articolo di Fabio Roggiolani

Il cuneo energetico

Il cuneo che conosciamo meglio è quello fiscale. Perseguita i lavoratori italiani con un costo del lavoro per le imprese tra i più alti d’Europa e una retribuzione netta tra le più basse d’ Europa.

Questa follia è da sempre sotto i riflettori. Ma la Flat Tax fino ad 85.000 euro di reddito imponibile è stata decisa per le partite iva e non per i lavoratori dipendenti.

Il risultato è che, con l’inflazione alle stelle e le retribuzioni nette ai minimi storici, il rischio di finire nella fascia di povertà per i lavoratori dipendenti è sempre più vicino.

La prima e più stringente misura è quella di abbassare la tassazione per redditi da lavoro dipendente e per le pensioni sotto una certa soglia (diciamo 25,000 Euro lordi l’anno come esempio che portano, più o meno a 1400 Euro netti in busta) per famiglie monoreddito. Questo si può fare. O rimettendo in busta una parte del cuneo fiscale (l’azienda o l’Inps lo paga comunque, ma finisce in tasca del lavoratore) o abbassando l’aliquota IRPEF che oggi è, come minimo, al 27%.

Insomma, OVVIAMENTE LA LOTTA PER RIDURRE LE TASSE E I PRELIEVI SUGLI STIPENDI E’ FONDAMENTALE. Ma in questo pezzo vorrei far comprendere l’altro cuneo che ci colpisce tutti ed è il CUNEO ENERGETICO. Ovvero le bollette che, già da molti anni insostenibili, oggi sono divenute impossibili da pagare.

Le strategie le conosciamo tutti. Il riscaldamento sempre al minimo e spento il più possibile in base all’età, le famigerate coperte elettriche tornate di moda per trovare il letto caldo e via discorrendo. Un paese occidentale in cui oggi si è costretti ad arrangiarsi su una delle conquiste fondamentali, ovvero essere riparati dal freddo.

La bolletta di una abitazione di 100 m2 in fascia climatica centro nord con il metano si aggirava prima della crisi a 1500€ anno. Oggi siamo almeno al doppio. Per l’energia elettrica il costo era intorno ai 750 €, oggi passeremo a oltre 1300€. Insomma un carico bollette insostenibile per chi viaggia intorno alle 1300/1500 € mese di stipendio.

I costi non sono uguali in tutta Italia per le differenze climatiche. Un abitante del nord Italia spende il triplo di un abitante del sud. Il CUNEO ENERGETICO colpisce quindi in maniera differente. Ed ecco uno dei motivi per cui molte imprese, sia private che pubbliche, stentano a trovare lavoratori, più o meno specializzati o laureati, che una volta venivano dal sud Italia, ma che in queste condizioni preferiscono un lavoro magari al nero alla metà del salario medio netto. Perché alla fine, tra pagare un affitto e il costo delle bollette, diventa impossibile trasferirsi per finire in oggettiva povertà.

Pensate, io ho la famiglia di mia moglie di un paesino della Calabria. Hanno lì la casa, che ha valore vicino allo zero, e un costo della vita più basso su molte voci. In particolare sulle bollette energetiche.

Un esempio, 100 m di abitazione in area alta toscana. L’affitto diciamo 500€, di quelli proprio al minimo, ed un carico bollette che incide sempre di più tra energia (3000 calore, 1300 energia elettrica) per altri 350€ al mese. Poi acqua e rifiuti fanno altri 50€ mese, poi le scale, il condominio la televisione, il telefono la, benzina, il bollo, l’assicurazione………… IMPOSSIBILE!

Ovviamente per i pensionati una tragedia. Anche perché, come dicevo prima, se un giovane a 18 o meno gradi in casa ci regge, un anziano ci si ammala. Per cui il cuneo energetico colpisce in maniera direttamente proporzionale all’aumentare dell’Età.

COSA FARE?

Costruire un accordo con le associazioni degli industriali e degli artigiani, oltre che con lo stato, per combattere e ridurre di due terzi il costo del cuneo energetico. Ovvero predisporre un piano straordinario per rendere, con le energie rinnovabili, le pompe di calore e le comunità energetiche rinnovabili, le abitazioni occupate dai lavoratori a basso consumo. Le aziende finanziano un’operazione di efficientemente delle abitazioni dei lavoratori come mitigazione aziendale. Non ci pagano le tasse, anzi le detraggono. E per i lavoratori è un aumento di stipendio detassato. Creando così un’azione positiva per il clima ed una stabilizzazione ad un terzo del costo attuale (per il centro nord Italia) delle bollette.

Una forma di collaborazione tra lavoratori ed imprese, come avvenne agli albori dello sviluppo industriale, quando per trasferire in aree lontane dalla proprie case masse di lavoratori lo si faceva costruendo loro anche le abitazioni e dandogli a disposizione degli orti. Le esigenze oggi sono cambiate. Ma nuove tecnologie sono finalmente disponibili e come allora gli orti garantivano quel minimo di verdure e vitamine essenziali, così oggi le energie rinnovabili possono, una volta installate, garantire un costo stabilmente basso e sotto controllo. Fuori da crisi energetiche e ricatti multinazionali.

Un accordo basato sulla reciproca alleanza che ricrei un rapporto tra collaboratori e leader aziendali, anche e finalmente innovativi, basato sulla collaborazione e sulla creazione, anche per questa via, di un benessere comune.

Si può fare? Sì, si può fare!

Ne ho parlato con leader sia sindacali che delle associazioni che a titolo individuale ritengono questa proposta possibile. Sul piano finanziario la cosa è fattibile incrociando garanzie statali e garanzie private, oltre che delle aziende coinvolte. Anche perché l’affidabilità delle ecotecnologie che Ecofuturo presenta da più di 10 anni è tale da determinare un risultato certo e stabile nel tempo.

Fabio Roggiolani

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Redazione

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