Eolico offshore: l’energia che viene dal mare

 Eolico offshore: l’energia che viene dal mare

Eolico offshore. Dalle turbine alla rete elettrica nazionale il vento segue un percorso lungo anche decine di chilometri. A renderlo possibile sono infrastrutture all’avanguardia tecnologica e ambientale.

L’eolico offshore è una delle soluzioni più avanzate per la produzione di energia rinnovabile su larga scala. Grazie a venti più forti e costanti rispetto alla terraferma, i parchi eolici marini garantiscono una maggiore continuità di generazione e un contributo strategico agli obiettivi di decarbonizzazione del sistema elettrico.

Negli ultimi anni, l’aumento delle dimensioni delle turbine, la maturità delle tecnologie di posa in mare e lo sviluppo delle reti elettriche offshore hanno reso questa fonte sempre più competitiva nel mix energetico globale.

immagine: lightbox.terna.it

Eolico offshore: cos’è e come funziona

Un impianto eolico offshore è composto da aerogeneratori installati in mare aperto che trasformano l’energia cinetica del vento in elettricità. La potenza generata viene raccolta da una rete di cavi sottomarini in media tensione, convogliata verso una sottostazione offshore e successivamente trasportata a terra tramite collegamenti in alta tensione HVAC o HVDC.

Le turbine offshore di ultima generazione superano i 15 MW di potenza unitaria e raggiungono diametri di rotore superiori ai 220 metri, permettendo di massimizzare la produzione anche in condizioni di vento moderato.

Tipologie di impianti eolici offshore: fondazioni fisse e galleggianti

Gli impianti offshore si distinguono in due principali categorie:

  • Fondazioni fisse, utilizzate in acque poco profonde (fino a circa 50–60 metri), come monopali, jacket o strutture a gravità.
  • Eolico offshore galleggiante (floating wind), basato su piattaforme ancorate al fondale tramite cavi di ormeggio, che consente installazioni in acque profonde.

Le soluzioni floating sono particolarmente rilevanti per il Mediterraneo, dove i fondali profondi limitano l’uso delle fondazioni tradizionali, ampliando notevolmente il potenziale installabile.

Componenti principali di un parco eolico offshore

Un parco eolico offshore integra diverse infrastrutture critiche:

  • Turbine eoliche di grande taglia con sistemi di controllo avanzati
  • Fondazioni marine progettate per resistere a carichi ciclici, corrosione e condizioni meteo estreme
  • Cavi sottomarini in media e alta tensione, spesso interrati per protezione meccanica
  • Sottostazioni offshore, per la trasformazione e la gestione dei flussi di energia
  • Collegamenti HVDC, utilizzati per distanze elevate e grandi potenze installate

L’intero sistema è progettato per una vita utile di oltre 25–30 anni, con manutenzione programmata e monitoraggio continuo delle prestazioni.

Vantaggi dell’eolico offshore rispetto all’eolico onshore

Rispetto agli impianti terrestri, l’eolico offshore offre numerosi vantaggi tecnici ed energetici:

  • Maggiore producibilità, grazie a venti più forti e stabili
  • Capacity factor elevato, spesso superiore al 45–50%
  • Minore competizione per l’uso del suolo
  • Maggiore scalabilità, con parchi da centinaia di MW fino a oltre 1 GW
  • Produzione più prevedibile, utile per la gestione della rete elettrica

Queste caratteristiche rendono l’offshore particolarmente adatto a sostenere la crescita delle rinnovabili nei sistemi elettrici ad alta penetrazione.

Il ruolo delle reti elettriche offshore e delle connessioni HVDC

Lo sviluppo dell’eolico offshore richiede un’evoluzione parallela delle reti elettriche marine e costiere. Le infrastrutture HVDC permettono di:

  • Trasportare grandi volumi di energia su lunghe distanze con perdite ridotte
  • Migliorare il controllo dei flussi di potenza
  • Facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili non programmabili

In prospettiva, queste tecnologie consentiranno la creazione di hub energetici offshore e reti marine interconnesse tra diversi paesi, aumentando resilienza e sicurezza del sistema elettrico europeo.

Criteri di sostenibilità

L’eolico offshore contribuisce in modo diretto alla riduzione delle emissioni di gas serra, ma richiede valutazioni ambientali approfondite, in particolare per:

  • Ecosistemi marini e biodiversità
  • Rumore subacqueo nelle fasi di installazione
  • Interazioni con pesca, navigazione e paesaggio

Grazie a progettazione avanzata, monitoraggio ambientale e tecniche costruttive evolute, oggi è possibile realizzare impianti compatibili con gli obiettivi di tutela ambientale e sviluppo sostenibile.

Sviluppo dell’eolico offshore in Europa e in Italia

L’Europa è leader mondiale nell’eolico offshore, con grandi progetti nel Mare del Nord e nel Baltico. L’Unione Europea punta a superare i 300 GW di capacità installata entro il 2050, rendendo questa tecnologia centrale nel mix energetico decarbonizzato.

In Italia, lo sviluppo è legato soprattutto all’eolico offshore galleggiante, che consente di sfruttare aree marine profonde. I progetti in fase autorizzativa potrebbero contribuire in modo significativo agli obiettivi nazionali sulle rinnovabili e alla sicurezza energetica.

Futuro dell’eolico offshore e innovazione tecnologica

Il settore è destinato a crescere rapidamente grazie a:

  • Turbine sempre più potenti
  • Riduzione dei costi di installazione e O&M
  • Digitalizzazione delle reti e manutenzione predittiva
  • Integrazione con sistemi di accumulo e produzione di idrogeno verde

Questi sviluppi renderanno l’eolico offshore una delle colonne portanti della transizione energetica, favorendo la decarbonizzazione dei consumi elettrici e industriali.

Per approfondire: Il viaggio dell’energia che parte dal mare – La rete elettrica del futuro passa per la tecnologia HVDC

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Foto copertina di Ryan Fleischer

Redazione

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