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Biodiversità: un milione di specie a rischio estinzione

Biodiversità. La bozza di accordo globale negoziata dai governi non è sufficiente ad invertire la curva della perdita di natura entro il 2030. E non rispetta gli impegni ambiziosi presi pubblicamente per affrontare la crisi di biodiversità che stiamo vivendo. A mostrarlo il nuovo report WWF pubblicato il 9 marzo, in vista dei negoziati delle Nazioni Unite sulla biodiversità iniziati il 14 marzo.

Il rapporto è intitolato “Bridging the Gap: Translating political commitments into an ambitious Global Biodiversity Framework“. In italiano: Colmare il divario: trasporre gli impegni politici in un ambizioso accordo globale sulla biodiversità. è Ed è costituito da una analisi dei principali impegni internazionali esplicitamente riconducibili ai negoziati sull’accordo globale sulla biodiversità.

Link per scaricare il nuovo report WWF

Biodiversità

Sono un milione le specie attualmente a rischio estinzione. Finora troppe promesse vuote che non si risolvono in azioni concrete. 

Marco Lambertini, direttore generale del Wwf Internazionale

L’attuale catastrofica perdita di natura sta aumentando la nostra vulnerabilità alle pandemie. Inasprendo gli impatti del cambiamento climatico e minacciando sia i nostri mezzi di sussistenza che l’economia globale. I leader mondiali hanno promesso di agire per proteggere la natura e le persone, garantendo il raggiungimento di un ambizioso accordo globale sulla biodiversità. Ma la nostra nuova analisi rivela che resta ancora molto da fare con urgenza affinché alle parole corrispondano i fatti”.

I negoziati di Ginevra si terranno fino al 29 marzo. Rappresentano l’ultima opportunità per i governi di negoziare un accordo globale. Prima di arrivare a Kunming, in Cina, per l’adozione al vertice sulla biodiversità COP15 della CBD entro la fine dell’anno.

Il report “Bridging the Gap” identifica nove aree in cui la bozza attuale del GBF 2030 manca di ambizione. Ad esempio:

  • L’attuale stesura richiede solamente che “l’aumento del tasso di estinzione [delle specie] sia fermato o invertito e il rischio di estinzione sia ridotto di almeno il 10 %”. I governi dovrebbero invece spingere perché si intraprenda un’azione urgente per prevenire l’estinzione delle specie che risultino essere minacciate dal 2022 (quindi immediatamente). E per aumentare l’abbondanza di popolazione di specie che debbano essere recuperate entro il 2030;
  • Manca un forte meccanismo di revisione che consenta ai governi di rendicontare regolarmente i propri progressi. E accrescere il proprio impegno nel tempo per conseguire gli obiettivi;
  • Sono insufficienti le azioni proposte per affrontare i modelli insostenibili di produzione e consumo in gran parte responsabili della perdita di natura;
  • Mancano impegni finalizzati a cancellare o riconvertire tutti i sussidi dannosi per la natura;
  • Non c’è alcun riferimento esplicito che garantisca l’adozione e l’attuazione di un approccio basato sui diritti.

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Biodiversità

Per il Report “Bridging the Gap” la bozza deve essere significativamente rafforzata se vuole essere in linea con le promesse di invertire la curva di perdita di biodiversità entro il 2030. Come stabilito in una serie di impegni, tra cui la Kunming Declaration, la Leaders’ Pledge for Nature, e il G20 leaders communique.

La mancanza di obiettivi specifici e dettagliati che affrontino le cause della perdita di biodiversità desta grande preoccupazione. E rivela il mancato rispetto di impegni ad alto livello. Quali la Leaders’ Pledge for Nature, una dichiarazione congiunta firmata da 113 Paesi, e la Kunming Declaration.

Per il WWF trasformare i settori produttivi chiave che favoriscono la perdita di biodiversità (in particolare l’agricoltura e i sistemi alimentari) è essenziale per affrontare questa crescente emergenza.

Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia-

“L’Italia ha giocato un ruolo cruciale nella preparazione del comunicato del G20 di Roma dello scorso 30 e 31 ottobre. Ora l’impegno dichiarato dai leader italiani deve tradursi nella definizione e approvazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità. E in un livello di ambizione dell’accordo globale per la biodiversità idoneo ad affrontare l’entità della crisi di natura che stiamo vivendo. Un impegno internazionale ambizioso tradotto in azioni concrete a livello nazionale e locale dimostrerebbe che le parole dei leader non sono solo dichiarazioni vuote”.

La Redazione di Ecquologia

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Redazione

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