Rinnovabili e Fossili
La costituzione del Coordinamento FREE oltre 10 anni fa ad opera di Gb Zorzoli e anche mia fu un capolavoro di pazienza e lungimiranza, avvenuta in piena crisi delle energie rinnovabili, esasperata da governi miopi alla rivoluzione che si stava affacciando in un orizzonte non troppo lontano.
Piccole e grandi associazioni imprenditoriali, ambientaliste e consumeristiche si riunirono per proporre un nuovo paradigma e proporre un racconto positivo e propositivo sul valore delle energie rinnovabili e dello sviluppo dell’efficienza energetica. Il lavoro svolto in questi anni ha portato risultati davvero importanti che si riflettono oggi nell’ espansione del settore attuale.
Il gruppo riunitosi sotto il cappello del Coordinamento, e che ha deciso di darsi ugual peso, ha portato le piccole associazioni ad uscire dall’autoreferenzialità e le grandi a usufruire delle intuizioni che teste libere e innovative possono portare.
Un equilibrio che si è rotto con la fusione di una delle associazioni fondatrici del coordinamento (AssoRinnovabili) con Assoelettrica, storica associazione confindustriale degli ex monopolisti legali e quasi monopolisti energetici attuali.
La Presidenza di Elettricità Futura, come è stata chiamata la nuova associazione, fu assunta da Agostino Re Rebaudengo (uno dei fondatori di FREE). Il Coordinamento, anche se con molti dubbi da parte mia e di molti altri, accolse la nuova associazione tra i suoi membri. Per anni c’è stata collaborazione e mai si sono determinate situazioni che avrebbero fatto pensare ad una rottura. Tuttavia nessuno poteva neanche immaginare che si potesse riaprire un così acceso dibattito sul ritorno al nucleare, ma tant’è.
Il recente cambio di posizionamento di Confindustria e di Elettricità futura si è tradotto nella visione “nuclear rinnovabile” e con la decisione della seconda, a seguito dell’uscita di scena di Re Rebaudengo, di recedere dal Coordinamento FREE.
Senza preavviso, senza dialogo. La forma è sostanza in politica come nelle relazioni.
Una brutta svolta per il settore rinnovabile o un atto di chiarezza?
Io propendo per la seconda opzione.
Siamo sicuramente in un momento di creazione di nuovi equilibri dove necessariamente ci si deve riposizionare, in un contesto aggravato dall’incertezza. Il dialogo sembra lasciare il passo all’imposizione di una nuova linea sottesa a logiche industriali delle grandi aziende energetiche solite note .
Fortunatamente però il mondo è cambiato. Essere tagliati fuori è meno peggio dell’essere chiusi dentro.
Il Coordinamento FREE può proseguire con minore autocensura a sviluppare quella spinta alla diffusione delle rinnovabili in un rapporto più diretto con l’economia delle piccole e medie imprese, con le famiglie e i territori, spingendo con maggior forza quelle innovazioni “win win”, ovvero che fanno diminuire davvero i costi delle bollette energetiche producendo al contempo benefici per il clima e l’occupazione.
Il Coordinamento FREE può spingere l’acceleratore sulla compartecipazione della finanza locale e degli investitori nelle rinnovabili, può sempre più interconnettere rinnovabili ed efficienza energetica, può chiedere una vera liberalizzazione delle concessioni per favorire le migliori tecnologie e la manutenzione corretta dei beni in concessione, garantendo la massima produzione rinnovabili.
Il Coordinamento FREE può sempre di più creare un asse con tutto il mondo associativo, dagli artigiani alle piccole e medie imprese innovative che possono dare nuovo slancio e valore alle rinnovabili, sottraendo il mondo all’illusione del nucleare quale risolutore dei problemi proponendo la per ora chimera della fusione.
Il Coordinamento FREE può creare un asse potente con le associazioni agricole per la diffusione di tutte le tecnologie rinnovabili disponibili. Dal fotovoltaico all’ agrivoltaico effettivo, reale e per impianti che rispettino la vocazione agricola delle aree dedicate alla agricoltura, proteggendole dalle vampe estive e aiutandole alla conversione senza chimica delle produzioni.
Il Coordinamento FREE può rendere sempre più forte ed esplicito il ruolo del biometano fatto bene che stocca la CO2 nei suoli e sostituisce, ad esempio nei trasporti come nelle produzioni energivore, il metano fossile con un carburante bio e può lavorare alla sostituzione totale della CO2 dei processi industriali con quella interamente proveniente dal riciclo e dal riuso, oltre che dal ciclo del biometano.
Il Coordinamento Free può non imporre ma può spiegare la bellezza delle rinnovabili e la possibilità di una Italia 100% rinnovabile grazie alle esperienze concrete dei suoi associati. Storie fatte di rinnovabili intermittenti (sole e vento), di quelle semi-intermittenti ma trasformabili in continue con i ri-pompaggi (idroelettrico) con gli storage di varia natura tecnologica, potenza e dimensione o con quelle rinnovabili continue (geotermia e biogas).
In particolare, la geotermia relegata ha potenziali di crescita enormi. Nel frattempo nel mondo si stanno sviluppando straordinarie innovazioni che utilizzano anche i pozzi esausti dell’era fossile o che localizzano le nuove geotermie in ogni parte del globo.
Insomma, dopo aver sperato, contro ogni ragionevole logica, che la transizione ecologica avesse permeato anche i “monopolisti”, oggi il Coordinamento è chiamato, ora come 10 anni fa, a costruire una transizione ecologica tutta rinnovabile con i consumatori e con il Paese, non contro, ma nonostante loro.
Io sono certo che, con la guida di Piattelli, Ferrante, Di Santo e con i past president Zorzoli, Silvestrini e De Santoli, il Coordinamento ha tutta la statura scientifica e morale per farlo.

FABIO ROGGIOLANI
Comitato direttivo del Coordinamento FREE, cofondatore di Ecofuturo, Presidente G.I.G.A.


