Ecofuturo Magazine: Biodiversità Rinnovabile
L’editoriale di Michele Dotti per il nuovo numero de L’ECOFUTURO MAGAZINE
Biodiversità rinnovabile. Equilibrio possibile
Proviamo a visualizzare nella nostra mente una laguna. Con i suoi canneti, gli aironi e le correnti lente. Riusciremmo a immaginare, in quella cornice, un impianto fotovoltaico? Con il silicio, gli inverter e i cavi. Non è semplice, vero? Sembrano appartenere a due mondi diversi. Eppure questo numero di Ecofuturo Magazine nasce proprio dal tentativo di mettere in dialogo questi due mondi, nella convinzione che non siano affatto antitetici.
Non esiste vera transizione energetica se, nel produrre energia pulita, impoveriamo gli ecosistemi che ci proteggono dalla crisi climatica. E d’altra parte è impensabile proteggere gli ecosistemi dagli effetti estremi dei cambiamenti climatici – sempre più frequenti – senza una decisa conversione ecologica alle fonti rinnovabili. Le lagune che raccontiamo in queste pagine, i parchi naturali, gli ecosistemi fragili che punteggiano il nostro Paese non sono ostacoli alla transizione: sono maestri.
Milioni di anni di evoluzione hanno già risolto, a modo loro, il problema di come produrre energia, stoccarla, distribuirla, senza sprechi e senza distruggere ciò che li circonda. Guardare alla biodiversità come alleata significa imparare da questi equilibri, non semplicemente evitarli o, peggio, recintarli come musei a cielo aperto. Questo richiede un cambio di prospettiva, prima ancora che di tecnologia. Richiede pianificazione lungimirante, capace di leggere un territorio nella sua interezza – suoli, acque, specie, comunità – e non uno sguardo ristretto su ogni singolo impianto. Richiede innovazione che non insegua solo l’efficienza delle tecnologie da adottare, ma anche la loro capacità di stare dentro un paesaggio senza tradirlo. Richiede, soprattutto, di considerare la tutela ambientale non come un vincolo da aggirare o da subire, ma come una condizione stessa per costruire modelli energetici che durino nel tempo, e che i territori sentano davvero propri.
Non è un equilibrio semplice né scontato: comporta scelte, compromessi, e talvolta il coraggio di dire no a un progetto mal collocato. Ma è sempre più necessario, ed è possibile: lo dimostrano le esperienze che raccontiamo in questo numero, dove agrivoltaico e biodiversità dialogano invece di combattersi, dove la rinaturalizzazione accompagna la produzione di energia, dove la pianificazione territoriale diventa alleata della transizione invece che suo ostacolo.
Ecofuturo nasce proprio per raccontare questi spazi di possibilità, spesso invisibili perché meno spettacolari della contrapposizione frontale. In un tempo che spesso ci costringe a scegliere tra ambiente ed energia, come se fossero destinati a escludersi a vicenda, vogliamo mostrare che esiste una terza via, non semplice da percorrere, ma decisamente più giusta (e anche urgente): quella di una biodiversità rinnovabile, capace di rigenerarsi insieme alle energie pulite che la attraversano, anziché esserne minacciata.
È un cambio di sguardo culturale prima ancora che tecnico, che riguarda amministratori, imprese e cittadini. Un cambio che questo numero prova a raccontare attraverso esempi concreti, replicabili, già in corso. Rinnovabile, appunto, se sapremo prendercene cura.
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