Programma Energia 5 Stelle: bocciato!
QUATTRO MENO MENO AL PROGRAMMA ENERGIA DEI 5 STELLE
Non potevo credere ai miei occhi quando ho letto il programma da votare per NOVA (la kermesse del Movimento 5 Stelle tenutasi a Milano dal 19 al 20 settembre per definire i temi politici per le prossime elezioni – ndr) nel capitolo energia dal titolo “Bollette più basse ed energia più pulita”.
Comincia bene con l’obbiettivo di “incrementare entro il 2030 di 50 GW la potenza energetica da fonti di energia rinnovabile”, ma poi tracolla di paragrafo in paragrafo, dimostrando drammatica incompetenza e scelte scellerate .
Il paragrafo “Ridurre l’IVA sui carburanti dal 22% al 10%” si commenta da solo. Da una parte si vogliono 50GW di rinnovabili, dall’altra si incentiva il consumo di combustibili fossili abbattendone l’IVA. Una proposta folle, copiata para para dallo spagnolo Sanchez, che tuttavia il 65% di rinnovabili lo ha già raggiunto, ha un costo di energia la metà del nostro ed ha un deficit strutturale nemmeno lontanamente paragonabile a quello italiano. Una scemenza gravissima su cui ci auguriamo che qualcuno faccia mea culpa. Ancor più grave che questa proposta sia stata approvata dal 95.8% degli iscritti votanti, mentre il quesito sui benefici per i territori che installano rinnovabili ha ottenuto il 92,3%, pure meno della fusione nucleare, al 92,6%. Qui i risultati delle votazioni.
Nella stessa pagina c’è anche il quesito per “superare i sostegni alla generazione di energia fossile” e il genio colpisce di nuovo con adesione plebiscitaria. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Jeremy Rifkin, presenza ormai stancamente rituale in questo tipo di occasioni, non ha avuto nulla da dire sulle proposte avanzate. Lo stesso vale, mi pare, per Luca Mercalli, Jeffrey Sachs e altri esponenti “star” del mondo ecologista. Peccato: sarebbe stato interessante conoscere il loro punto di vista proprio sulle questioni concrete sollevate in questa pagina, invece di limitarsi agli interventi di circostanza.
Dopo Gianni Girotto e Dario Tamburrano, inventori e promotori delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia e in Europa, ma che non si sono visti neppure nei dintorni di Milano, e Riccardo Fraccaro, ideatore del Reddito Energetico e ormai da tempo lontano dai riflettori del Movimento 5 Stelle, viene da chiedersi: come è possibile che i 5 Stelle non abbiano ascoltato neppure Livio De Santoli, già presidente onorario del Coordinamento FREE, oggi in ARERA e candidato, seppure non eletto, al Senato?
Come si può pensare di ignorare le competenze di tantissimi parlamentari europei e nazionali, oltre che di consiglieri regionali, e poi portare sotto i riflettori un testo così sgangherato, evidentemente frutto di una base in fase di forte schizofrenia programmatica?
I giornalisti, come spesso accade, si fermano ai titoli e alla sceneggiata (comunque giusta, a mio avviso) di Conte che straccia dal palco i documenti sul riarmo e altro, ma non vedono un aspetto forse ancora più significativo: una base sempre più critica verso le energie rinnovabili e l’innovazione ecotecnologica, proprio nel momento in cui ci sarebbe stato maggiore bisogno di quella che un tempo era la “quinta stella”, quella ambientale, del pensiero di Grillo. E lo stesso Grillo sembra ormai inorridito da questa situazione. Il problema è che, a quanto pare, non lo ascoltano più.
Questo mio scritto è arrabbiato, ma certamente riconosco che vi siano anche proposte condivisibili e importanti: il sostegno alle Comunità Energetiche, i bonus capaci di ridurre strutturalmente i consumi, gli investimenti nella ricerca sulla fusione (anche sulla fusione, però, ci sarebbe da correggere una grave imprecisione: dire che non produce scorie è semplicemente sbagliato), le risorse europee per la transizione, i contratti diretti per le rinnovabili a prezzi stabili e il rafforzamento della sovranità energetica.
Il problema è che, accanto a queste proposte, compare una vera perla: “Produrre energia pulita sulle superfici già utilizzate”. Produrre energia pulita (si direbbe rinnovabile, non pulita, ma vabbè…) “solo” sulle superfici “già utilizzate” è oltre ogni immaginazione! (per poi nel rigo sotto mettere una mezza pezza con “prioritariamente” e giustamente citare la bonifica dell’amianto)
Facile mettere le pale eoliche negli spazi “già occupati”! E la geotermia, l’idroelettrico, il biometano, l’agrivoltaico, il flottante? Facilissimo… Forse è un lapsus? Ma parliamo di un programma sottoposto agli iscritti e che dovrebbe candidare il leader alla Presidenza del Consiglio… Diciamo che sia stato un lapsus…
Ma i tetti comunque non bastano! Non perché non siano sufficienti in teoria, ma perché una parte consistente è di fatto indisponibile e, inoltre, un impianto sul tetto costa circa il doppio rispetto a un impianto a terra o agrivoltaico (ormai, sui suoli agricoli, chiunque propone giustamente solo l’agrivoltaico) e produce circa il 15% di energia in meno. Sono indisponibili anche perché in Italia abbiamo ancora circa 1 miliardo di m² di coperture in amianto e, senza incentivi adeguati, si prevede che la bonifica possa concludersi solo intorno al 2045. Inoltre, oltre il 30% dei tetti è di proprietà di banche o società di leasing, che spesso non li mettono a disposizione per l’installazione degli impianti.
Capisco, ahimè, che c’è poi da inseguire l’insopportabile demagogia dei comitati No Vax, oggi riconvertiti ai No Watt, anche per semplice assonanza. Eppure, quei voti sono ormai persi per i 5 Stelle, che li hanno – giustamente – “traditi” ai tempi del Covid per difendere la salute di tutti. Domandate a questi spappolati di cervello, che io definisco annientalisti, se voteranno o voterebbero ancora 5 Stelle: scoprirete che, per loro, sarà sempre meglio Trump, Vannacci o chiunque altro, ma mai i “traditori” No Vax.
La stessa storia si è ripetuta sul gas: quando era al governo, il Movimento ha dovuto compiere – giustamente – scelte pragmatiche, come l’approvazione dell’ultimo miglio del gasdotto in Puglia, andando contro una parte della propria base. Oggi, però, proprio in Sardegna, con la Todde, il tema della metanizzazione ripropone una contraddizione opposta: invece di puntare fino in fondo sulle rinnovabili e sull’autonomia energetica dell’isola, si torna a investire in infrastrutture fossili, fuori tempo massimo, fuori dalla storia… vd. L’assurda metanizzazione della Sardegna – Ecquologia²
Eppure, appena due anni fa, Conte, insieme a Gianni Girotto, Annalisa Corrado ed Elly Schlein, sosteneva il ricorso al fotovoltaico galleggiante e agli ecodragaggi per laghi e bacini in difficoltà, mentre da Presidente del Consiglio firmò numerose autorizzazioni per nuovi impianti rinnovabili. Perché governare significa assumersi responsabilità e prendere decisioni, non inseguire la semplice demagogia degli comitati, spesso alimentata da ignoranza e posizioni radicalmente contrarie alla transizione. Sarebbe anzi la scelta più irresponsabile di tutte, di fronte all’esplodere della crisi climatica e al super costo dell’energia che continua a impoverire le famiglie e a mettere in ginocchio le imprese. vd. Cosa serve ORA all’Italia per fronteggiare il supercosto energetico? – Ecquologia²
Concludo questo articolo/appello/sfogo per dire che l’agricoltura italiana senza rinnovabili muore e sta morendo. L’agrivoltaico può essere la chiave di volta per far ripopolare le campagne in Italia dove sono scomparse, in pochi anni, quasi due milioni di aziende e dove sono stati abbandonati 4 milioni di ettari, ormai incolti, sui 12 milioni totali disponibili per la coltivazione.
Con l’aumento delle temperature stanno seccando le colture e, con il prosciugamento dei bacini, si riducono anche le risorse idriche disponibili per l’irrigazione. A questo si aggiungono il supercosto dei concimi di origine fossile e dei pesticidi, oltre al calo delle vendite di olio e vino, aggravato dai dazi e dall’incertezza legata alle guerre. In questo quadro, senza agrivoltaico non c’è futuro
Ebbene i 5 stelle scelgano tra essere inginocchiati a Coldiretti e al paesaggismo malato o essere alleati dell’impresa contadina biologica, senza pesticidi e chimica, che con l’alleanza agroenergetica potrebbe resistere e riportare i giovani a fare impresa sul territorio.
Fabio Roggiolani, Cofondatore di Ecofuturo
Aggiornamento: Apprendo ora che Conte, dopo che a Nova l’animatore dei Fridays for Future Giacomo Zattini gli ha consegnato — o meglio, riconsegnato — la lettera dei 120 scienziati e attivisti per il clima, tra cui io e noi di Ecofuturo, già discussa positivamente con tutto il resto del possibile campo largo, ha fissato un incontro con i promotori. È una buona notizia. Vedremo come andrà e spero davvero che non sia soltanto un gesto di facciata. Dico questo anche perché, quando Conte era presidente del Consiglio, ho più volte espresso pubblicamente il mio apprezzamento per molte sue scelte.


