Ecco come le pompe di calore ci proteggono dalle crisi del gas

 Ecco come le pompe di calore ci proteggono dalle crisi del gas

Resilienza energetica domestica: come le pompe di calore ci proteggono dalle crisi del gas. Articolo a cura di Samuele Trento, ingegnere, fondatore della rete di installatori Sigillo Sicuro.

Nel 2022 le forniture di gas, che rappresentavano il 40% del consumo europeo, sono state interrotte bruscamente. In Italia, dove il 70% delle abitazioni ha ancora caldaie a gas, l’impatto è stato devastante. Intere famiglie hanno dovuto scegliere tra riscaldare casa e sostenere altre spese essenziali, perché hanno visto le proprie bollette del gas moltiplicarsi, spesso triplicarsi, nell’arco di pochi mesi.

Oggi, la crisi in Medioriente aggiunge al dramma umano anche implicazioni sul flusso e sui prezzi dei combustibili fossili, rendendo il nostro sistema ancora più vulnerabile. Dal punto di vista energetico, ci sono molte similitudini col 2022.

Molti percepiscono questi eventi come notizie lontane, del telegiornale. Ma la crisi energetica ha dimostrato quanto siamo direttamente connessi e fragili. La domanda da farci è semplice: perché la stabilità del nostro bilancio familiare deve dipendere da eventi drammatici che accadono a migliaia di chilometri di distanza, che non possiamo in alcun modo controllare? Se vogliamo andare ancora più in profondità: perché deve essere sempre il popolo a pagare le conseguenze di scelte politiche gestite nelle stanze dei governi?

Costruire il proprio scudo: la resilienza inizia in casa.

La risposta a questa vulnerabilità è la resilienza. Una parola che associamo alla psicologia, che oggi assume un significato molto forte anche in ambito energetico. Resilienza energetica, per una famiglia, significa costruire un proprio “scudo” per proteggersi dall’instabilità esterna. Significa riprendere il controllo.

Questo scudo si costruisce con scelte consapevoli. La più efficace, per la mia esperienza, è quella di sganciarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili, primo fra tutti il gas. È qui che entra in gioco la pompa di calore, che da “soluzione impiantistica” diventa un vero e proprio strumento di autonomia.

Come la Pompa di Calore porta alla resilienza energetica.

In primo luogo, si elimina la dipendenza diretta dal gas metano (o dal gasolio), la cui filiera è lunga, complessa e soggetta a dinamiche geopolitiche. La pompa di calore, invece, utilizza una risorsa che abbiamo ovunque e in abbondanza: l’aria esterna (o in alcuni casi l’acqua o la terra stessa), da cui estrae calore per trasferirlo in casa. L’unico “carburante” che le serve è l’energia elettrica.

E qui sta il secondo, fondamentale, punto. L’energia elettrica può essere prodotta localmente. Abbinando la pompa di calore a un impianto fotovoltaico, si crea una micro-rete energetica personale e virtuosa. L’energia per riscaldare la nostra casa viene prodotta dal tetto, non da un gasdotto che attraversa mezzo mondo. Diventiamo produttori e consumatori della nostra stessa energia, riducendo drasticamente l’esposizione alle fluttuazioni dei mercati internazionali. Nella maggior parte degli edifici esistenti non è possibile raggiungere la completa autonomia tra fotovoltaico e pompa di calore, ma l’energia elettrica può essere prodotta in molti modi ed è facilmente trasportabile.

Con i combustibili fossili siamo legati da contratti con pochi operatori del settore, mentre l’energia elettrica è veloce da trasportare e può essere prodotta anche con sistemi come l’eolico e l’idroelettrico (di cui l’Italia vanta diverse centrali). Oltre alla maggiore flessibilità dell’energia con cui alimentare la pompa di calore, anche il principio di funzionamento della stessa viene a nostro vantaggio: a parità di “riscaldamento” prodotto (ovvero di energia termica prodotta), le pompe di calore ad alta efficienza consumano meno energia.. CONTINUA A LEGGERE GRATIS L’ARTICOLO SU L’ECOFUTURO MAGAZINE – CLICCA QUI

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Redazione

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