Back-on-Track: ecco perché dobbiamo rilanciare i treni notturni

 Back-on-Track: ecco perché dobbiamo rilanciare i treni notturni

Negli ultimi anni il tema dei treni notturni è tornato a occupare le agende europee: non come nostalgia del passato, ma come proposta concreta per ridurre le emissioni dei viaggi a lunga distanza e riconnettere le città in modo sostenibile. In questo quadro prende sempre più corpo Back-on-Track, il movimento europeo nato nel 2014 che promuove la rinascita dei collegamenti notturni — e che ha da poco inaugurato una sezione italiana per portare la voce dei viaggiatori, degli ambientalisti e degli addetti ai lavori anche nel nostro paese.

Back-on-Track

Si presenta come una rete di attivisti, ricercatori e pendolari che fa pressione su istituzioni e imprese ferroviarie per ricostruire un’offerta notturna diffusa e accessibile. Sul sito ufficiale e nelle sue comunicazioni il movimento chiede misure concrete:

  • investimenti pubblici per carroze-letto e cuccette;
  • l’introduzione di strumenti di biglietteria interoperabili tra operatori;
  • l’inclusione delle tratte internazionali nelle “concessioni di servizio pubblico”;
  • incentivi economici per riallineare il costo del treno a quello dell’aereo (ad esempio l’abolizione dell’Iva sui biglietti internazionali o una tassa sul cherosene).

L’obiettivo dichiarato è semplice: rendere il treno notturno l’alternativa reale e conveniente al volo intraeuropeo.

Perché puntare sui treni notturni?

Ci sono almeno tre leve che rendono questa opzione particolarmente interessante. Primo, l’efficienza climatica: viaggiare di notte permette di sfruttare la finestra temporale in cui altrimenti si dormirebbe, trasformando il tragitto in tempo utile e risparmiando una notte di albergo — con un impatto per passeggero sensibilmente inferiore rispetto all’aereo. Secondo, la praticità: le stazioni sono in centro città, riducendo i trasferimenti e lo stress tipico degli aeroporti. Terzo, la dimensione sociale ed economica: collegamenti notturni ben organizzati possono supportare turismo sostenibile, lavoro transnazionale e scambi culturali. Questi benefici emergono anche nelle riflessioni sulla Giornata Mondiale del Turismo, che mette al centro il viaggio sostenibile come motore di economia e riduzione delle emissioni.

La ripresa del network notturno europeo non è solo teoria

Negli ultimi anni molte compagnie (da ÖBB con Nightjet a operatori privati come European Sleeper) hanno lanciato o riallacciato rotte internazionali, mentre progetti e mappe dei collegamenti mostrano una rete in espansione che collega capitali e città secondarie. In Italia esistono tradizioni consolidate (Intercity Notte) ma anche potenzialità inespresse per integrare meglio le tratte nazionali con quelle transfrontaliere e con i servizi europei. Back-on-Track sottolinea l’importanza di politiche di coordinamento a livello UE per superare barriere tecniche, commerciali e di finanziamento.

Non mancano però ostacoli

La frammentazione delle reti nazionali, il parco rotabile in parte obsoleto, la complessità amministrativa per gestire biglietterie e norme diverse tra paesi, e la concorrenza di tariffe aeree estremamente basse che spesso sono sostenute indirettamente da agevolazioni. Per questo Back-on-Track insiste su un mix di azioni — investimenti pubblici mirati, incentivi regolatori per operatori notturni, standard tecnici condivisi e campagne di sensibilizzazione per i viaggiatori — che possano rendere il servizio non solo uno “speciale” per appassionati ma una rete quotidiana e affidabile.

Che impatto potrebbe avere questa svolta per l’Italia?

Oltre al beneficio climatico, lo sviluppo dei treni notturni può rivitalizzare collegamenti interregionali e transfrontalieri, sostenere il turismo sostenibile (soprattutto verso borghi e destinazioni meno servite dagli aeroporti) e creare nuove sinergie con operatori privati e realtà locali. Tuttavia, perché questo avvenga servono decisioni politiche chiare e visione strategica: rivedere priorità di spesa, favorire partenariati pubblico-privati per il rinnovo delle carrozze e semplificare l’offerta commerciale per il cliente finale.

In chiusura: il ritorno dei treni notturni è oggi una proposta pragmaticamente sostenibile, che mette insieme tecnologie esistenti, domanda di viaggi più responsabili e opportunità politiche di decarbonizzazione. Se Italia ed Europa sapranno trasformare entusiasmo e proposte in investimenti e regole chiare, il “night train” potrebbe tornare a essere non un vezzo per viaggiatori curiosi, ma un pilastro concreto della mobilità a basse emissioni.

Per approfondire: Italia – Back-on-Trac – Publication of the UIC Night Train Atlas – 2024 Edition | UIC Communications

Immagine articolo di Oui au Train de Nuit

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Redazione

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