Bollette, gas e luce: cosa sta cambiando con le rinnovabili

 Bollette, gas e luce: cosa sta cambiando con le rinnovabili

Il rapporto tra i prezzi del gas, quelli dell’elettricità all’ingrosso e le bollette pagate dalle famiglie europee sta cambiando. E una delle ragioni principali è la crescita delle fonti rinnovabili.

È quanto emerge da una nuova analisi della Banca centrale europea (BCE), pubblicata nell’Economic Bulletin n. 6/2026. Lo studio prende in esame il modo in cui le variazioni dei prezzi all’ingrosso dell’energia vengono trasferite ai consumatori e mostra come, rispetto alla crisi energetica del 2021-2022, alcuni dei meccanismi siano profondamente cambiati.

Il dato più interessante riguarda proprio l’elettricità: la maggiore produzione da fonti rinnovabili sta indebolendo il legame tradizionale tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità all’ingrosso.

Nel 2026 uno shock energetico diverso da quello del 2021-2022

La forte crescita dei prezzi dell’energia nella prima metà del 2026 ha riportato alla memoria la crisi energetica del 2021-2022. Ma, secondo la BCE, le caratteristiche dei due episodi sono differenti.

Nel 2026 l’aumento dei prezzi all’ingrosso del gas e dell’elettricità è stato finora più contenuto rispetto alla precedente crisi. Soprattutto, l’impatto dell’aumento del gas sul prezzo dell’elettricità è stato attenuato dalla crescente presenza delle rinnovabili nel sistema elettrico.

Nel 2021-2022 la situazione era diversa. La riduzione della produzione idroelettrica dovuta alla siccità e la contemporanea indisponibilità di numerosi reattori nucleari francesi aumentarono il ricorso alla generazione elettrica da gas. Tutto questo avvenne mentre le forniture di gas all’Europa diminuivano drasticamente dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Nel 2026, invece, la pressione sul mercato del gas è stata finora più contenuta e molti Paesi europei hanno aumentato la produzione elettrica a basse emissioni, soprattutto attraverso le rinnovabili. Il risultato è stato un incremento più moderato dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità.

Più rinnovabili significa meno dipendenza dal gas per il prezzo dell’elettricità

Il funzionamento del mercato elettrico europeo aiuta a capire perché questo cambiamento sia importante.

In molte ore il prezzo dell’elettricità viene determinato dall’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda. Tradizionalmente, questo ruolo è stato spesso svolto dalle centrali a gas. Quando quindi il prezzo del gas aumenta, anche il prezzo dell’elettricità può salire.

Ma più aumenta la quota di elettricità prodotta da fonti come solare ed eolico, meno frequentemente il gas è necessario per determinare il prezzo marginale.

La BCE rileva infatti che l’effetto di una maggiore produzione rinnovabile sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità è negativo, non lineare e diverso da Paese a Paese. Le differenze dipendono anche dalla quantità di capacità rinnovabile disponibile e dalla struttura del mix elettrico nazionale.

Spagna e Italia: due situazioni molto diverse

Il confronto europeo è particolarmente significativo.

In Spagna, dove la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili è la più elevata tra i Paesi considerati nell’analisi, il numero di ore nelle quali il prezzo dell’elettricità viene determinato dal gas è progressivamente diminuito.

Un andamento analogo viene osservato in Francia, dove un ruolo dominante nel mix elettrico e nella formazione dei prezzi è svolto dal nucleare.

In Italia, invece, il gas continua a determinare frequentemente il prezzo dell’elettricità.

È un elemento particolarmente rilevante per un Paese come il nostro, ancora fortemente esposto alle oscillazioni del prezzo del gas.

Dalle quotazioni all’ingrosso alle bollette: il passaggio non è immediato

Il prezzo che si forma sui mercati all’ingrosso non arriva automaticamente e nello stesso momento sulla bolletta di una famiglia.

La velocità e l’intensità del trasferimento dipendono infatti da come è organizzato il mercato al dettaglio, dalla tipologia dei contratti e dalla composizione della bolletta.

Secondo la BCE, il passaggio dai prezzi all’ingrosso a quelli pagati dai consumatori è più rapido quando i prezzi sono determinati dal mercato e possono essere aggiornati frequentemente.

Al contrario, imposte e oneri, che tendono a cambiare più lentamente, attenuano la trasmissione delle variazioni dei prezzi all’ingrosso.

Nel 2025, nella zona euro, tasse e oneri rappresentavano in media il 31% del prezzo del gas e il 27% di quello dell’elettricità.

Anche la durata dei contratti conta. Se un fornitore acquista gas o elettricità con largo anticipo sui mercati a termine e propone al cliente un contratto di lunga durata, un’impennata temporanea dei prezzi all’ingrosso può avere un effetto molto più limitato sulla bolletta.

Il prezzo del gas arriva oggi più rapidamente ai consumatori

La BCE rileva inoltre un cambiamento significativo rispetto al 2022: il trasferimento delle variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas ai prezzi al consumo è diventato più rapido.

Una maggiore liberalizzazione dei mercati e la diffusione di nuovi tipi di contratto hanno ridotto in molti Paesi la durata delle offerte a prezzo fisso o introdotto tariffe più flessibili e maggiormente collegate ai prezzi all’ingrosso.

Un’indagine condotta nel 2026 tra le banche centrali nazionali dell’Eurosistema mostra che, in oltre metà dell’area euro, le variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas dovrebbero riflettersi sull’inflazione del gas misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo entro uno-tre mesi.

In circa un decimo dell’area euro il passaggio richiede quattro-sei mesi, mentre in circa un terzo dei Paesi sono necessari sette-dodici mesi.

È un cambiamento rilevante rispetto al 2022: la quota dei Paesi nei quali il trasferimento richiedeva 13-24 mesi è scesa da circa il 40% a circa il 5%.

Per l’elettricità, invece, i tempi rimangono molto più variabili: il trasferimento ai prezzi al consumo può richiedere da meno di un mese fino a due anni e, secondo la BCE, la situazione è sostanzialmente simile a quella osservata nel 2022.

La composizione della bolletta resta decisiva

C’è poi un altro elemento da considerare: la stessa variazione del prezzo all’ingrosso può avere effetti molto diversi sulla bolletta a seconda della sua composizione.

Nel prezzo finale pagato dal consumatore non c’è infatti soltanto il costo della materia prima. Ci sono anche reti, servizi, imposte, oneri e altri componenti.

Questo spiega perché non è possibile dedurre direttamente l’aumento delle bollette da quello registrato sui mercati all’ingrosso.

La BCE sottolinea inoltre che anche il modo in cui viene calcolato l’indice dei prezzi al consumo è importante. Fino al 2023, in alcuni Paesi l’indice armonizzato dei prezzi al consumo considerava solo una parte dei contratti effettivamente esistenti, ad esempio soltanto quelli nuovi. La metodologia è stata successivamente modificata per rappresentare meglio la varietà dei contratti e quindi i costi realmente sostenuti dalle famiglie.

La transizione rinnovabile cambia anche la trasmissione degli shock energetici

Il quadro che emerge dall’analisi della BCE è quindi quello di un sistema energetico europeo in trasformazione.

La crescita delle rinnovabili indebolisce il legame meccanico tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità all’ingrosso. Contemporaneamente, il trasferimento delle variazioni del prezzo all’ingrosso del gas alle bollette è diventato più rapido.

Ne deriva una situazione nella quale gli shock sul mercato del gas possono arrivare più velocemente ai consumatori per quanto riguarda il gas stesso, mentre il loro effetto sui prezzi dell’elettricità può risultare meno intenso rispetto al passato, proprio grazie alla crescente diversificazione della produzione elettrica.

Ma la situazione non è uguale in tutta Europa. Le differenze tra i Paesi rimangono significative e dipendono dal mix energetico, dalla quota di rinnovabili, dal ruolo del gas nella formazione del prezzo, dalla struttura dei mercati e dalle caratteristiche dei contratti offerti ai consumatori.

Per l’Italia il nodo resta il peso del gas

Il caso italiano merita particolare attenzione. La BCE evidenzia infatti che in Italia il gas continua a determinare frequentemente il prezzo dell’elettricità.

Questo significa che, anche in presenza di una crescita delle fonti rinnovabili, il nostro sistema elettrico rimane esposto al prezzo del gas in misura significativa.

Accelerare la crescita delle rinnovabili, insieme allo sviluppo delle reti, degli accumuli e della flessibilità della domanda, può quindi modificare progressivamente il modo in cui gli shock del mercato del gas si trasmettono al prezzo dell’elettricità.

Non si tratta soltanto di una questione climatica: la struttura del mix elettrico incide anche sulla volatilità dei prezzi e sull’esposizione dei consumatori agli shock dei mercati energetici.

La BCE conclude sottolineando che le dinamiche dei prezzi all’ingrosso dell’energia richiedono un monitoraggio attento. Gli effetti sui prezzi al consumo rimangono infatti una fonte importante di volatilità nel breve periodo dell’inflazione, anche alla luce delle tensioni geopolitiche e degli eventi meteorologici estremi.

Fonte: Banca centrale europea – The uneven journey of wholesale gas and electricity prices to consumer bills

Per approfondire

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Redazione

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