Delta del Po, una barriera intelligente per fermare la plastica

 Delta del Po, una barriera intelligente per fermare la plastica

Sul Delta del Po entra in funzione un innovativo sistema River Cleaning nell’ambito del progetto europeo INSPIRE. La tecnologia intercetta i rifiuti galleggianti e li convoglia verso una vasca di raccolta, con automazione, monitoraggio e analisi dei materiali attraverso il machine learning.

Delta del Po

Una barriera lunga circa 25 metri è entrata in funzione sul Po di Gnocca, nel Delta del Po, a valle del Ponte di Barche di Santa Giulia, nel territorio di Taglio di Po. L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: intercettare i rifiuti galleggianti prima che raggiungano il mare.

Non si tratta però di una normale barriera galleggiante. Il sistema è una tecnologia sviluppata da River Cleaning, azienda italiana specializzata nella raccolta dei rifiuti plastici nei corsi d’acqua, e rientra nel progetto europeo INSPIRE, finanziato da Horizon Europe nell’ambito della missione europea Restore our Oceans and Waters by 2030.

River Cleaning: una barriera che sfrutta la corrente del fiume

Il principio alla base della tecnologia River Cleaning è particolarmente interessante perché non richiede di fermare il corso d’acqua.

Una serie di moduli galleggianti viene posizionata trasversalmente al fiume e sfrutta la corrente per intercettare e indirizzare i rifiuti presenti sulla superficie dell’acqua verso un punto di raccolta.

Nel caso del Po di Gnocca, il sistema è stato progettato in una versione completamente automatizzata. La barriera River Cleaning è integrata con una speciale vasca di raccolta sviluppata dal partner greco MINDS, dando vita a un sistema ibrido pensato per operare in modo continuativo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

La tecnologia punta quindi non soltanto a raccogliere la plastica, ma anche a rendere più efficiente l’intero processo di gestione e conoscenza dei rifiuti intercettati.

Dal fiume al mare: fermare la plastica prima che sia troppo tardi

Il Delta del Po rappresenta un punto strategico per affrontare il problema della plastica dispersa nell’ambiente.

I fiumi sono infatti una delle principali vie attraverso cui i rifiuti presenti nei territori continentali possono raggiungere gli ecosistemi marini. Intervenire lungo il corso d’acqua significa quindi agire prima che il problema diventi molto più difficile da gestire.

La posizione scelta sul Po di Gnocca è particolarmente significativa: il corso d’acqua attraversa uno dei territori più delicati del Delta e conduce verso l’area costiera e le lagune del Polesine.

Una parte importante della sfida consiste quindi nell’intercettare i rifiuti nel momento in cui sono ancora facilmente recuperabili.

Non solo raccolta: i rifiuti diventano dati

Uno degli elementi più innovativi del progetto INSPIRE è che il sistema non si limita alla raccolta fisica dei rifiuti.

La vasca sviluppata da MINDS è infatti pensata per consentire anche l’analisi dei materiali attraverso sistemi di machine learning. L’obiettivo è trasformare ciò che viene raccolto in una fonte di informazioni sulla tipologia e sulla provenienza dei rifiuti.

Questo significa passare da una logica esclusivamente emergenziale – raccogliere ciò che arriva – a un modello nel quale i dati possono aiutare a comprendere quanto, cosa e quando arriva la plastica nel fiume.

È un passaggio importante perché conoscere meglio il fenomeno permette di progettare interventi di prevenzione più efficaci.

Il ruolo del CNR-ISMAR

La sperimentazione fa parte del progetto europeo INSPIRE, nel quale sono coinvolti diversi partner internazionali. Per l’installazione sul Po, la Regione Veneto ha indicato il CNR-ISMAR – Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con sede a Venezia, come concessionario della barriera.

La collaborazione mette insieme ricerca scientifica, tecnologia e sperimentazione sul campo, con l’obiettivo di verificare concretamente il funzionamento di una soluzione innovativa in uno dei principali sistemi fluviali italiani.

Il progetto ha una durata quadriennale ed è finanziato da Horizon Europe nell’ambito della missione europea dedicata al ripristino degli oceani e delle acque entro il 2030.

vedi: The Po River – Inspire Europe

Una tecnologia già sperimentata in altri corsi d’acqua

La barriera installata nel Delta rappresenta l’evoluzione di una tecnologia già sperimentata in altri contesti.

Vedi: Installazioni – Rivercleaning

River Cleaning ha realizzato, tra gli altri, impianti sulla Roggia Dolfina a Rosà, sul Naviglio Martesana a Milano e sul Canale Vela a Quarto d’Altino. Quest’ultimo progetto è stato realizzato nell’ambito del progetto Interreg Italia-Croazia MarLESS ed è dotato di sistemi di automazione, autopulizia e monitoraggio.

L’esperienza accumulata in queste installazioni ha permesso di sviluppare sistemi sempre più automatizzati e adattabili alle diverse condizioni dei corsi d’acqua.

Sul Po di Gnocca la tecnologia compie quindi un ulteriore passo avanti, integrando la raccolta automatizzata con l’analisi dei rifiuti.

Il Delta del Po come laboratorio per l’innovazione ambientale

Il valore dell’operazione va oltre la quantità di plastica che sarà possibile recuperare.

Il Delta del Po può diventare infatti un vero laboratorio di innovazione ambientale, nel quale sperimentare tecnologie capaci di affrontare concretamente uno dei problemi più evidenti dell’inquinamento dei mari: quello dei rifiuti che arrivano dalla terraferma attraverso i fiumi.

La sfida, naturalmente, non può essere risolta soltanto raccogliendo la plastica. La vera soluzione resta la prevenzione alla fonte, la riduzione dei materiali usa e getta, una migliore gestione dei rifiuti e il contrasto alla dispersione nell’ambiente.

Ma intercettare ciò che inevitabilmente sfugge ai sistemi di gestione rappresenta un’importante seconda linea di difesa.

E nel Delta del Po questa linea di difesa arriva attraverso una tecnologia italiana, River Cleaning, sostenuta dalla ricerca del CNR-ISMAR, integrata dalla tecnologia di MINDS e inserita in un progetto europeo finanziato da Horizon Europe.

Una barriera che, sfruttando la forza naturale del fiume e l’intelligenza dei sistemi digitali, prova a fermare la plastica prima che il fiume la consegni al mare.

Il progetto River Cleaning

Lo sviluppo di un sistema per la pulizia delle acque di fiumi e canali dai rifiuti plastici, che non ostacola la navigazione e non produce impatti sull’ambiente.

L’azienda italiana Mold S.r.l., fondata nel 2008, vanta una pluriennale esperienza nella realizzazione di stampi per componenti plastici destinati al settore degli interni automobilistici. Nel 2019, con l’obiettivo di affrontare il problema dei rifiuti oleosi e plastici, l’azienda veneta ha iniziato a sviluppare un sistema innovativo, unico ed efficace denominato RIVER CLEANING.

Come suggerisce il nome, il dispositivo impedisce che i rifiuti vengano dispersi nei fiumi e nei canali. La soluzione mantiene liberi i corsi d’acqua e non produce effetti dannosi sulla flora e sulla fauna. Il sistema RIVER CLEANING, posizionato diagonalmente rispetto al corso del fiume, intercetta i rifiuti e li trasporta verso la riva, dove vengono convogliati in un’apposita area di raccolta per essere successivamente avviati al riciclo.

Si tratta di un sistema efficiente e a basso impatto ambientale, che non richiede altre fonti di energia, non produce ulteriori rifiuti e può essere adattato a qualsiasi corso d’acqua.

Vanni Covolo, tecnico di grande esperienza nel settore della lavorazione delle materie plastiche, lavora oggi insieme al suo team per contrastare la crescente minaccia che questo materiale di origine fossile rappresenta per il pianeta. Dopo aver sviluppato e brevettato il sistema RIVER CLEANING, è ora alla ricerca di investitori e partner che possano accompagnare l’azienda nelle fasi di industrializzazione e commercializzazione di questa soluzione sostenibile per contrastare l’inquinamento da plastica degli oceani, per l’80% proveniente dai fiumi.

«La nostra soluzione autonoma non richiede energia. Funziona in modo indipendente e non interferisce con la navigazione. Crediamo che la soluzione giusta per contrastare la plastica debba essere funzionale e rispettosa della biodiversità».

Vanni Covolo, co-fondatore di RIVER CLEANING

Fonte: Polesine24, La Piazza Web, River Cleaning e Regione Veneto

Leggi anche: Inaugurato a Milano il Museo della Plastica

Redazione

Related post