La rivoluzione green nei porti spagnoli

 La rivoluzione green nei porti spagnoli

L’Autorità Portuale di Valencia (Valenciaport) lancia un piano ambizioso per trasformare i porti di València, Sagunto e Gandia in hub sostenibili, autosufficienti dal punto di vista energetico e neutrali in termini di emissioni di carbonio entro il 2035. La strategia, denominata Net Zero Emissions e inserita nel più ampio quadro strategico Valenciaport 2035, è stata presentata il 4 dicembre 2025 dalla presidente dell’ente portuale, Mar Chao, come una “road-map” per guidare la transizione ecologica dell’intera comunità portuale.

Un piano da 900 milioni di euro per la sostenibilità

La nuova strategia mobilita un investimento complessivo di 900 milioni di euro, di cui 605 milioni messi direttamente a disposizione dall’Autorità Portuale di Valencia e 295 milioni provenienti da investitori privati. L’obiettivo è ridurre fortemente il consumo di combustibili fossili a favore di energie rinnovabili, aumentando l’efficienza energetica e proteggendo la resilienza delle infrastrutture portuali.

Verso l’autosufficienza energetica

Attualmente Valenciaport produce circa il 18% dell’energia necessaria attraverso impianti fotovoltaici distribuiti tra i porti di Valencia, Sagunto e Gandia. Secondo il piano, questa quota crescerà significativamente con l’installazione di tre nuovi aerogeneratori, che insieme alle centrali solari contribuiranno a soddisfare oltre il 50% del fabbisogno energetico.

Un progetto chiave è la realizzazione di un sistema di stoccaggio energetico da 1 MW al Porto di Gandia, che, una volta operativo nel 2028, consentirà un passo decisivo verso l’autosufficienza. Parallelamente, sono previsti progetti pilota per nuove tecnologie energetiche.

Elettrificazione e combustibili alternativi

Il piano include anche l’elettrificazione di veicoli, terminal e infrastrutture portuali. Entro la fine del 2028 saranno operativi almeno otto punti di alimentazione elettrica per le navi (OPS), coprendo circa l’80% della domanda prevista. Questo avvicina Valenciaport agli obblighi internazionali previsti per il 2030, che richiedono di soddisfare almeno il 90% della domanda di energia elettrica da nave a banchina per traffico container e passeggeri.

Inoltre sono in corso test su combustibili alternativi come idrogeno, metanolo e biocarburanti per alimentare sia la macchine portuali sia le imbarcazioni.

Adattamento ai cambiamenti climatici

Il piano non si limita alla decarbonizzazione, ma include anche misure di adattamento climatico per incrementare la resilienza delle infrastrutture portuali contro eventi estremi come ondate di calore, piogge intense, variazioni del livello del mare e fenomeni marini avversi. Le misure saranno prioritarie per aree critiche come moli, terminal, accessi e operazioni operative.

Una visione integrata per un porto sostenibile

Secondo Mar Chao, tutte le iniziative del Net Zero Emissions Plan sono parte integrante della più ampia Strategia Valenciaport 2035, che punta a consolidare i porti di València, Sagunto e Gandia come infrastrutture resilienti, efficienti e competitive. Fondamentale per il successo della strategia sarà la collaborazione pubblico-privata, la creazione di infrastrutture moderne e sostenibili, incentivi ambientali e lo sviluppo di catene multimodali efficaci.

Fonte articolo: Valenciaport – leggi anche: Augusta e Taranto: il rilancio grazie all’eolico offshore

Redazione

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