Decreto RED III (d.lgs. 5/2026): tutte le novità per le rinnovabili

 Decreto RED III (d.lgs. 5/2026): tutte le novità per le rinnovabili

Il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, noto come Decreto RED III, rappresenta uno dei più importanti aggiornamenti normativi degli ultimi anni in materia di energie rinnovabili, transizione energetica e decarbonizzazione. Il provvedimento recepisce la Direttiva UE 2023/2413 (RED III) e ridefinisce il quadro regolatorio italiano per accelerare lo sviluppo di impianti FER, semplificare le procedure autorizzative e garantire maggiore stabilità alla rete elettrica.

L’obiettivo è allineare l’Italia ai nuovi target europei al 2030, favorendo la diffusione di fotovoltaico, eolico, biomasse sostenibili, idrogeno verde e accumuli energetici, con un impatto diretto su edilizia, industria, trasporti e pubblica amministrazione.

La RED III

La Renewable Energy Directive III è la terza revisione della direttiva europea sulle fonti rinnovabili e innalza in modo significativo gli obiettivi climatici dell’Unione. La nuova direttiva nasce dalla necessità di:

  • ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili;
  • aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti;
  • accelerare la decarbonizzazione;
  • semplificare i processi autorizzativi per nuovi impianti rinnovabili.

Il recepimento italiano attraverso il d.lgs. 5/2026 traduce questi obiettivi in norme operative, introducendo nuovi obblighi, procedure semplificate, target settoriali vincolanti e strumenti di pianificazione più avanzati.

Nuovi obiettivi nazionali sulle energie rinnovabili al 2030

Il decreto aggiorna il contributo dell’Italia agli obiettivi europei, stabilendo che entro il 2030 almeno il 39,4% dei consumi finali lordi di energia dovrà provenire da fonti rinnovabili. Si tratta di un incremento sostanziale rispetto ai target precedenti e coerente con il percorso di neutralità climatica al 2050.

Il provvedimento introduce inoltre obiettivi specifici per i principali settori:

🔹 Edilizia

Nel comparto edilizio, pubblico e privato, l’obiettivo è raggiungere una quota media di oltre il 40% di energia rinnovabile nei consumi finali, includendo riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria ed elettricità. Vengono rafforzati gli obblighi di integrazione FER sia negli edifici nuovi sia in quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti.

🔹 Industria

Nel settore industriale è previsto un incremento medio annuo di almeno 1,6 punti percentuali della quota rinnovabile tra il 2026 e il 2030. Le imprese dovranno quindi adottare soluzioni come impianti fotovoltaici, biomasse sostenibili, calore rinnovabile e, progressivamente, idrogeno verde.

🔹 Trasporti

Per i trasporti, la quota di energia rinnovabile dovrà arrivare a circa il 29% entro il 2030, includendo biocarburanti avanzati, carburanti sintetici rinnovabili (RFNBO) e idrogeno verde, soprattutto nei settori difficili da elettrificare come aviazione, navigazione e trasporto pesante.

Semplificazione delle autorizzazioni e riduzione dei tempi

Oltre alle zone di accelerazione, il decreto rafforza l’impianto già avviato con le riforme precedenti, ampliando i casi in cui:

  • è sufficiente una procedura abilitativa semplificata (PAS);
  • si applica la dichiarazione di inizio lavori asseverata (DILA);
  • è possibile ricorrere al silenzio-assenso in caso di mancata risposta delle amministrazioni.

Viene inoltre rafforzato il principio secondo cui gli impianti FER sono da considerarsi di interesse pubblico prevalente, con effetti positivi nei procedimenti di autorizzazione paesaggistica, urbanistica e ambientale.

Nuovi obblighi per edifici pubblici e privati

Il decreto aggiorna le regole sull’integrazione delle rinnovabili negli edifici, prevedendo:

  • percentuali più elevate di copertura dei consumi energetici tramite FER negli edifici nuovi;
  • estensione degli obblighi anche alle ristrutturazioni importanti;
  • maggiore integrazione tra produzione locale, autoconsumo, comunità energetiche e accumuli.

Particolare attenzione è riservata agli edifici pubblici, che dovranno fungere da modello per la transizione energetica, integrando fotovoltaico, pompe di calore, solare termico e sistemi di gestione intelligente dei consumi.

Biomasse, biogas e biocarburanti: sostenibilità rafforzata

Il Decreto RED III introduce criteri più stringenti per l’utilizzo di biomasse solide, bioliquidi e biocarburanti, rafforzando i requisiti di sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni di gas serra lungo l’intero ciclo di vita.

Tra le principali novità:

  • limiti più severi all’uso di biomassa forestale non sostenibile;
  • incentivi mirati per biometano, rifiuti organici e residui agricoli;
  • maggiore controllo sulla tracciabilità delle filiere.

L’obiettivo è garantire che lo sviluppo delle bioenergie contribuisca realmente alla decarbonizzazione senza compromettere biodiversità, uso del suolo o sicurezza alimentare.

Idrogeno verde e combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO)

Un altro pilastro della RED III è la promozione dell’idrogeno rinnovabile e dei combustibili sintetici verdi (Renewable Fuels of Non-Biological Origin – RFNBO), destinati in particolare ai settori hard-to-abate.

Il decreto:

  • definisce nuovi criteri di certificazione dell’idrogeno verde;
  • rafforza i meccanismi di tracciabilità e garanzie di origine;
  • favorisce l’integrazione tra produzione rinnovabile, elettrolizzatori e reti energetiche.

Questo approccio apre la strada a un uso più esteso dell’idrogeno in industria pesante, chimica, siderurgia, trasporti pesanti e stoccaggio energetico di lunga durata.

Power Purchase Agreement (PPA) e nuovi strumenti contrattuali

Il provvedimento amplia e aggiorna il quadro normativo dei Power Purchase Agreement (PPA), includendo non solo la fornitura di energia elettrica rinnovabile, ma anche quella termica e frigorifera.

Questo favorisce:

  • la realizzazione di nuovi impianti FER senza incentivi pubblici;
  • contratti di lungo periodo tra produttori e imprese energivore;
  • maggiore stabilità dei prezzi e riduzione del rischio per gli investitori.

Il decreto rafforza inoltre i sistemi di garanzie di origine, migliorando la trasparenza e la tracciabilità dell’energia verde immessa in rete.

Accumuli energetici e integrazione delle reti

Il d.lgs. 5/2026 riconosce il ruolo strategico dei sistemi di accumulo nel bilanciamento delle reti ad alta penetrazione rinnovabile. Batterie elettrochimiche, accumuli termici, idrogeno e altre tecnologie vengono sempre più integrati nella pianificazione energetica nazionale.

Gli accumuli diventano essenziali per:

  • gestire la variabilità di solare ed eolico;
  • aumentare l’autoconsumo;
  • ridurre congestioni e curtailment;
  • migliorare la sicurezza del sistema elettrico.

Pianificazione territoriale e ruolo delle Regioni

Il decreto rafforza il ruolo delle Regioni e delle Province autonome nella pianificazione delle aree idonee, introducendo criteri più chiari e uniformi per:

  • individuare superfici compatibili con impianti rinnovabili;
  • ridurre il contenzioso;
  • accelerare le decisioni amministrative.

Le amministrazioni locali sono chiamate a integrare gli obiettivi della RED III nei piani energetici, urbanistici e ambientali, in un’ottica di coordinamento multilivello tra Stato, Regioni ed enti locali.

Entrata in vigore e tempistiche di attuazione

Il Decreto RED III entra in vigore il 4 febbraio 2026. Molte disposizioni sono operative immediatamente, mentre altre prevedono decreti attuativi e fasi transitorie per consentire l’adeguamento degli operatori e delle amministrazioni.

È prevista inoltre una verifica periodica degli obiettivi, con possibilità di aggiornamento dei target e delle misure in funzione dell’evoluzione tecnologica e delle esigenze del sistema energetico nazionale.

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Redazione

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