Riscaldarsi in inverno con l’energia solare dell’estate
In un momento cruciale per la transizione energetica, una startup svizzera sta dimostrando che è possibile risolvere uno dei problemi più complessi delle rinnovabili: conservare l’energia prodotta in estate per utilizzarla in inverno.
A Frauenfeld, in Svizzera, un impianto operativo dall’autunno 2024 rappresenta un vero e proprio punto di svolta. Il sistema, chiamato Season, è stato definito dall’Ufficio federale dell’energia svizzero come una “innovazione energetica unica”.
Il problema: troppo sole d’estate, troppo poco d’inverno
Con la diffusione del fotovoltaico, il paradosso energetico è sempre più evidente:
- in estate si produce molta più energia di quella necessaria
- in inverno, quando serve per il riscaldamento, l’energia scarseggia
La soluzione sviluppata dalla startup Season Energy AG punta a colmare proprio questo squilibrio, trasformando l’energia solare estiva in calore disponibile mesi dopo.
Come funziona: la chimica che immagazzina energia
Il cuore del sistema è un processo termo–chimico basato su acqua e idrossido di sodio (natron liscivia).
Durante l’estate:
- l’energia in eccesso viene utilizzata per rimuovere acqua dalla soluzione
- la sostanza si “carica” accumulando energia
Durante l’inverno:
- la soluzione riassorbe acqua
- il processo genera calore utilizzabile per il riscaldamento
Il tutto avviene senza perdite energetiche nel tempo e quasi senza consumo elettrico aggiuntivo, funzionando di fatto come una pompa di calore senza compressore.
Dalla ricerca alla realtà
La tecnologia non nasce dal nulla: è il risultato di anni di ricerca, in particolare grazie alla Hochschule Luzern, che ha contribuito allo sviluppo scientifico del sistema.
La vera innovazione di Season è aver trasformato questo principio in un impianto funzionante e integrabile negli edifici.
I primi impianti pilota
Attualmente sono operative due installazioni:
- Frauenfeld: presso una struttura comunale
- Kaltenbach: in un centro logistico della Posta Svizzera, integrato con un impianto fotovoltaico da 1000 m²
Quest’ultimo progetto mira a ridurre le emissioni di circa 33 tonnellate di CO₂ all’anno.
Altri progetti sono già in fase di sviluppo, tra cui:
- una casa unifamiliare
- un complesso residenziale da 36 appartamenti
Più compatto degli accumuli tradizionali
Uno dei punti di forza è la densità energetica:
- 200–350 kWh per metro cubo
- circa 6 volte più compatto rispetto agli accumuli ad acqua calda
Questo rende la tecnologia particolarmente interessante per edifici esistenti e contesti urbani, dove lo spazio è limitato.
Riduzione di CO₂ e costi energetici
Secondo i dati preliminari, il sistema può:
- ridurre fino al 50% le emissioni rispetto alle pompe di calore tradizionali
- abbattere i costi energetici invernali
- aumentare l’autosufficienza energetica degli edifici
In prospettiva, Season punta anche all’integrazione intelligente con:
- impianti fotovoltaici
- batterie
- ricarica di veicoli elettrici
Verso la produzione su larga scala
Il progetto è nato all’interno dell’azienda industriale Matica AG diventando un progetto indipendente nel 2025. Ora la sfida è industrializzare il sistema:
- ottimizzare i processi produttivi
- automatizzare la fabbricazione
- validare le prestazioni su cicli stagionali completi
Un tassello chiave per la transizione energetica
Trasformare l’energia solare estiva in calore invernale è uno degli obiettivi più ambiziosi della transizione energetica. Se questa tecnologia manterrà le promesse, potrebbe rappresentare una soluzione concreta per ridurre la dipendenza da fonti fossili e stabilizzare il sistema energetico.
Non a caso, il progetto ha già ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Watt d’Or 2025 e il Greenovation Award, oltre a varie candidature a premi internazionali.


