Dalla Sardegna al Mugello sono nate le Brigate Fossili

 Dalla Sardegna al Mugello sono nate le Brigate Fossili

global warming

Dopo i gravi episodi di settembre 2024 in Sardegna — con una serie di attentati contro impianti rinnovabili (manomissioni, molotov contro le pale eoliche e un incendio doloso che ha distrutto oltre 2.000 pannelli fotovoltaici) — arriva ora la notizia di un violento assalto ai cantieri di un parco eolico in Toscana.

Il 2 luglio, una cinquantina di uomini incappucciati ha fatto irruzione nel cantiere del parco eolico Monte Giogo di Villore, nel Mugello. Hanno aggredito gli operai, sottratto motoseghe e minacciato gli ingegneri di Agsm Aim, la società titolare del progetto. La notte successiva un nuovo blitz ha colpito i mezzi da lavoro: approfittando dell’assenza dei carabinieri, hanno devastato e messo fuori uso tutte le attrezzature.

Dietro questa violenza aggressiva, che richiama inquietanti metodi fascisti e mafiosi, si celano individui che si definiscono “ambientalisti” e “alternativi” al sistema. In realtà, sono più utili che mai al mondo fossile che, a colpi di petrolio, carbone e gas, sta condannando il Pianeta a un destino di morte. Non stupisce: da anni assistiamo alla crescita di una disinformazione finanziata a più livelli, che diffonde fake news e teorie negazioniste con l’unico scopo di ostacolare la transizione energetica, l’ultima speranza per evitare un futuro distopico.

Paradossalmente, mentre i cittadini chiedono a gran voce regole più severe contro strutture inquinanti e potenzialmente pericolose — come il deposito Eni di Calenzano esploso a dicembre causando morti e feriti — assistiamo al sabotaggio di un impianto di appena sette aerogeneratori. Quando sarà a pieno regime fornirà 80 GWh di energia pulita l’anno, l’equivalente del fabbisogno elettrico di 100.000 persone, evitando l’emissione di circa 40.000 tonnellate di CO₂ annuali. Tutto ciò in un’area del Mugello già drammaticamente provata dagli effetti dei cambiamenti climatici, tra frane e alluvioni sempre più frequenti.

Il paesaggio, anche quello montano, dovrà trasformarsi per ospitare le rinnovabili. Chi storce il naso davanti a una pala eolica farebbe bene a riflettere su come, in realtà, saranno l’inquinamento e il cambiamento climatico a stravolgere davvero il nostro territorio.

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Redazione

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