Waves-to-Water-Prize

Crisi idrica: ecco 4 nuovi dissalatori dall’energia maremotrice

Crisi idrica. Ecco nuovi dissalatori modulari, efficienti, di facile trasporto ed economici, alimentati dall’energia delle onde.

Si tratta di quattro innovativi dissalatori premiati in questi giorni negli USA dal Waves to Water Prize. Un concorso lanciato tre anni fa dal Dipartimento dell’energia statunitense. Obiettivo accelerare la ricerca e lo sviluppo di convertitori energetici marini capaci di fornire acqua pulita in località costiere e insulari con particolari difficoltà. Anche relative a scenari post catastrofe. Un terreno di ricerca preparato anni fa dagli organizzatori assieme al National Renewable Energy Laboratory (NREL) e al Coastal Studies Institute. Hanno fornito ai partecipanti un percorso R&S completo, assistendo gli innovatori in tutte le fasi. Dall’ideazione iniziale alla progettazione tecnica, fino alla prototipazione e ai test in campo.

I quattro finalisti

Ognuno dei finalisti ha presentato una soluzione semplice ed economicamente conveniente e sostenibile. Utilizzando solo l’energia del moto ondoso per alimentarsi.

Il primo premio (500mila dollari) è andato a Oneka Snowflake per il suo Wave-Powered Watermaker. Si presenta come un dispositivo simile a una zattera che può essere assemblato senza attrezzi. Di facile installazione ed adattabile alla maggior parte delle condizioni oceaniche, è in grado di produrre fino a 7.000 litri di acqua pulita per settimana.

Riconoscimenti economici sono andati anche agli altri tre team. Il sistema di produzione d’acqua dolce MYSP della MarkoZero Prototypes che si caratterizza per la facilità di installazione e per la capacità di adattamento alle diverse condizioni oceaniche. Un dispositivo composto da braccia girevoli, pontoni gonfiabili, un sistema di osmosi inversa integrato e una pompa a pressione costante e a momento variabile.

Progetto 816 di Archimede è invece composto da zavorre e boe. Può essere installato da sole due persone con attrezzature e strumenti convenzionali di base. Il convertitore gonfiabile di energia delle onde è realizzato con componenti commerciali, pronti all’uso e collegato con un sistema di desalinizzazione terrestre.

Water BROS (acronimo di Wave Actuated, Tethered, Emergency Response, Buoyant Reverse Osmosis System) utilizza l’energia delle onde per l’azionamento di un meccanismo di conversione a rotazione unidirezionale, ottimizzato per la risposta alle emergenze. WATER BROS presenta un costo particolarmente basso ed un’alta resilienza per generare acqua potabile anche nelle condizioni più ostili.

Ecofuturo Festival: dal 24 maggio a Roma

il punto di Scott Jenne, ricercatore di NREL per il Waves to Water Prize

“Con perseveranza e dedizione, i concorrenti di Waves to Water hanno presentato nuove possibilità per l’energia marina, la desalinizzazione e le comunità che possono trarre vantaggio da queste tecnologie. La competizione mostra che i sistemi di desalinizzazione alimentati dalle onde sono in grado di fornire acqua pulita alle persone nelle località costiere, anche in situazioni di emergenza”.

La Redazione di Ecquologia

Redazione

Articoli correlati