Bacini di fango: una proposta per farli rinascere

 Bacini di fango: una proposta per farli rinascere

“Bacini di fango – Una proposta per farli rinascere”. Convegno nazionale • Venerdì 11 luglio 2025 • Arezzo.

Si terrà Venerdì 11 luglio, dalle 10.00 alle 14.00, nella Sala Borsa Merci di Arezzo (Piazza Risorgimento n. 23), il convegno nazionale “Bacini di fango – Una proposta per farli rinascere”, un appuntamento pubblico volto a coinvolgere esperti, amministratori, tecnici e rappresentanti istituzionali per discutere l’emergenza dei sedimenti nei bacini idroelettrici e presentare soluzioni concrete. L’evento, a ingresso libero, è organizzato da Ecofuturo, Federidroelettrica e Coordinamento Free, con il patrocinio di Camera di Commercio Arezzo–Siena, Provincia di Arezzo e Confartigianato Imprese Arezzo.

Contesto, criticità e proposte.

In Italia molti bacini idroelettrici sono stati ostruiti da sedimenti fini – lime, argille e sabbie – che ne riducono molto l’efficienza e ne compromettono la funzione di stoccaggio idrico. Stime indicano che tali sedimenti ammontano, a livello nazionale, a oltre 4,5 miliardi di m³. Questa condizione:

  • limita la produzione di energia rinnovabile, aggravando la dipendenza da fonti fossili;
  • aumenta il rischio di crisi idriche in situazioni di siccità;
  • espone i territori a fenomeni alluvionali e a danni ambientali sempre più frequenti.

Questa situazione si è venuta a creare sia per oggettivi problemi tecnici di dragaggio sia per la difficoltà degli operatori di settore di poter pianificare investimenti con concessioni scadute o prossime alla scadenza. L’attenta gestione delle nuove concessioni in scadenza o scadute, oggi di competenza regionale, e nuove soluzioni tecnologiche ora disponibili, rappresentano una possibile occasione per ridefinire standard gestionali che mettano al centro la sostenibilità ambientale, stabilendo precisi criteri di manutenzione ordinaria e straordinaria dei sedimenti accumulati.

L’adozione su scala nazionale di tecnologie innovative di ecodragaggio a circuito chiuso, brevettate e già riconosciute tra le Best Practices dal MASE, o soluzioni tecnologiche avanzate di dragaggio compatibili con le caratteristiche dei sedimenti preseti, permetterebbero di:

  • rimuovere selettivamente lime, argille e sabbie dai bacini;
  • separare le frazioni pulite da quelle inquinate;
  • recuperare i materiali non contaminati per impieghi in edilizia, ripascimento fluviale e agricoltura;
  • ripristinare, per quanto possibile, piena funzionalità degli invasi, incrementando la produzione idroelettrica.

Oltre a tutto ciò i bacini “puliti” consentono inoltre la fluitazione controllata dei sedimenti in coda di piena, restituendo al fiume i materiali necessari alla sua dinamica naturale e minimizzando gli impatti a valle.

LA PRESENTAZIONE VIDEO DEL CONVEGNO

Programma del convegno

  • Saluti: Massimo Guasconi, Presidente CCIAA e Francesco Romizi, ISDE e Cons. comunale Arezzo
  • Conduce: Elena Pagliai, Responsabile Rete Ecofuturo
  • Introduce: Fabio Roggiolani, Ecofuturo e Coordinamento Free
  • Relazioni introduttive: Prof Giuliano Gabbani, UNIFI – Dott. Sauro Valentini, già ARPAT – Davide Benedetti – AD Decomar tecnologia Limphido.
  • Interventi: Paolo Picco, Presidente Federidroelettrica – Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Luisa Lapini, Presidente Comitato delle Piagge contro le cave – Beppe Croce, Presidente FEDERCANAPA – Ing. Massimo De Vincentis, Direttore Tecnico e-Lab – Giordano Mancini, Co-autore di Ecologia e Autarchia – Carlo De Masi, Presidente Adiconsum.
  • Conclusioni: Monia Monni, Assessore all’Ambiente Regione Toscana, e Attilio Piattelli, Presidente Nazionale Coordinamento Free.

Sono stati invitati i gestori dei bacini idroelettrici e il Commissario nazionale all’emergenza idrica. 

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Redazione

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