COP31: cosa aspettarsi dal vertice di Antalya (9-20 novembre)

 COP31: cosa aspettarsi dal vertice di Antalya (9-20 novembre)

Dal 9 al 20 novembre 2026 la città turca di Antalya ospiterà la 31ª Conferenza delle Parti dell’UNFCCC, meglio nota come COP31. Sul tavolo ci sono ancora una volta gli impegni globali su mitigazione, adattamento, finanza climatica e trasparenza degli obiettivi nazionali, in un appuntamento che arriva in un momento delicato per la diplomazia climatica internazionale.

Perché la COP31 si tiene in Turchia

La sede di quest’anno è il risultato di un compromesso raggiunto solo alla fine della COP30 di Belém, dopo un lungo braccio di ferro tra Turchia e Australia, entrambe candidate a ospitare il summit. L’intesa ha portato a una soluzione inedita: la presidenza formale della conferenza resta ad Ankara, mentre la guida dei negoziati veri e propri, compresa la fase di preparazione (Pre-COP), passa all’Australia. Una spartizione dei ruoli che non ha precedenti nella storia recente delle COP e che riflette quanto sia stato difficile trovare un accordo tra le due candidature.

I numeri dell’evento

Ad Antalya sono attesi rappresentanti da 197 paesi, con stime turche che parlano di decine di migliaia di partecipanti complessivi e della presenza di diversi capi di stato e di governo. Il summit comprenderà, oltre alla sessione COP31 vera e propria, anche gli incontri collegati al Protocollo di Kyoto (CMP21) e all’Accordo di Parigi (CMA8), insieme alle sessioni degli organi sussidiari SBSTA e SBI.

I nodi del negoziato

I temi al centro del confronto sono in larga parte gli stessi rimasti irrisolti nelle ultime edizioni: la revisione al rialzo degli impegni nazionali di riduzione delle emissioni, il finanziamento climatico per i paesi in via di sviluppo, l’adattamento agli impatti già in corso e il trasferimento tecnologico. Il tutto in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche che stanno complicando ulteriormente la ricerca di un consenso tra le parti.

Le critiche alla scelta di Antalya

La designazione della Turchia come paese ospitante non è priva di polemiche. Ankara ha ratificato l’Accordo di Parigi solo alla fine del 2021, con grande ritardo rispetto alla maggior parte degli altri firmatari, e si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2053, tre anni dopo la scadenza fissata dall’Unione Europea. A questo si aggiungono le preoccupazioni di osservatori e organizzazioni della società civile sugli spazi di partecipazione pubblica garantiti nel paese, un tema che era invece stato centrale nell’edizione precedente di Belém.

Cosa aspettarsi

Nelle settimane che precedono il vertice, le due presidenze — quella turca e quella australiana in arrivo — stanno lavorando insieme per preparare il terreno ai negoziati, coordinandosi con i presidenti degli organi tecnici dell’UNFCCC. Per l’Italia e l’Unione Europea, COP31 rappresenta un banco di prova per verificare se gli impegni assunti nelle edizioni precedenti si tradurranno in passi concreti, in un anno in cui la sicurezza energetica è tornata al centro del dibattito politico europeo tanto quanto la transizione ecologica.

Continueremo a seguire il percorso verso Antalya nelle prossime settimane, con approfondimenti sui temi via via in discussione.

Il sito ufficiale dell’evento: Türkiye Antalya 2026 UN Climate Change Conference

L’evento nella pagina dell’United Nations Framework Convention on Climate Change: UN Climate Change Conference – Antalya, November 2026 | UNFCCC

La CO31 nella pagina del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: The 2026 United Nations Climate Change Conference

 La pagina del pre-COP31 meeting presso le Fiji: Pacific Regional Infrastructure Facility (PRIF)

Leggi anche: Guerra: disastro climatico ed ecologico – Ecquologia²

Redazione

Related post