;
- 10 GW per il fotovoltaico;
- 0,63 GW per l’idroelettrico;
- 0,02 GW per i gas residuati dai processi di depurazione.
È soprattutto l’eolico a beneficiare dell’incremento rispetto al regime transitorio, con 12,5 GW aggiuntivi rispetto alla precedente dotazione. Il contingente fotovoltaico nelle aste rimane invece fissato a 10 GW.
Nel complesso, il nuovo FER X rappresenta quindi una delle principali leve attraverso cui l’Italia punta ad aumentare rapidamente la produzione elettrica da fonti rinnovabili e ad avvicinarsi agli obiettivi energetici e climatici fissati per il 2030.
Come funziona il FER X
Il meccanismo si basa su una logica relativamente semplice: garantire agli investitori una maggiore certezza sulla remunerazione dell’energia prodotta, riducendo il rischio legato alle oscillazioni dei prezzi elettrici.
Per gli impianti superiori a 1 MW il sostegno viene assegnato attraverso aste competitive. Gli operatori partecipano presentando un’offerta al ribasso rispetto al prezzo di esercizio superiore stabilito dal decreto.
Il sistema prevede un contratto per differenza a due vie (CfD). Quando il prezzo di mercato dell’elettricità è inferiore al prezzo di aggiudicazione, il GSE riconosce al produttore la differenza. Quando invece il prezzo di mercato supera il valore stabilito, è il produttore a restituire la differenza al sistema.
Il meccanismo consente quindi di ridurre sia il rischio per chi investe sia il rischio di sovra-remunerazione quando i prezzi di mercato diventano particolarmente elevati.
La durata del sostegno è pari a 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, salvo le specifiche modalità previste dal decreto per le diverse categorie di impianti.
I prezzi di riferimento: 95 euro/MWh per il fotovoltaico
Per gli impianti che partecipano alle procedure competitive, il decreto individua i prezzi di esercizio di riferimento.

Il valore superiore costituisce la base di partenza per le aste: gli operatori competono offrendo un ribasso.
Per il fotovoltaico sono inoltre previste specifiche maggiorazioni, tra cui 27 euro/MWh per gli impianti realizzati contestualmente alla bonifica di coperture in amianto o eternit e 10 euro/MWh per gli impianti realizzati su specchi d’acqua, secondo le condizioni previste dalla disciplina.
Fino a 1 MW: niente asta
Una delle caratteristiche più interessanti del FER X riguarda gli impianti di piccola taglia.
Per gli impianti con potenza fino a 1 MW è previsto l’accesso diretto al meccanismo, senza partecipazione alle aste. In questo caso il prezzo di aggiudicazione non viene determinato attraverso una gara, ma sarà definito da ARERA, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto e dei dati elaborati dal GSE.
Il contingente complessivo riservato a questa modalità è pari a 10 GW, con accesso possibile fino al 31 dicembre 2030 e comunque fino all’esaurimento del contingente disponibile.
Si tratta di una componente particolarmente importante per il tessuto diffuso della generazione rinnovabile: imprese, agricoltura, PMI e altri soggetti potranno infatti contare su un canale diverso dalle grandi aste nazionali.
La vera novità: dalle regole al calendario operativo
Con l’approvazione delle Regole operative, il FER X definitivo entra nella sua fase concreta.
Il GSE ha chiarito che dal 25 agosto 2026 sarà aperto il Portale FER-X Definitivo per la presentazione delle richieste di qualifica preliminare. Per gli impianti sopra 1 MW la qualifica è il passaggio propedeutico alla successiva partecipazione alle procedure competitive.
Per la prima fase attuativa è inoltre prevista una scadenza ravvicinata: la richiesta di qualifica preliminare dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026, secondo le modalità indicate dal GSE.
Le Regole operative precisano inoltre che gli impianti superiori a 1 MW potranno accedere al meccanismo attraverso procedure competitive, mentre quelli fino a 1 MW potranno accedere direttamente, entro il limite complessivo di 10 GW.
Premi e criteri di priorità
Il FER X non guarda soltanto alla quantità di nuova potenza installata, ma introduce anche criteri destinati a orientare gli investimenti verso determinate caratteristiche.
Tra i criteri di priorità indicati nelle Regole operative figura, ad esempio, la localizzazione dell’intervento in aree idonee o nelle zone di accelerazione previste dalla normativa sulle rinnovabili.
Un altro elemento considerato è la presenza di PPA, contratti di approvvigionamento di energia a lungo termine, di durata almeno decennale e registrati secondo le modalità previste dalla disciplina.
Il meccanismo tiene inoltre conto della capacità dei progetti di creare connessioni tra diversi vettori energetici e di altri elementi ritenuti strategici per l’integrazione delle rinnovabili nel sistema energetico.
Un passaggio strutturale per la transizione energetica italiana
Il FER X definitivo rappresenta qualcosa di più di un nuovo incentivo. Il precedente FER X transitorio era stato concepito come strumento temporaneo; il nuovo decreto costruisce invece un quadro strutturale valido fino al 2030, inserito nel più ampio percorso europeo di sostegno alla decarbonizzazione e all’industria pulita.
La dimensione dell’intervento è considerevole: 37,15 GW rappresentano una quota pari a circa il 48% dell’attuale capacità rinnovabile installata in Italia, secondo le valutazioni riportate nell’iter europeo della misura. La Commissione europea ha associato al regime una dotazione complessiva di circa 23 miliardi di euro.
La sfida, adesso, sarà trasformare i gigawatt sulla carta in impianti effettivamente realizzati. E qui entreranno in gioco non soltanto il livello degli incentivi, ma soprattutto tempi autorizzativi, disponibilità della rete, capacità industriale, accettabilità territoriale e velocità di realizzazione degli interventi.
Il calendario del FER X è quindi appena cominciato. Dal 25 agosto si apre il primo passaggio operativo; per il settore delle rinnovabili italiane sarà il momento di verificare se la grande dotazione prevista dal decreto riuscirà davvero a tradursi in una nuova accelerazione della produzione elettrica pulita.
Il FER X, dopo mesi di attesa, passa così dalla fase normativa a quella industriale: 37,15 GW sono l’obiettivo sulla carta. La partita decisiva sarà portarli rapidamente sulla rete.
Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare la sezione dedicata.
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