Decreto Infrastrutture: le principali novità

 Decreto Infrastrutture: le principali novità

Il Decreto Infrastrutture è stato ufficialmente convertito in legge. Il via libera definitivo è arrivato mercoledì 16 luglio dall’Assemblea del Senato, con 104 voti favorevoli, 67 contrari e un’astensione. La pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale è attesa entro il 20 luglio 2025.

Uno dei punti cardine della nuova normativa riguarda le modifiche al Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023). Vengono introdotte importanti novità come l’estensione degli incentivi per le funzioni tecniche anche al personale con qualifica dirigenziale e la possibilità di anticipare il prezzo per i servizi di ingegneria e architettura. Di particolare rilievo è l’applicazione immediata e vincolante dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli interventi di ristrutturazione edilizia, che non necessiteranno più di ulteriori decreti attuativi da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Cambiano anche le regole per l’esecuzione di lavori in situazioni di somma urgenza e per gli eventi legati alla protezione civile, insieme alla disciplina degli attestati di qualificazione e al ruolo del Collegio consultivo tecnico negli appalti pubblici.

Un’altra novità importante riguarda il tema del caro materiali. Una disposizione introdotta durante l’esame alla Camera stabilisce che il meccanismo di revisione dei prezzi non potrà avere effetti retroattivi. Le stazioni appaltanti dovranno calcolare eventuali variazioni di prezzo, anche in diminuzione, a partire dal 2025, prendendo come riferimento i prezzi a base di gara al netto dei ribassi rispetto ai prezziari ufficiali.

Sul fronte della transizione energetica, il decreto modifica il Testo Unico Rinnovabili (d.lgs. 190/2024), intervenendo in particolare sulla definizione delle cosiddette aree di accelerazione. L’obiettivo è rendere più semplice l’individuazione delle zone idonee per l’installazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile (FER), così da implementare con maggiore efficacia la normativa europea in materia ambientale ed energetica.

La nuova Legge Infrastrutture contiene anche ulteriori misure rilevanti. Viene rifinanziato, anche per il 2026, il fondo destinato agli investimenti stradali nei piccoli comuni, in modo da garantire la messa in sicurezza di tratti viari, ponti e viadotti. Si prevede inoltre un’accelerazione nella realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, con l’inserimento automatico della società Stretto di Messina S.p.A. tra le stazioni appaltanti qualificate. È stato istituito un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la finalità di monitorare e risolvere il problema delle opere incompiute in Italia. La legge interviene anche sulle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), semplificandole per i progetti infrastrutturali legati esclusivamente alla difesa nazionale.

Un’ulteriore novità riguarda la razionalizzazione dei Provveditorati alle Opere Pubbliche, che sarà accompagnata dalla nomina dell’amministratore delegato di ANAS S.p.A. come Commissario straordinario per l’Autostrada del Mediterraneo. Infine, viene prevista una ricognizione nazionale degli strumenti utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità, con l’obiettivo di rendere più trasparente e uniforme l’impiego degli autovelox sul territorio.

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Redazione

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