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Scacco matto alle Rinnovabili: 20 storie di follia burocratica

Scacco Matto alle Rinnovabili. Tutta la burocrazia che blocca lo sviluppo delle rinnovabili favorendo finte soluzioni e allontanandoci dal raggiungimento degli obiettivi climatici. Il nuovo dossier di Legambiente raccoglie venti storie simbolo di blocchi alle fonti pulite. Storie che riguardano tutto il Paese da Nord a Sud. Dal Consiglio Regionale del Veneto che ha proposto una legge per limitare il fotovoltaico in aree agricole ai casi dell’eolico offshore di Rimini, Sicilia e Sardegna.

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Scacco matto alle rinnovabili

Le rinnovabili stentano a decollare nonostante lo sviluppo nel settore sia da tempo maturo e strategico per contenere i cambiamenti climatici. Ed offrire così una sana opportunità di crescita nei territori.

A metterle sotto scacco matto sono normative obsolete, la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni, la discrezionalità nelle procedure di valutazione di impatto ambientale. Senza dimenticare i blocchi da parte delle sovrintendenze, le norme regionali disomogenee ed i contenziosi tra le istituzioni. La poca chiarezza è anche causa delle opposizioni dei territori che devono districarsi tra regole confuse e contraddittorie.

Tutti questi ostacoli mettono a rischio il raggiungimento degli obiettivi europei climatici di riduzione del 55% delle emissioni al 2030 rispetto ai livelli del 1990. E una copertura da rinnovabili del 72% per la parte elettrica. Un obiettivo preciso per mantenere la temperatura al di sotto del grado e mezzo. L’Italia, con i suoi 0,8 GW di potenza media annua installata negli ultimi 7 anni, rischia di essere in regola non prima del 2100. Eppure, se anche solo il 50% delle rinnovabili oggi sulla carta arrivasse al termine dell’iter autorizzativo, la nostra Penisola avrebbe già raggiunto gli obiettivi.

Le proposte di Legambiente

Legambiente lancia le sue proposte ribadendo l’urgenza di una revisione delle linee guida, rimaste ferme al DM del 2010. Serve un inquadramento aggiornato del comparto delle fonti rinnovabili attraverso un lavoro congiunto tra MITE, MISE e Ministero della Cultura. Il varo di un Testo Unico che semplifichi gli iter di autorizzazione e definisca in modo univoco ruoli e competenze dei vari organi dello Stato. Dando tempi certi alle procedure. Inoltre a fianco a processi di semplificazione, trasparenza e certezza dei tempi è necessaria una maggiore partecipazione dei territori. Sia nell’individuazione delle strategie da attuare per il raggiungimento degli obiettivi climatici sia nella realizzazione e individuazione dei siti dove questi devono essere collocati.

Scacco matto alle rinnovabili
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Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente

“I pesanti rincari in bolletta dovuti all’eccessivo consumo di gas in Italia si affrontano in modo strutturale. Non però con l’aumento della produzione nazionale dei pochi idrocarburi presenti nel sottosuolo e nei fondali marini italiani. O con un surreale ritorno al costosissimo nucleare. Ma con lo sviluppo delle rinnovabili, l’innovazione industriale e politiche di efficienza energetica in edilizia. È urgente snellire le procedure per i nuovi progetti di eolico a terra e a mare e per l’ammodernamento degli impianti esistenti. Bisogna realizzare l’agrivoltaico che produce elettricità come integrazione e non sostituzione della coltivazione agricola. E servono le comunità energetiche che usano localmente energia prodotta da fonte rinnovabile. Il ministro della Cultura Franceschini deve fissare regole chiare sulla semplificazione delle autorizzazioni del fotovoltaico integrato sui tetti nei centri storici. Altrimenti le Soprintendenze continueranno a dire sempre no, a beneficio di chi vuole fare fotovoltaico a terra e nuove centrali a gas”.

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