Enshittification e pratiche di resilienza digitale

 Enshittification e pratiche di resilienza digitale

Le piattaforme sono sempre più compromesse sul fronte delle libertà all’Enshittification. Articolo a cura di Roberta Nutricati in collaborazione con BuoneNotizie.it.

Dall’avvento di Internet, il mondo digitale è passato da spazio aperto e accessibile a un ecosistema dominato da grandi piattaforme che sacrificano la qualità dell’esperienza utente per il profitto. Questo processo, definito enshittification dal giornalista canadese Cory Doctorow, descrive il declino di piattaforme un tempo democratiche e innovative, ora compromesse da pubblicità invasive, contenuti superficiali e pratiche aggressive in nome di modelli di business più redditizi.

A fronte di questa deriva, il concetto di resilienza digitale diventa imprescindibile, come moto collettivo contro la degradazione dello spazio virtuale che, data la pervasività odierna, rappresenta di fatto l’aria che respiriamo e l’ambiente che abitiamo.

In risposta a questo fenomeno, in Europa stanno nascendo diverse iniziative volte a rafforzare la sovranità digitale e ridurre la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche. Tra queste, il programma Digital Decade 2025 della Commissione Europea punta su quattro aree chiave: infrastrutture digitali robuste, competenze digitali per i cittadini, digitalizzazione di imprese e servizi pubblici, sicurezza cibernetica. Si tratta di una visione di lungo periodo che punta su autonomia tecnologica e tutela della privacy per ridurre la dipendenza dai colossi stranieri. In quest’ottica si inserisce BuyFromUE, iniziativa che promuove il commercio tra produttori e consumatori europei, sostenendo piattaforme locali più sostenibili.

In Germania, aziende come Innovaphone stanno contribuendo in modo tangibile alla causa offrendo soluzioni di comunicazione aziendale completamente sviluppate in Europa. La sua piattaforma myApps integra applicazioni essenziali come telefonia IP, videoconferenze e gestione dei progetti, garantendo che i dati degli utenti rimangano sotto il controllo delle normative europee sulla privacy. Segno che si possono sviluppare tecnologie avanzate e competitive senza compromettere la sovranità digitale.

In questa direzione, a fine giugno si è tenuto a Verona il MERGE-it 2025, tre giorni di incontri tra associazioni, aziende e professionisti impegnati nella promozione della libertà digitale. Tra le novità presentate: l’anteprima del sistema operativo italiano Ufficio Zero Linux OS Educational, l’ecosistema Mastodon e Fediverso, gli open data per il trasporto pubblico del Südtirol e EuroStack, alternativa europea alle big tech. Su quest’ultima è intervenuto Vittorio Bertola, fervido sostenitore della sovranità digitale in Italia e Head of Policy & Innovation di OpenXchange, attiva nello sviluppo di software libero e standard aperti per e-mail e DNS… CONTINUA A LEGGERE GRATIS L’ARTICOLO SU L’ECOFUTURO MAGAZINE

Immagine copertina: Florian Schmetz | Unsplash Photo Community

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Redazione

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