Comunità Energetiche Rinnovabili: energia per ricostruire

 Comunità Energetiche Rinnovabili: energia per ricostruire

Meno bollette, più innovazione, meno dipendenza dalle fonti fossili e un ambiente migliore: le Comunità Energetiche Rinnovabili sono il motore di un nuovo modello di sviluppo per l’Italia. Articolo di Maurizio Marconcini, Project Manager Ecofuturo APS – Coordinatore Nazionale Comunità Energetiche Rinnovabili.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili non rappresentano soltanto un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia. Rappresentano un nuovo modello di sviluppo territoriale, sociale e ambientale, capace di mettere al centro le persone e le comunità.

È questa la convinzione che ha guidato Ecofuturo fin dall’inizio.

Quando le CER erano ancora una prospettiva normativa, Ecofuturo ne intuì il valore strategico e contribuì, insieme all’allora senatore Gianni Girotto e all’attuale europarlamentare Dario Tamburrano, al percorso che ha portato alla definizione della legge e dei successivi decreti attuativi.

Per noi le Comunità Energetiche non sono mai state un semplice incentivo economico o una misura temporanea. Sono un nuovo modo di concepire il rapporto tra energia, territorio e cittadini. Una scelta di responsabilità collettiva, capace di trasformare la transizione energetica in un’opportunità di sviluppo condiviso.

Produrre energia pulita nei territori e condividerla tra cittadini, imprese, associazioni ed enti locali significa ridurre gli sprechi della rete elettrica nazionale, aumentare l’autonomia energetica delle comunità e, soprattutto, ricostruire relazioni tra le persone.

Significa anche garantire un concreto risparmio in bolletta per le famiglie, riducendo il costo dell’energia attraverso l’autoconsumo condiviso e la valorizzazione dell’energia prodotta localmente.

Per le imprese, le Comunità Energetiche rappresentano inoltre un’occasione straordinaria per investire nelle nuove tecnologie rinnovabili, aumentare la competitività, ridurre i costi energetici e affrontare con maggiore forza le sfide della transizione ecologica.

L’energia torna così ad essere un bene comune, uno strumento di coesione sociale e un motore di sviluppo economico locale.

Dai principi ai progetti

Con l’entrata in vigore dei decreti attuativi, Ecofuturo APS ha trasformato questa visione in realtà.

Oggi sono cinque le Comunità Energetiche nate direttamente dall’esperienza Ecofuturo, distribuite in contesti profondamente diversi tra loro, a dimostrazione che questo modello può adattarsi alle caratteristiche e alle esigenze di ogni territorio.

Abbiamo promosso:

  • CER di Vizzolo Predabissi (Milano), esempio di applicazione nel comparto industriale;
  • CER di Morazzone (Varese), costruita attorno a professionisti e imprese del territorio;
  • CER di Bassiano (Latina), nata dalla collaborazione tra amministrazione comunale e comunità locale;
  • CER del Monastero di Cellole (San Gimignano), tra le prime cinquanta Comunità Energetiche registrate in Italia e la prima realizzata all’interno di un monastero, destinata a diventare un laboratorio permanente di innovazione energetica, ambientale e sociale;
  • le nuove iniziative territoriali che stanno completando la rete nazionale Ecofuturo.

Complessivamente abbiamo promosso circa 900 kWp di nuova potenza rinnovabile, un risultato significativo per un’Associazione di Promozione Sociale che opera mettendo in rete competenze, imprese, amministrazioni pubbliche e cittadini.

Le difficoltà non devono fermare l’innovazione

Il percorso non è stato semplice.

L’attuazione delle misure previste dal PNRR e l’avvio operativo dei nuovi meccanismi incentivanti hanno generato aspettative importanti che spesso non hanno trovato risposte nei tempi necessari.

I ritardi nelle procedure del GSE, le incertezze interpretative e la complessità amministrativa hanno inevitabilmente rallentato molti progetti.

Sono difficoltà reali, che abbiamo vissuto direttamente.

Ma sarebbe un errore giudicare il valore delle Comunità Energetiche esclusivamente attraverso questi ostacoli.

Le CER restano uno degli strumenti più efficaci per costruire una transizione energetica realmente partecipata, democratica e radicata nei territori.

Per questo Ecofuturo ha scelto di proseguire con determinazione, trasformando ogni criticità in esperienza, competenza e capacità progettuale.

Il passo successivo: CER Futuro Verde

L’esperienza maturata ci ha portato a una nuova consapevolezza.

Costituire una Comunità Energetica è soltanto il primo passo.

Occorre poi accompagnarla nel tempo, garantendo assistenza tecnica, amministrativa e gestionale, favorendo la crescita dei soci e creando economie di scala capaci di rendere sostenibile il modello nel lungo periodo.

Nasce da questa esigenza CER Futuro Verde, la Comunità Energetica nazionale promossa da Ecofuturo.

L’obiettivo non è sostituire le realtà locali, ma metterle in rete.

CER Futuro Verde riunirà le Comunità Energetiche nate dall’esperienza Ecofuturo e sarà aperta anche ad altre realtà che condividono la stessa visione, offrendo un modello organizzativo capace di mantenere un forte radicamento territoriale e, allo stesso tempo, una gestione efficiente e condivisa a livello nazionale.

Oltre l’energia

Per Ecofuturo le Comunità Energetiche rappresentano soltanto il punto di partenza.

Attorno ad esse possono svilupparsi nuovi modelli di mobilità elettrica, sistemi di accumulo, pompe di calore, geotermia, autoconsumo collettivo, agrivoltaico, efficienza energetica, economia circolare, tutela del paesaggio e valorizzazione delle comunità locali.

Questo percorso significa anche affrancarsi progressivamente dalla dipendenza economica e strategica delle lobby delle energie fossili, restituendo ai territori la possibilità di produrre e gestire direttamente la propria energia, con maggiore autonomia, trasparenza e sicurezza.

Le CER diventano così il luogo in cui innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e partecipazione sociale si incontrano per costruire un nuovo modello di sviluppo.

Il nostro impegno

Nel mese di settembre nei giorni19 e 20 , presso il Monastero di Cellole a San Gimignano, Ecofuturo organizzerà un simposio dal titolo la terra è rinnovabile weekend dedicato alle tecnologie ,alle esperienze alle idee che stanno già costruendo un futuro più sostenibile, aperto a cittadini, amministratori pubblici, imprese, professionisti, università e associazioni.

Sarà un momento di confronto e di condivisione nel quale presenteremo il percorso compiuto da Ecofuturo, illustreremo la nascita di CER Futuro Verde e delineeremo le strategie per i prossimi anni.

Racconteremo ciò che ha funzionato, ciò che dovrà essere migliorato e le opportunità che ancora attendono il nostro Paese.

Le difficoltà burocratiche non possono fermare una trasformazione che risponde agli interessi delle comunità. Allo stesso modo, non possiamo permettere che resistenze culturali o interessi consolidati continuino a rallentare un cambiamento ormai necessario, mantenendo in vita modelli energetici centralizzati e sempre meno sostenibili.

L’obiettivo finale non è soltanto produrre energia pulita. È lasciare alle future generazioni un ambiente climaticamente più stabile, un territorio più sano e città più vivibili grazie alla diffusione delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della partecipazione delle comunità.

L’energia del futuro nasce nei territori.

Nasce dalla collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni. Dalla capacità di condividere risorse, conoscenze e responsabilità.

Nasce dalla libertà energetica, dal risparmio per le famiglie, dall’innovazione per le imprese e dalla volontà di costruire un Paese più indipendente dalle fonti fossili e più rispettoso dell’ambiente.

Questa è la vera forza delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Maurizio Marconcini
Project Manager Ecofuturo APS
Coordinatore Nazionale Comunità Energetiche Rinnovabili

Leggi anche: Leonardo Becchetti: economia civile e transizione ecologica – Ecquologia² – Ecofuturo inaugura la Comunità energetica CER del Monastero di Cellole

Redazione

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