Innaffiare: i trucchi per non sprecare acqua

Innaffiare con cura riduce lo spreco di acqua e fa bene. a piante e portafogli. Articolo di Lucia Cuffaro, eco divulgatrice, scrittrice e conduttrice tv, uscito sul numero de L’Ecofuturo Magazine “Mare dimenticato”.

L’acqua è un bene prezioso. E’ importante ricordare di non sprecarla anche quando si innaffia. Dalla primavera e soprattutto in estate i bacini sono in sofferenza, o addirittura arrivano al secco, per i troppi sprechi. È fondamentale seguire le buone pratiche ecologiche con una serie di trucchi per innaffiare meglio. E risparmiare fino al 50% di acqua sulla bolletta!

Come prima cosa guardare le previsioni del tempo. Se è prevista pioggia meglio non innaffiare. Le innaffiature devono essere frequenti e mai troppo abbondanti. Più è piccolo il vaso, più la terra si asciuga rapidamente. Per verificare se serve acqua, appoggiare la mano sulle foglie e sul terriccio sentendo la freschezza della superficie. Nel caso di un giardino invece calpestare l’erba: se si piega o si schiaccia è opportuno innaffiare.

Innaffiare la sera durante i mesi caldi, le piante vengono meno sollecitate e hanno tutta la notte per assorbire l’acqua. Nei mesi freddi si predilige la mattina per evitare ristagni. In primavera e in autunno, meglio a metà giornata. È meglio non bagnare le radici, i fiori e le foglie. Si eviteranno shock termici, la bruciatura delle foglie o dei fiori per il sole e la formazione di funghi.

Si deve innaffiare con un sistema a pioggia e in prossimità dei bordi del terreno. Trucco che aiuta ad allungare le radici che andranno a cercare l’acqua. Per evitare l’escursione termica si possono mettere foglie, erbacce secche, fieno o paglia attorno a una pianta, un fiore o un ortaggio. Questo trucco, chiamato tecnicamente “pacciamatura”, riduce fino al 30% i consumi. Perché diminuisce l’evaporazione dal terreno, arricchendolo al contempo grazie ai nutrienti delle erbe. Si può fare nei vasi, nei giardini e negli orti.

Un consiglio antispreco e a costo zero è di recuperare sia l’acqua di lavaggio di frutta e verdura sia l’acqua di cottura delle verdure. Senza sale ovviamente e a temperatura ambiente.

Se si parte per un fine settimana innaffiare abbondantemente, spostare le piante nella zona più ombreggiata e raggruppare quelle piccole sotto le alte. Nei sottovasi si può aggiungere dell’argilla espansa che aiuta a mantenere l’umidità.

Per un’assenza da quattro a nove giorni si riempiono delle bottiglie di vetro con acqua. Se ne inserisce più di una capovolta nel terreno (senza tappo) in ogni vaso o in giardino.

In alternativa c’è il metodo del sifone comunicante. Si posiziona una bacinella con l’acqua più in alto di almeno 10 cm dai vasi. Con della lana si realizzano tante trecce quante sono le piante da innaffiare. In alternativa si usano le strisce di stuoia filtrante dei vivaisti. Si bagnano le trecce con l’acqua, dopo si pone un capo nel fondo del secchio e l’altro inserito circa 2-3 cm nella terra del vaso per fare in modo che ci sia un vero e proprio collegamento di acqua. Un piccolo trucco che fa bene alle piante di casa, riducendo gli sprechi.

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Lucia Cuffaro

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Redazione

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