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Accumulo: a Trento si progetta la batteria del futuro

Promette di dare la soluzione all’anello mancante delle rinnovabili. E cioè fornire la tecnologia più adatta, perché sicura, economica e green, per costruire sistemi di accumulo. In questo caso batterie a flusso stazionarie. Ma con un vantaggio in più rispetto ai (tanti) concorrenti che partecipano alla corsa tecnologica mondiale del momento. Quello di utilizzare materie prime disponibili in Italia. Sganciando quindi il nostro Paese dalla dipendenza dalle terre rare.

L’azienda si chiama Green Energy Storage (Ges) ed è stata fondata a Trento nel 2015. Ora ha ricevuto dalla Ue e dal governo italiano fondi per 53 milioni. Dietro a questa «speranza di riportare l’Italia all’avanguardia come fu con Alessandro Volta» c’è Salvatore Pinto. Ingegnere elettronico che da quasi 20 anni si occupa di energia ed è attualmente presidente di Axpo Italia.

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«Abbiamo brevettato due chimiche basate su materie prime che hanno le seguenti caratteristiche. Sono green, sono facilmente reperibili anche in Italia, non sono tossiche e si possono riciclare. La nostra tecnologia offre una soluzione a costi adeguati e dà all’Europa la chance di essere indipendente senza dipendere per esempio dal litio cinese». Le materie prime sono «segrete», ma posso spiegare la tecnologia. Le nostre batterie utilizzano una sola chimica. E quando sono collegate a una fonte di energia da accumulare producono idrogeno che poi riutilizzano nella fase di scarica. Inoltre, hanno la parte di potenza divisa dalla parte di energia e quindi non rischiano di esplodere come quelle al litio».

Oltre alla tecnologia, Ges propone un modello industriale snello. Imita quello della Coca-Cola, che invia l’estratto agli imbottigliatori locali. «Faremo lo stesso, nel senso che invieremo la nostra chimica, elettrodi e membrane sviluppati in Italia, ma poi la batteria sarà assemblata in loco». Avrà una dimensione molto più ridotta e sarà competitiva anche sulla durata. I tempi? «Siamo partiti sette anni fa da un brevetto di Harvard. Arriveremo entro fine anno al livello pre-commerciale. E contiamo di essere sul mercato entro due anni, in anticipo rispetto alla richiesta Ue di 4 anni».

Articolo tratto dal Corriere della Sera

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FINANZIAMENTO IPCEI DI OLTRE 59 MILIONI DI EURO PER SVILUPPARE IN TRENTINO LE BATTERIE DEL FUTURO

Il progetto sarà realizzato dalla Fondazione Bruno Kessler e Green Energy Storage. Grazie a un finanziamento IPCEI (Important Projects of Common European Interest) di oltre 59 milioni di euro ottenuto dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) e da Green Energy Storage (GES), in Trentino verranno sviluppate batterie di nuova generazione, sistemi di accumulo di energia innovativi che impiegheranno elettroliti non tossici, sostenibili e a basso costo.

Il progetto IPCEI EuBatIn – European Battery Innovation, autorizzato dalla Commissione Europea e finanziato dal MISE, è partito quest’anno e terminerà entro il 2028. Oltre alla fase di ricerca e di messa a punto delle nuove tecnologie è prevista anche la realizzazione di nuovi laboratori. Vi saranno eseguiti i test e saranno anche al servizio dei partner industriali.

Per FBK, il risultato finale del progetto sarà lo sviluppo di una serie di componenti tecnologici legati a batterie a flusso e batterie della quarta e quinta generazione. Oltre a un prototipo innovativo da 50 kW/200kWh per applicazioni sia stazionarie per lo stoccaggio di energia proveniente dalle rinnovabili sia per l’utilizzo nella mobilità. Le attività si concentreranno anche sullo studio di nuovi design di celle e sistemi di accumulo che mirino a ridurre costi e ingombro, aumentare la sicurezza e migliorare la sostenibilità ambientale.

In particolare il fondo IPCEI ottenuto da GES è di 53 milioni di euro e quello ottenuto da FBK di 6,5 milioni di euro.

“In questo peculiare momento storico, nel quale la grave crisi energetica sta mettendo in difficoltà non solo i mercati e toccando la nostra quotidianità –sottolinea l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli – è con soddisfazione che saluto le eccellenze della ricerca trentina, impegnate in prima fila nella ricerca delle tecnologie del futuro. Fbk infatti si sta impegnando ad individuare e testare nuovi materiali e nuove tecnologie per soddisfare il nostro fabbisogno energetico. E che, allo stesso tempo, siano “environmental friendly” e favoriscano quella transizione ambientale che siamo chiamati a compiere nel più breve tempo possibile”.

“La sfida posta dai progetti IPCEI”, dichiara il presidente della Fondazione Bruno Kessler, Francesco Profumo, “si inserisce in una dimensione di posizionamento strategico europeo, per prendere uno spazio manifatturiero nuovo in temi che la Commissione riconosce di importanza strategica. È una sfida epocale in un mondo in competizione, per le risorse, per le tecnologie, per i mercati. È un’opportunità che ricade sui singoli attori e sui singoli territori. Come Fondazione Bruno Kessler ci poniamo come un attore chiave della filiera, per accelerare i tempi dello sviluppo, ad oggi valore più prezioso delle risorse economiche stesse”.

“Ancor più ci motiva questa sfida per il progetto EuBatIn, legata alla transizione energetica ed ecologica, oggi alla base dell’espressione dei nostri valori europei inclusi nel programma del Green Deal e rilanciati, nel contesto della situazione contingente, anche dal piano straordinario del REPOWER EU. A supporto di questo, metteremo a disposizione le nostre migliori risorse e le nostre più avanzate infrastrutture di laboratori, al servizio della costruzione di valore, di tecnologie, di soluzioni sostenibili, di nuovi posti di lavoro”.

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“Con il contributo da 53 milioni per il progetto IPCEI”, sottolinea il presidente di Green Energy Storage, Salvatore Pinto, “GES svilupperà la propria batteria a idrogeno. Una rivoluzione tecnologica green, al top per performance e costi che punta ad aggredire il mercato globale dell’accumulo energetico. Il contributo rappresenta la validazione del modello GES basato su talento, ricerca e innovazione declinato sul territorio trentino attraverso l’attrazione dei talenti e le partnership strategiche con FBK e Manica. La nuova roadmap tecnologica ed industriale di GES amplificherà le già notevoli ricadute occupazionali e di indotto sul territorio trentino che, inoltre, potrà vantare un’eccellenza mondiale nella sempre più strategica industria dell’accumulo energetico”.

“FBK, in qualità di centro tecnologico”, specifica Luigi Crema, direttore del Centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, “fornirà supporto alle imprese nelle loro attività di ricerca per sviluppare nuovi componenti e sistemi. Ci concentreremo su sfide tecnologiche presenti e future. Ricercando nuovi materiali che siano più sostenibili e meno impattanti sulle filiere di approvvigionamento, soluzioni per migliorare le attuali tecnologie e per avanzare quelle delle prossime generazioni. Lavoreremo sulle batterie per applicazioni stazionarie, come la tecnologia delle batterie a flusso, attraverso una relazione di natura strategica con Green Energy Storage. E penseremo alle soluzioni per le batterie della prossima generazione, che ad oggi coinvolgono la comunità scientifica in una sfida globale di abilitazione della profonda elettrificazione del sistema energetico, decarbonizzato dalle energie rinnovabili”.

“Ci metteremo il massimo dell’impegno per dare il nostro contributo. Il costo totale di 6,5 M€ coprirà il potenziamento delle infrastrutture attuali, la costruzione di nuovi laboratori e i costi relativi alle attività di R&S. Possibili sinergie con altre fonti di finanziamento. Ad esempio, IPCEI Hydrogen Technologies, saranno sfruttate per massimizzare l’impatto di queste iniziative sugli ecosistemi industriali locali, nazionali ed europei”.

Redazione

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