Forni solari per Gaza
Cucinare in una tenda improvvisata, senza gas e senza legna sicura, è una delle tante sfide quotidiane che affrontano le famiglie a Gaza. Le bombole di gas sono diventate un lusso inaccessibile, mentre la combustione di legna in spazi chiusi espone a rischi seri per la salute respiratoria. A rispondere con una soluzione concreta e sostenibile è il professor Giovanni Di Nicola, docente di fisica tecnica al Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche dell’Università Politecnica delle Marche (Univpm) e partner scientifico di Ecofuturo Festival: cinque forni solari sono già in viaggio verso Gaza, imbarcati sulla barca a vela della Global Sumud Flotilla, salpata da Ancona domenica 22 marzo.
Cosa sono i forni solari e come funzionano
Un forno solare è un dispositivo che sfrutta l’energia del sole per cuocere i cibi, senza combustibili e senza emissioni. Il principio fisico alla base è semplice ma efficace: superfici riflettenti concentrano la radiazione solare su un punto o una superficie di cottura, mentre materiali isolanti riducono la dispersione del calore, consentendo di raggiungere temperature comprese tra i 100°C e i 200°C — sufficienti per cuocere, sterilizzare l’acqua e preparare pasti completi.
In un contesto come quello di Gaza, dove il sole è abbondante e le risorse energetiche sono scarse o inaccessibili, il forno solare non è un gadget ecologico: è uno strumento di sopravvivenza.
Il modello “Kimono”: leggero, pieghevole, pensato per l’emergenza
Di Nicola non ha scelto un forno solare qualsiasi. Ha selezionato il modello “Kimono”, progettato dall’ingegnere Matteo Muccioli, anch’egli di casa a Ecofuturo Festival. Si tratta di un forno solare a pannello, pieghevole, pensato fin dalla sua concezione per i contesti di emergenza.

Le caratteristiche che lo rendono ideale per Gaza:
- Leggerezza e compattezza: da piegato occupa uno spazio minimo, fondamentale per il trasporto via mare su una barca a vela carica di aiuti umanitari.
- Facilità di montaggio: non richiede utensili né competenze tecniche particolari.
- Materiale riparabile: può essere aggiustato anche in contesti con risorse limitate.
- Adattabilità: disponibile in più dimensioni, si adatta alle esigenze di famiglie di diversa composizione.
Un progetto già testato sul campo in Africa
L’invio a Gaza non è un esperimento. I forni solari “Kimono” sono già stati utilizzati con successo in Etiopia e in Tanzania, nell’ambito di progetti umanitari che hanno dimostrato la loro efficacia pratica in contesti di povertà energetica.
L’esperienza è stata inoltre integrata nel percorso accademico: i forni fanno parte del programma didattico del master in logistica umanitaria organizzato dalla professoressa Claudia Paciarotti, sempre dell’Univpm. Un segnale importante: questi strumenti non nascono solo in laboratorio, ma vengono formati e trasmessi come competenze pratiche alle future generazioni di operatori umanitari.
La rotta verso Gaza: la Global Sumud Flotilla
I cinque forni sono stati caricati insieme ad altri aiuti umanitari sulla barca a vela della Global Sumud Flotilla, partita da Ancona domenica 22 marzo in direzione Augusta, in Sicilia, per ricongiungersi alla spedizione internazionale diretta verso la Palestina.
Sumud (صمود) in arabo significa resistenza, radicamento, perseveranza: un nome che riflette lo spirito di un’iniziativa che cerca di portare dignità oltre che aiuto materiale.
La voce del professore: ricerca orientata al bene comune
«Li abbiamo già inviati e usati in Etiopia e Tanzania e sono parte integrante del programma didattico di un master in logistica umanitaria organizzato dalla professoressa Claudia Paciarotti» ha dichiarato Di Nicola aTVRS. «Da noi hanno un uso più limitato, ma in contesti di emergenza possono essere molto utili e io sono contento che la r icerca possa essere orientata a fin di bene».
Una frase che raccoglie in poche parole la filosofia di un approccio alla scienza applicata raro quanto necessario: mettere il sapere tecnico al servizio di chi ne ha più bisogno.
Ecofuturo Festival: dove la scienza incontra l’umanità
Questo progetto è un esempio concreto dei valori che animano Ecofuturo Festival, di cui Di Nicola e Muccioli sono protagonisti. L’evento — punto di riferimento nazionale per l’innovazione sostenibile — da anni promuove tecnologie appropriate, accessibili e rigenerative: strumenti che possono cambiare le vite delle persone, non solo i bilanci energetici dei paesi ricchi. La prossima edizione si terrà a Roma dal 13 al 16 maggio 2026.
Guarda il Reel dei Forni Solari a Ecofuturo 2025
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immagine copertina: veratv.it


