Trasporto marittimo: accordo per emissioni zero entro il 2050

 Trasporto marittimo: accordo per emissioni zero entro il 2050

L’Organizzazione marittima internazionale (IMO) compie un altro passo avanti verso la creazione di un quadro giuridicamente vincolante per ridurre le emissioni di gas serra (GHG) delle navi a livello globale, con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2050 o in un periodo prossimo a tale data.

Il quadro normativo dell’IMO per l’azzeramento delle emissioni nette è il primo al mondo a combinare limiti obbligatori di emissione e tariffazione dei GHG in un intero settore industriale.

Approvate dal Comitato per la protezione dell’ambiente marino durante la sua 83a sessione (MEPC 83) dal 7 all’11 aprile 2025, le misure includono un nuovo standard per i combustibili delle navi e un meccanismo globale di tariffazione delle emissioni.

Tali misure, che dovrebbero essere adottate formalmente nell’ottobre 2025 prima di entrare in vigore nel 2027, diventeranno obbligatorie per le grandi navi oceaniche di stazza lorda superiore a 5.000 tonnellate, che emettono l’85% delle emissioni totali di CO2 prodotte dal trasporto marittimo internazionale.

Elementi chiave del sistema IMO per l’azzeramento delle emissioni.

Il quadro IMO per l’azzeramento delle emissioni nette sarà incluso in un nuovo capitolo dell’allegato VI (Prevenzione dell’inquinamento atmosferico causato dalle navi) della Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi (MARPOL).

L’allegato VI della MARPOL conta attualmente 108 parti contraenti, che coprono il 97% della flotta mercantile mondiale in termini di stazza, e include già requisiti di efficienza energetica obbligatori per le navi.

L’obiettivo è raggiungere gli obiettivi climatici fissati nella Strategia IMO 2023 sulla riduzione delle emissioni di gas serra delle navi, accelerare l’introduzione di combustibili, tecnologie e fonti energetiche a zero o quasi zero emissioni di gas serra e sostenere una transizione giusta ed equa.

In base al progetto di regolamento, le navi saranno tenute a rispettare:

  1. Standard globale sui combustibili: le navi dovranno ridurre nel tempo la loro intensità di gas serra (GFI) annuale, ovvero la quantità di gas serra emessa per ogni unità di energia utilizzata. Questo valore è calcolato utilizzando un approccio “well-to-wake”.
  2. Misura economica globale: le navi che emettono valori superiori alle soglie GFI dovranno acquisire unità di compensazione per bilanciare le emissioni in eccesso, mentre quelle che utilizzano tecnologie a emissioni di gas serra pari o quasi pari a zero potranno beneficiare di incentivi finanziari.

Garantire la conformità.

Ci saranno due livelli di conformità con gli obiettivi di intensità di combustibile GHG: un obiettivo di base e un obiettivo di conformità diretta, al raggiungimento del quale le navi potranno ottenere un “surplus di unità”.

Le navi che emettono oltre le soglie stabilite potranno compensare il loro deficit di emissioni:

  • trasferendo unità in eccesso da altre navi;
  • utilizzando unità in eccesso già accumulate;
  • utilizzando unità correttive acquisite tramite contributi al Fondo IMO Net-Zero.

Fondo IMO Net-Zero.

Il Fondo IMO Net-Zero sarà istituito per raccogliere contributi derivanti dalla tariffazione delle emissioni. Queste entrate saranno poi distribuite per:

  • Premiare le navi a basse emissioni;
  • Sostenere l’innovazione, la ricerca, le infrastrutture e le iniziative di transizione equa nei paesi in via di sviluppo;
  • Finanziare la formazione, il trasferimento di tecnologia e lo sviluppo di capacità a sostegno della strategia dell’IMO in materia di gas serra; e
  • Mitigare gli impatti negativi sugli Stati vulnerabili, come i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi meno sviluppati.

Prossimi passi.

Una volta approvate, le bozze di emendamento all’allegato VI della convenzione MARPOL saranno formalmente trasmesse agli Stati membri dell’IMO, e successivamente:

  • ottobre 2025 (MEPC/ES.2): adozione delle modifiche durante una sessione straordinaria del Comitato per la protezione dell’ambiente marino.
  • primavera 2026 (MEPC 84): approvazione delle linee guida dettagliate per l’attuazione.
  • 2027: entrata in vigore prevista, 16 mesi dopo l’adozione (in conformità con gli articoli della MARPOL).

Altri risultati del MEPC 83.

La riunione ha discusso una serie di questioni relative alla protezione dell’ambiente marino dalle attività di navigazione, con i seguenti risultati chiave:

  • Adozione del piano d’azione 2025 per combattere i rifiuti di plastica in mare;
  • Progressi nella revisione della convenzione sulla gestione delle acque di zavorra;
  • Approvazione di una proposta per designare l’Atlantico nord-orientale come zona di controllo delle emissioni e accordo di massima per designare due nuove zone marittime particolarmente sensibili al largo della costa pacifica del Sud America;
  • Approvazione del progetto di piano di lavoro per lo sviluppo di un quadro normativo per l’uso dei sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio a bordo (OCCS);
  • Approvazione del progetto di modifica della regola 27 dell’allegato VI della convenzione MARPOL relativa all’accessibilità del sistema di raccolta dati dell’IMO
  • Adozione delle modifiche alle linee guida 2021 sui fattori operativi di riduzione dell’intensità di carbonio rispetto alle linee di riferimento (linee guida sui fattori di riduzione CII, G3);
  • Approvazione di un nuovo risultato per lo sviluppo di un quadro giuridicamente vincolante sulla gestione del biofouling, al fine di prevenire la diffusione di specie acquatiche invasive nocive.

Le critiche degli ambientalisti.

Clean Shipping Coalition: l’accordo raggiunto all’IMO non fissa obiettivi sufficienti per eliminare le emissioni di gas serra del trasporto marittimo, tradendo i Paesi più vulnerabili e sprecando un’opportunità per dare una svolta decisiva alla lotta contro il riscaldamento globale.

WWF Italia: pur riconoscendo che navi più efficienti riducono consumi, rumore sottomarino e rischi per le specie marine (es. balene), il WWF giudica gli obiettivi troppo modesti e tardivi per far fronte contemporaneamente alle crisi climatica e della biodiversità, mettendo a rischio la capacità dell’IMO di centrare lo zero netto al 2050.

Transport & Environment (T&E): definisce l’accordo “vittoria per il multilateralismo ma fallimento per il clima”. Critica in particolare il sistema di pricing carbonio che esenta circa il 90 % delle emissioni in eccesso dal pagamento delle penalità, generando potenzialmente 10 miliardi di dollari all’anno fino al 2035, con tempi incerti per il Net‑Zero Fund. Avverte inoltre il pericolo che biocarburanti come olio di palma e di soia, più economici ma legati a deforestazione, diventino l’opzione preferita, rischiando di far crescere complessivamente le emissioni.

Per approfondire: Emissioni delle navi, l’Organizzazione marittima internazionale sigla un accordo che delude gli ambientalisti – LINK

Fonte articolo: IMO approves net-zero regulations for global shipping

Leggi anche CCS, Carbon Capture & Storage: una soluzione?

Redazione

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