Torri ” lecca-lecca” per la trasmissione wireless di energia

 Torri ” lecca-lecca” per la trasmissione wireless di energia

In un magazzino di Auckland, Nuova Zelanda, il dottor Ray Simpkin, Chief Science Officer di EMROD, ha dato una dimostrazione molto suggestiva: mentre suonava un lungo assolo con una chitarra elettrica, l’amplificatore veniva alimentato in modalità wireless da una sorgente a 36 metri di distanza.

Questa performance non è un semplice espediente scenico, ma la prova concreta di una tecnologia che, partita nel 2019 con la fondazione di EMROD, punta a trasmettere grandi quantità di energia attraverso l’aria su distanze rilevanti.

L’idea di trasmissione wireless di energia (WPT) affonda le radici negli esperimenti pionieristici di Nikola Tesla nel XIX secolo, ma rimase per decenni più un sogno che una realtà. A partire dagli anni Sessanta ci fu qualche tentativo di ricerca accademica, poi l’interesse calò, fino a essere rilanciato recentemente dalle esigenze della transizione energetica: portare l’elettricità prodotta da impianti solari, eolici o idroelettrici lontani dai centri di consumo richiede oggi soluzioni più flessibili rispetto a cavi che coprano migliaia di chilometri.

Esistono due principali modalità di WPT: via microonde, che convertono l’elettricità in onde concentrate e le “sparano” verso una rectenna che le riconverte, e via laser, che trasforma l’energia in luce direzionata su ricevitrici fotovoltaiche. EMROD ha scelto le microonde per la loro maggiore efficienza a lungo raggio e ad alta potenza, sviluppando un sistema di beam-forming proprietario che riduce al minimo la dispersione e un’antenna ricevente in materiali ingegnerizzati capace di raggiungere fino al 95 % di efficienza nella conversione.

Sul breve termine, l’obiettivo di EMROD è costruire torri di trasmissione – soprannominate “lecca-lecca giganti” – distanziate fra 5 e 20 km per portare elettricità senza cavi in aree isolate, come comunità amazzoniche oggi servite da generatori diesel. È in programma un progetto pilota per il prossimo anno in una zona remota del Medio Oriente e trattative con Singapore per alimentare senza fili una flotta di rimorchiatori elettrici, iniziando da una piattaforma di ricarica offshore fino a ricariche in movimento.

A più lungo termine, la visione è molto ambiziosa: creare una “matrice energetica mondiale” spaziale, con una costellazione di satelliti che raccolgano l’energia solare da deserti e impianti remoti e la ritrasmettano ovunque nel pianeta tramite ulteriori satelliti o stazioni di terra. Progetti simili sono già in fase di test in Cina e negli Stati Uniti, a conferma di un rinnovato fermento nella ricerca sul WPT spaziale.

Oltre alle applicazioni civili – ricarica in movimento per veicoli elettrici, droni, soccorsi umanitari in zone di disastro – il WPT interessa anche il settore difesa: potrebbe estendere l’autonomia di veicoli aerei senza pilota o alimentare postazioni remote dove posare cavi è impossibile.

Tuttavia servono regolamentazioni sullo spettro radio, protezioni per i dispositivi sensibili e garanzie di sicurezza, dato che sia microonde sia laser ad alta potenza possono rappresentare un pericolo per chi si trovi sul loro percorso.

Nonostante questi ostacoli tecnici, normativi e di sicurezza, gli esperti stimano che almeno dieci anni separino la dimostrazione di laboratorio da un’infrastruttura WPT su larga scala. Ma, come sottolinea Greg Kushnir, CEO di EMROD, “il punto di svolta è già arrivato”: il crescente numero di progetti pilota, collaborazioni con governi e investimenti privati indicano che la trasmissione wireless di energia sta finalmente uscendo dalla fantascienza per entrare nel novero delle soluzioni energetiche del futuro.

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Redazione

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