L’altra verità sull’energia nucleare
Sicurezza, dipendenza ed economicità sono problemi ancora aperti per il nucleare. Articolo a cura di Averaldo Farri, director Green Innovation Division Zucchetti Centro Sistemi, per l’Ecofuturo Magazine.
Ci sono almeno tre aspetti da considerare per un confronto obiettivo fra energia prodotta da rinnovabili e quella prodotta con il nucleare. A mio parere questi sono, in ordine di importanza, la sicurezza, la dipendenza dalla fonte di approvvigionamento e l’economicità.
Quanto al primo punto, non esiste generazione nucleare sicura. Chi spaccia i reattori di ultima generazione come sicuri al 100%, mente sapendo di mentire. Quanto ai nuovi reattori “portatili” a fissione che ci stanno propagandando come sicuri al 100%, essi lo sono come quelli attuali. Una volta iniziata la reazione, questa è inarrestabile e, in caso di guasto, produrrà gli stessi effetti dei reattori di Three Mile Island, Fukushima, Chernobyl ecc. Come in quei casi, l’inquinamento totale delle aree interessate, durerà decine di migliaia di anni. Forse, essendo reattori più piccoli, saranno più facilmente controllabili ma nessuno, in buona fede, può escludere incidenti e conseguenze pressoché eterne per le aree interessate. Nemmeno la fusione è scevra da rischi importanti perché è resa possibile attraverso temperature enormi (come nel Sole) e una qualsiasi fuga termica a quelle temperature può essere devastante.
Se poi si “va in temperatura” attraverso campi magnetici, beh, sappiate che un valore di campo magnetico superiore a 100 micro Tesla causa danni irreparabili alla salute. Per la fusione si parla di 5-6 Tesla, 500-600 mila volte oltre la soglia di pericolo. Niente di tutto questo si applica alle rinnovabili. Anche in caso di incendio, non ci sono conseguenze di lungo termine e l’area interessata è limitata a quella dell’eventuale incendio.
Con il nucleare saremo sempre dipendenti da chi ci fornirà l’uranio. Con il Sole o il vento saremo proprietari della nostra infrastruttura al 100%.
Dal punto di vista economico la produzione del KWh da nucleare ha un costo. Quello che sia. La produzione da rinnovabili ha costo pari a zero. Se il Sole sorge o il vento soffia, non ci sono costi, se non l’ammortamento del costo degli impianti o della loro manutenzione che, paragonati ai costi di costruzione e dismissione delle centrali nucleari, sono irrisori. Un esempio: “The Guardian” ha dato notizia che la dismissione della centrale di Sellafield costerà al Regno Unito 160 miliardi di euro. La Francia ha una previsione gigantesca di incremento del loro debito pubblico per la chiusura delle sue 58 centrali nucleari.
Chi pensate abbia spinto per far entrare il nucleare nella lista delle energie sostenibili europee e finanziabili con i fondi del PNRR? E perché? Vi hanno mai detto quanto costa smaltire le scorie generate dal nucleare? Sono cifre pazzesche. L’Italia non ha ancora trovato la strada per farlo ma intanto ha speso oltre un miliardo di euro con la società Sogin per cercare una via. Adesso il Ministro dell’Ambiente afferma che saranno usate come carburante per i generatori di nuova concezione. Totò gli avrebbe risposto, «ma mi faccia il piacere!».
Detto questo, è anche giusto che l’Italia abbia a disposizione fonti energetiche diversificate. Però, per favore, non ci presentate il nucleare come la nostra panacea perché così non è e non lo sarà mai…. LEGGI GRATIS TUTTI GLI ARTICOLI DELL’ULTIMO NUMERO DE L’ECOFUTURO MAGAZINE
Foto articolo di Nicolas HIPPERT
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