Fotovoltaico: la cella solare organica riciclata

Fotovoltaico. Un team di ricercatori del Fraunhofer FEP ha utilizzato polipropilene riciclato, recuperato da un imballaggio alimentare di nuova concezione, per la produzione di una pellicola di substrato per l’elettronica stampata.

Si tratta di un nuovo grande traguardo per il progetto europeo FlexFunction2Sustain, che ha visto all’interno dell’iniziativa la realizzazione della prima cella solare organica riciclata.

Per la precisione la parte riciclata interessa solo il substrato in plastica. Ma rappresenta un grande passo avanti per il settore del fotovoltaico polimerico. Si tratta di uno sviluppo frutto di un’ampia collaborazione fra istituti di ricerca. Nello stesso approccio open che caratterizza la filosofia di FlexFunction2Sustain. Progetto che nasce, infatti, con l’obiettivo di creare un banco di prova per l’innovazione aperta dedicato a tecnologie di nanofunzionalizzazione per la fabbricazione di prodotti sostenibili e intelligenti basati su carta e plastica.

John Fahlteich del Fraunhofer FEP

“La forza del banco di prova risiede nella cooperazione tra ricerca, mondo tecnologico e business. Un’offerta combinata di strutture e servizi complementari per stimolare l’innovazione”. Con un punto d’accesso unico e comune per tutte le PMI che vorranno entrare nella rete.

La cella è il risultato di un lavoro di squadra. I ricercatori del Fraunhofer IVV e del Center Technique Industriel de la Plasturgie et des Composites hanno miscelato il 50% di polipropilene riciclato (derivato da imballaggi di bevande) con polipropilene vergine. Il polimero finale è stato poi utilizzato per creare un film di substrato per l’elettronica stampata. Gli scienziati del Fraunhofer FEP hanno poi applicato al substrato un elettrodo trasparente in ossido di indio-stagno tramite rivestimento sottovuoto roll-to-roll. Organic Electronics Technologies PC (OET) in Grecia ha poi stampato il materiale organico fotoattivo e incapsulato le celle. La resa finale è ancora molto bassa ma molto valida per il suo scopo.

Vasileios Kyriazopoulos, project manager di OET

“L’efficienza di conversione dell’energia di circa l’1% è già sufficiente per fornire un’ampia gamma di produzioni di imballaggi intelligenti monouso con energia elettrica sufficiente. Attualmente, le celle solari organiche su substrati disponibili in commercio possono raggiungere efficienze superiori all’8%. Quindi, migliorando l’intero processo di fabbricazione, compresa l’estrusione del film, la progettazione dello strato, la stampa e l’incapsulamento, è possibile aumentare l’efficienza […] oltre il 5%”.

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Redazione

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