Sviluppo dell’eolico in Italia: il nuovo manifesto di ANEV

Anev, presenta il suo manifesto per lo sviluppo dell’eolico in Italia con le parole del suo Presidente Togni: “Il buon vento della ripresa parte da qui. Associazione, aziende e istituzioni collaborino per lo sviluppo di un settore strategico per l’economia post pandemia”

Semplificazione degli iter autorizzativi, revisione delle linee guida nazionali per gli impianti eolici, istituzione di una Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, predisposizione dei meccanismi di supporto e di sostegno al comparto, istituzione di specifici strumenti per lo sviluppo del Power Purchase Agreement, con l’obiettivo di rendere il settore eolico una potente risposta economica, industriale e culturale alla crisi pandemica e al necessario processo di decarbonizzazione dell’economia. Queste in sintesi le linee guida del Manifesto per lo sviluppo dell’eolico redatto dall’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento.

L’eolico deve essere il protagonista di quella riconversione dell’economia in chiave “verde” attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresentando non solo una delle priorità a livello UE, ma anche uno strumento capace di favorire innovazione tecnologica, occupazione e sviluppo.

Nel PNIEC (Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) è previsto, al 2030, il raddoppio della capacità eolica rispetto a quella installata in Italia, di poco oltre i 10 GW con una produzione di energia elettrica di 20 TWh. Aumentare il target di potenza elettrica installata da fonte eolica a 19,3 GW raddoppiando la produzione di elettricità permetterebbe di evitare emissioni di CO2 di oltre 17 milioni di tonnellate, risparmiando oltre 54 milioni di barili di petrolio ed incrementando le prospettive occupazionali dalle sedicimila unità attuali fino a sessantasettemila unità, concentrate soprattutto nel Sud del Paese, notoriamente più “depresse”. “L’eolico è inoltre un settore capace di affrontare la crisi dovuta alla pandemia e in grado di raggiungere gli obiettivi del Green Deal Europeo legati all’energia e all’ambiente, come la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e la decarbonizzazione della produzione di energia prevista per il 2050 – commenta il presidente dell’ANEV, Simone Togni – ma, affinché ciò sia possibile, è necessario un ripensamento generale delle procedure sino ad oggi adottate. Il Manifesto va in questa direzione: identificare quali sono le priorità d’azione e mettere a sistema un modello di collaborazione tra l’Associazione, le Istituzioni e le aziende del settore per un corretto sviluppo dell’eolico in Italia, in linea sia con gli obiettivi del PNIEC sia con quanto previsto dall’UE”.

Il nuovo Manifesto di ANEV è imperniato su sette priorità.

La prima è relativa alle procedure di autorizzazione, che sarebbe opportuno rinnovare e semplificare, accorciando i tempi di realizzazione. Grazie a tempi certi e procedure immediate sarebbe possibile costruire parchi eolici più avanzati rendendo compatibili gli impianti già esistenti. Purtroppo, in Italia ammontano a circa 2.500 MW di progetti eolici autorizzati, ma non ancora realizzati che, senza semplificazione, rischiano di non essere avviati. Infatti le tecnologie indicate in tali progetti rischiano di essere oramai obsolete, portando con ciò ad un dispendio maggiore di investimenti, una produzione di energia rinnovabile nettamente minore e un utilizzo del territorio maggiore di quello possibile.

La seconda priorità prevede un tavolo di confronto con le Istituzioni per l’individuazione delle attività soggette ad autorizzazione, attraverso l’utilizzo di uno sportello unico, al fine di indirizzare i processi autorizzativi con tempi sicuri. Il tutto da inserire in un testo univoco sulle autorizzazioni di impianti a fonte rinnovabile. In un’ottica di semplificazione del processo autorizzativo, è necessario un ripensamento in chiave strategica del ruolo del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze locali nell’ambito dei processi autorizzativi dei progetti eolici sia da green field che di repowering.

Tra le priorità del Manifesto figura anche la Revisione delle Linee guida nazionali per l’eolico che siano in linea con l’evoluzione normativa, tecnica e giurisprudenziale. Definire regole d’ingaggio chiare e trasparenti consentirebbe di velocizzare l’iter autorizzativo che oggi dura in media 5 anni, contro i 6 mesi previsti. L’Istituzione di una Cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri consentirebbe di coordinare il Governo Centrale, le Regioni e gli enti locali, con il fine unico di raggiungere gli obiettivi nazionali di sviluppo delle fonti rinnovabili, adottando soluzioni opportune. Un unico ufficio all’interno della cabina con competenze su questo settore garantirebbe tempistiche autorizzative brevi ed efficaci. Il PNIEC, entro il 2030, ha come obiettivo quello di  incrementare di 10 GW la capacità eolica: per raggiungere questo scopo è importante attivare dei meccanismi di sostegno e supporto che permettano alle imprese del settore eolico di compiere investimenti allungando il periodo di validità delle Aste e dei Registri da qui al 2030. Tali meccanismi permetterebbero di recuperare costi, specialmente ambientali, occupazionali ed industriali. È significativa la proposta del Governo di utilizzare strumenti alternativi per incentivare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, tra cui l’eolico. L’istituzione di strumenti per lo sviluppo dei Power Purchase Agreement (PPA) garantirebbe al produttore di energia un’adeguata retribuzione e al consumatore una convenienza economica. Risulterebbe quindi necessaria la creazione di strumenti come l’istituzione di un Fondo rotativo di garanzia pubblica, con una stima di contributi di 150 milioni di euro da distribuire fino al 2030 e la creazione di un sistema di detrazioni fiscali per i consumatori sugli acquisti di lungo termine di energia da fonti rinnovabili.
 
In conclusione il Presidente Anev Togni ritiene che: “Non c’è tempo da perdere: oggi più che mai è necessario cogliere le grandi possibilità che il settore eolico offre. Uno sviluppo adeguato delle energie rinnovabili non solo rende il nostro Paese e l’Europa tutta meno dipendenti dai combustibili fossili, ma consente di creare nuovi posti di lavoro, ridurre l’impatto ambientale legato al ciclo energetico, creare nuove opportunità industriali e contribuire, dunque, alla crescita economica”.

A seguire l’evento online di presentazione del nuovo Manifesto per lo sviluppo dell’eolico in Italia di ANEV

La Redazione di Ecquologia

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