Agrifotovoltaico: 5 proposte per uno sviluppo sostenibile

Divenuto uno degli strumenti cardine nel PNRR italiano e del piano di sviluppo delle fonti rinnovabili nazionali, il fotovoltaico in agricoltura, denominato anche agrifotovoltaico, presuppone una piena sinergia fra i due comparti per massimizzarne i grandi, potenziali benefici nel segno della piena sostenibilità.

Un lavoro ancora in corso quello del governo, nonostante alcune delle prime misure dedicate all’agrifotovoltaico siano già presenti nel DL Semplificazioni.

Per cercare di focalizzare al meglio lo sviluppo del settore in un percorso di crescita virtuosa, Elettricità Futura e Confagricoltura hanno elaborato una serie di proposte, costituite da suggerimenti ed esempi di buone pratiche capaci di portare benefici sia alla produzione energetica verde italiana che alle imprese agricole.

Le proposte, raccolte in un position paper, offrono una panoramica sulle tipologie di installazioni sulle quali concentrare gli investimenti ed eventuali meccanismi di supporto da mettere in atto.

Nel dettaglio le due associazioni hanno individuato 5 tipologie di impianto fotovoltaico in agricoltura:

  • su edifici e fabbricati rurali ad uso strumentale; 
  • su bacini idrici; 
  • realizzati nell’ambito di Comunità Energetiche; 
  • su aree produttive; 
  • su aree marginali, abbandonate o degradate.

Per il solare su edifici e aree di pertinenza, le due associazioni propongono di individuare un contingente di potenza dedicato nelle gare per aste e registri, oppure, in alternativa, di estendere la Tariffa onnicomprensiva anche alle installazioni di potenza fino a 500 kW (attualmente fissata fino a 250 kW). Una possibilità questa, che potrebbe anche prevedere un premio aggiuntivo alla tariffa per gli impianti fotovoltaici integrati su stalle o sulle serre a controllo ambientale. Sarebbe poi utile anche la proposta di estendere ai fabbricati rurali ad uso strumentale il credito del Superbonus 110%.

Per gli impianti galleggianti su bacini idrici, le associazioni chiedono la loro ammissione agli incentivi del Decreto FER 1. Per il fotovoltaico in agricoltura realizzato all’interno delle comunità energetiche poi, un aiuto potrebbe provenire, oltre che dall’ampliamento del perimetro delle comunità, anche da iter autorizzativi specifici caratterizzati da una riduzione delle tempistiche.

Una particolare attenzione si concentra poi sulle installazioni solari su aree agricole produttive. La proposta oltre a includere i soli impianti agrivoltaici, con moduli sospesi da terra per permettere la coltivazione sottostante), chiede criteri specifici. “I sistemi realizzati dovranno integrarsi con l’attività agricola in modo da non compromettere l’utilizzo dei terreni dedicati all’agricoltura, attraverso soluzioni che garantiscono il minimo impatto sulla struttura dei terreni (es. impianti senza fondazioni in cemento, ecc.)”. inoltre viene proposto per gli impianti sopra a 1 MW, l’accesso ai meccanismi di aste, mentre per l’agrovoltaico sotto un MW, l’incentivazione mediante tariffa.

Per finire poi indicazioni in merito anche alle aree agricole marginali, abbandonate, degradate, per le quali Elettricità Futura e Confagricoltura chiedono di identificare tali spazi attraverso una semplice autodichiarazione da parte dei relativi proprietari e includendo tali installazioni nei meccanismi di supporto nazionali.

La Redazione di Ecquologia

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