Le Energie rinnovabili come produzione di energia elettrica – parte 1

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Sul fronte energia ormai è possibile realizzare un paese tutto rinnovabile con un mix di varie energie che nel complesso garantiscano la continuità ma occorrono piani e decisioni coerenti e finalmente una visione di lungo periodo che conduca definitivamente verso un nuovo modello energetico, intelligente, distribuito e finalmente davvero democratico e partecipativo.


La base energetica è idroelettrica e eolica con il fotovoltaico e il geotermico, le biomasse e il biogas e in futuro anche la maremotrice.L’Italia penisola tra due mari con fondali relativamente bassi ha bisogno delle trivelle solo per fare buchi per basare l’eolico off shore sia collegandolo alla rete sia dove impossibile rendendolo produttore di idrogeno, rispettando il paesaggio dato che le pale in mare dalla costa non si vedono o quasi e dato che sono positive per lo sviluppo anche della biodiversità marina.
L’Italia montuosa ha un enorme potenziale per il mini idroelettrico ( fino a 10 Mw) rispettando portata e continuità fluviale oltre che bellezza dei torrenti.
Tutti i flussi idrici oggi possono essere ben usati con l’uso di mini turbine anche portatili. L’Italia soleggiata presenta ancora uno spazio infinito per il fotovoltaico sopra i tetti di tutto il possibile, con ancora la gran parte di superfici ancora coperte con amianto, dopo che proprio il fotovoltaico, negli ultimi anni ha cominciato la più straordinaria opera di bonifica che l’Italia ricordi, rendendo libera totalmente l’installazione privata fino a 5 kw di potenza, senza considerare le aree tante aree marginali e degradate del nostro paese, che proprio attraverso le rinnovabili potrebbe avere una grane opportunità di rinascita.
La libertà dalla burocrazia che sta letteralmente asfissiando il nostro paese, abbatterebbe il prezzo sui piccoli impianti di almeno un altro 20% e se si pensa che già ora è conveniente senza incentivi, si comprende l’enorme potenziale, sopratutto puntando ad una diffusione capillare dello storage per determinare una tranquilla gestione di rete senza sbalzi apprezzabili. Tutto il contrario della tassazione ipotizzata dal gestore dei servizi.
L’Italia culla della geotermia se guidata ad una riconversione di tutta la produzione a ciclo binario reiniettato, dispone di un potenziale di sviluppo al punto da portare  anche con il contributo del mini geotermico elettrico, delle Green-Machines ad una rapida copertura dell’intero fabbisogno notturno del paese.
Occorre precisare che un paese che immette rinnovabili a km 0 in rete determina automaticamente una maggiore efficienza date le enormi dispersioni indotte dalla trasmissione energetica, che ovviamente presenta perdite proporzionali alla lunghezza. Un  modo per porre fine alle tante, troppe problematiche di impatto indotte dall’ampliamento delle reti elettriche ad alta ed altissima  tensione, che tanti comitati hanno fatto nascere in tutto il paese, e che da oggi non sarebbero più necessarie, evitando ingenti perdite di rete, stimabili a doppia cifra decimale.

Fabio Roggiolani

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