Nucleare: Energia Dis/Continua. Ondate di calore e stop centrali
Il caldo estremo mette in crisi la produzione di energia nucleare in Europa. In Svizzera, la centrale di Beznau è stata parzialmente chiusa a causa del surriscaldamento delle acque del fiume Aare, utilizzate per il raffreddamento dei reattori. Uno dei due è stato spento, mentre l’altro opera al 50% della capacità, secondo quanto comunicato dal gestore Axpo. Anche in Francia si registrano rallentamenti simili come abbiamo raccontato recentemente: Troppo caldo, in Francia si ferma anche una centrale nucleare,
Le centrali nucleari dipendono da grandi quantità di acqua per raffreddare i reattori. Ma con le temperature estive in continuo aumento, i fiumi non riescono più a garantire le condizioni necessarie: utilizzare acqua già calda per il raffreddamento comporterebbe un ulteriore innalzamento della temperatura dei corsi d’acqua, con gravi rischi per gli ecosistemi fluviali.
Beznau rallenta per proteggere il fiume Aare.
“Le alte temperature registrate nell’acqua del fiume Aare hanno costretto Axpo a ridurre progressivamente l’attività dei reattori della centrale di Beznau, fino al 50% della potenza domenica scorsa”, ha dichiarato la società in un comunicato. Situata direttamente sulle rive del fiume, la centrale è particolarmente sensibile alle ondate di calore: “Durante i periodi estivi più caldi – prosegue la nota – è fondamentale evitare un riscaldamento eccessivo dell’acqua per non danneggiare flora e fauna locali”.
Per questo motivo, Axpo cerca di mantenere la temperatura dell’acqua scaricata sotto i 25°C, soglia critica per l’equilibrio dell’ecosistema.
Sebbene la Svizzera abbia deciso di abbandonare progressivamente il nucleare, le centrali esistenti continueranno a funzionare finché considerate sicure. La chiusura definitiva dei reattori è prevista tra il 2032 e il 2033.
Un paradosso energetico.
Il paradosso è evidente: le ondate di calore estive, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, aumentano la domanda di elettricità – ad esempio per il raffrescamento degli ambienti – proprio quando la produzione di energia nucleare deve essere ridotta. Un problema che rischia di diventare sempre più pressante negli anni a venire.
La video riflessione di Fabio Roggiolani, Ecofuturo.
Immagine articolo di BLS208, CC BY-SA 3.0


