Gli indici relativi la resilienza delineano forti differenze sociali

 Gli indici relativi la resilienza delineano forti differenze sociali

Gli indici relativi la resilienza delineano, ancora una volta, forti differenze sociali. Articolo di Sergio Ferraris, giornalista scientifico, caporedattore “L’Ecofuturo Magazine”. #Ambiente #Numeri.

A livello globale, la resilienza nel 2023 è rimasta simile al 2021 (punteggi di 57 vs 55), con tre quarti dei paesi (90 su 120) che non hanno mostrato cambiamenti significativi, ma questa stabilità nasconde variazioni significative nelle quattro sottodimensioni della resilienza: individuale, familiare, comunitaria e sociale.

La resilienza a livello individuale è diminuita, con cali significativi in oltre un terzo dei paesi (42). Un declino è stato determinato da un aumento globale delle persone che credono di non poter fare nulla per proteggere sé stesse e le proprie famiglie dall’impatto di un futuro disastro (passando dal 36% al 43%), suggerendo una crescente sensazione di impotenza. I fattori demografici più associati a una maggiore resilienza includono l’occupazione a tempo pieno, un reddito familiare più elevato (in particolare tra il 20% più ricco) e l’età più giovane (15-29 anni).

Per quanto riguarda i sistemi di allerta precoce, i dati del 2023 rivelano che il 30% delle persone a livello globale che hanno subìto un disastro negli ultimi cinque anni non ha ricevuto alcun avvertimento e persistono disuguaglianze nell’accesso a tali avvertimenti: le persone nell’Asia centrale, nel Nord Africa e nell’Africa centrale/occidentale sono risultate meno propense a essere avvertite. Lo stesso vale per chi vive in aree rurali, i meno istruiti e quelli con i livelli più bassi di resilienza finanziaria.

Nonostante ciò, oltre tre quarti (77%) di coloro che non sono stati avvertiti possiedono un telefono cellulare. L’Europa mostra andamenti complessi in termini di resilienza. In particolare, l’Europa orientale è tra le regioni che hanno registrato i maggiori cali. La Bulgaria ha subito la diminuzione più significativa (10 punti), e paesi come Croazia, Macedonia del Nord, Polonia, Serbia e Slovacchia hanno anch’essi mostrato un calo notevole dovuto all’elevata inflazione e al conflitto in Ucraina. Ucraina e Russia hanno visto un aumento della resilienza complessiva tra il 2021 e il 2023, soprattutto grazie a un rafforzamento della resilienza a livello comunitario e sociale.

In Ucraina, nonostante il calo della resilienza individuale, la capacità di reazione della comunità è aumentata. A livello UE, sei paesi europei, Croazia, Lituania, Cipro, Portogallo, Malta e Francia, hanno registrato cali significativi nella resilienza. Tuttavia, per la resilienza familiare, Svezia e Norvegia hanno mostrato i maggiori aumenti. Per quanto riguarda la resilienza sociale, si è osservato un aumento della discriminazione percepita nei paesi ad alto reddito, inclusi alcuni europei come Belgio, Slovenia, Estonia e Lettonia. Nell’Europa meridionale, i divari di resilienza legati al reddito sono meno marcati rispetto ad altre regioni.

Fonte: World Risk Poll 2024, Lloyd’s Register Foundation

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Redazione

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