Ecofuturo magazine

Il vecchio diventa nuovo con calce e canapa

Canapa e calce sono due materiali naturali che possono contribuire molto alla sostenibilità.

Nel contesto delle sfide ambientali e delle prospettive future per le infrastrutture, oggi ci interessiamo a  un mondo di innovazione e sostenibilità: la bioedilizia. Ne parliamo con Gilberto Barcella, direttore ricerca e sviluppo di Tecnocanapa di Senini, uno dei massimi esperti nel settore delle costruzioni in calce e canapa. In questa conversazione, proveremo a offrire una prospettiva affascinante su come materiali ecocompatibili possano rivoluzionare il modo in cui progettiamo, costruiamo e gestiamo le reti essenziali del nostro mondo.

Mentre esploriamo il tema delle “reti del futuro” riteniamo fondamentale considerare non solo l’evoluzione delle tecnologie digitali, ma anche il ruolo cruciale dei materiali sostenibili e delle soluzioni innovative per le costruzioni. L’intervista ci fornirà una visione approfondita su come la calce e la canapa possano influenzare positivamente la produzione e la distribuzione di risorse essenziali come acqua, luce e gas, aprendo la strada a un futuro più verde e sostenibile non solo nell’edilizia.

Da dove viene l’idea dell’utilizzo della canapa?

«Occorre dire che negli anni ‘80 in Francia si utilizzava la segatura di canapa come paglia per i cavalli perché era molto più assorbente e durevole di altri materiali. Successivamente, si è iniziato a sperimentare l’uso della canapa in combinazione con la calce per creare intonaci e isolamenti per gli interni delle abitazioni. In realtà, questa non è un’innovazione recente, poiché questa tecnica è stata utilizzata già nel Quattrocento da Leon Battista Alberti e ancor prima in alcuni templi sotterranei dell’India, dove gli archeologi hanno rinvenuto degli affreschi perfettamente conservati grazie a circa 7 centimetri di intonaco con canapa».

«Noi abbiamo iniziato a utilizzare la canapa e la calce nel 2011, quando erano ancora poco diffuse e costose. Ci siamo resi conto che andava proposta in un modo diverso sul mercato edilizio. Ora credo che abbiamo raggiunto un ottimo punto di sviluppo di questa pratica, anche grazie all’utilizzo di batteri ed enzimi che accelerano i nostri processi»… Continua a leggere gratis l’intervista su L’ECOFUTURO MAGAZINE

Redazione

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