CER e geotermia: il futuro parte dai territori vulcanici

 CER e geotermia: il futuro parte dai territori vulcanici

CER e geotermia: il futuro dell’energia italiana parte dai territori vulcanici. Nella splendida cornice di Villa Doria, ai piedi del Vesuvio, si è svolto l’incontro organizzato dall’Unione Geotermica Italiana dedicato all’evoluzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) verso la loro dimensione più avanzata: la condivisione termica.

L’evento, coordinato dal Segretario UGI Renato Papale, ha riunito professionisti, tecnici, geologi, architetti, ricercatori e operatori del settore, confermando l’interesse crescente verso le soluzioni energetiche che sfruttano le risorse del sottosuolo italiano. Da segnalare anche la presenza e la partecipazione del Comune di Monteverde (AV) e del Sindaco Antonio Vella , rappresentato da Paolo Pantani, Vicepresidente Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med.

Geotermia: un “sole interno” a disposizione dei territori

Il presidente UGI Bruno Della Vedova ha ricordato come il nucleo della Terra rappresenti una riserva immensa di energia stabile e continua, particolarmente evidente in aree come Campi Flegrei, Ischia e Pozzuoli.

Il prof. Giuseppe De Natale (INGV) ha evidenziato la concreta possibilità di produrre energia elettrica tramite cicli binari ORC in molte zone vulcaniche italiane, ostacolate oggi solo da complessità autorizzative.

Il prof. Roberto Moretti (Università della Campania “L. Vanvitelli”) ha ammonito che un Paese così ricco di risorse rischia di “sbagliare un gol a porta vuota… come un extraterrestre fuori bersaglio” se non valorizzerà pienamente la geotermia all’interno delle CER del futuro.

L’intervento di Maurizio Marconcini (Ecofuturo): dalle visioni ai cantieri

Maurizio Marconcini, Project Manager di Ecofuturo e Responsabile nazionale CER, ha presentato i progetti reali già avviati in Italia, mostrando come l’integrazione tra fotovoltaico, pompe di calore e geotermia consenta di creare comunità energetiche stabili, efficienti e libere dalle oscillazioni del mercato.

Marconcini ha dedicato particolare attenzione ai territori vulcanici, dove anche a profondità contenute è possibile alimentare impianti geotermici ORC senza emissioni, con una continuità produttiva unica nel panorama delle rinnovabili.

Con un ricordo emozionato ha citato il pioniere Alessandro Zuccato, tra i primi a immaginare moderni impianti geotermici in quest’area. Oggi una grande azienda giapponese ha rilevato lo storico marchio italiano e, forte di un’esperienza internazionale con oltre 80.000 macchine installate, può ridare impulso a nuove iniziative e cantieri.

Un appello condiviso: ora servono i cantieri

Tutti i relatori hanno lanciato un messaggio chiaro e convergente: le CER devono diventare anche termiche, e nei territori vulcanici devono finalmente esprimere il loro pieno potenziale geotermico.

Fare “un piccolo foro” nel sottosuolo significa aprire grandi opportunità per i cittadini e per i territori:

  • energia pulita e continua,
  • indipendenza energetica locale,
  • benefici diretti per famiglie, imprese e comunità.

Nei Campi Flegrei, a Ischia e a Pozzuoli, la tecnologia è già disponibile. Manca solo una cosa: avviare il primo cantiere.

LA REGISTRAZIONE VIDEO DELL’EVENTO: “Comunità Energetiche Termiche e Geotermia a bassa profondità. L’esperienza Europea – Opportunità di sviluppo per il territorio e di risparmio per la Collettività” – clicca qui per riguardarla

Paolo Pantani – EUMED, Maurizio Marconcini – Ecofuturo, Roberto Mariani – Università Parthenope

Le presentazioni dei relatori:

La registrazione completa è visibile anche al link: http://www.youtube.com/watch?v=PmS8PimiS00

Riguarda la puntata di Ecofuturo TV sulle Città Sostenibili – clicca qui – Leggi anche: Game, set e match: vincono le rinnovabili

Redazione

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