Campi Flegrei: edifici sempre più dissestati, bisogna agire subito!

 Campi Flegrei: edifici sempre più dissestati, bisogna agire subito!

Dalle pagine de Il Fatto Quotidiano il sismologo e vulcanologo Giuseppe De Natale interviene sulla delicatissima situazione dei Campi Flegrei, la vasta area di origine vulcanica situata a nord-ovest della città di Napoli.

Nel suo intervento De Natale sfata due miti ampiamente diffusi riguardo ai Campi Flegrei. In primo luogo, contesta l’idea che il bradisismo – inteso come sollevamento (o abbassamento) del suolo – e la sismicità siano fenomeni costanti e millenari. I dati storici evidenziano che il bradisismo, inteso nel senso popolare di sollevamento del suolo, si è manifestato in due periodi distinti. Dal 1430 al 1538 e dal 1950 ad oggi, con fasi intermittenti. La sismicità, invece, è estremamente rara e si verifica esclusivamente in periodi di sollevamento o in concomitanza con eruzioni vulcaniche. Episodi significativi si sono registrati tra il 1440 e il 1580, nel 1970-1972, nel 1983-1984 e dal 2006 ad oggi.

In quasi 3000 anni di storia, sia il sollevamento che gli eventi sismici hanno avuto frequenze molto contenute, ad eccezione della breve fase del 1440-1580. Mentre solo il periodo 1983-1984 ha mostrato una sismicità paragonabile, pur rimanendo inferiore, rispetto agli eventi recenti.

L’articolo rigetta inoltre la narrativa secondo cui gli insediamenti dei Campi Flegrei sarebbero il risultato di costruzioni abusive. Viene sottolineato come numerosi centri, tra cui Pozzuoli – fondata dai Greci, analogamente a Napoli – ospitino strutture di grande rilevanza storica e infrastrutturale. Tra queste figurano lo Stadio Maradona, l’Ippodromo, importanti ospedali, impianti industriali (come l’Ilva, Cementir, Olivetti, Sofer, Pirelli/Prysmian) e monumenti realizzati anche durante l’epoca fascista, come la Mostra d’Oltremare. Questi elementi testimoniano la lunga storia di urbanizzazione e sviluppo pianificato dell’area, che contrasta con l’idea di insediamenti illegittimi.

Dal punto di vista vulcanologico, l’area ha assistito a una sola eruzione significativa negli ultimi 3000 anni, quella di Monte Nuovo del 1538, un evento di tipo esplosivo ma di piccola entità.

Delli Falconi Marco Antonio, Dell’incendio di Pozzuoli nel MDXXXVIII, Napoli 1538

È importante notare che, dopo la formazione della caldera circa 15.000 anni fa con l’eruzione del “Tufo Giallo Napoletano”, nessuna eruzione ha prodotto nubi ardenti capaci di oltrepassare il perimetro della caldera. Si conferma così che l’area non può essere classificata come un super-vulcano.

(Per approfondire: L’evoluzione dei fenomeni precursori dell’eruzione del 1538 è stata ben studiata e risulta molto simile, qualitativamente, rispetto a quanto osserviamo dal 1950).

Recentemente, il rischio sismico è tornato al centro dell’attenzione: gli eventi del 20 maggio 2024 e del 13 marzo 2025 – entrambi di magnitudo 4.4 – rappresentano i terremoti più intensi verificatisi nell’area dal 1580. Questi eventi, caratterizzati da accelerazioni sismiche che superano perfino l’accelerazione di gravità, hanno messo in evidenza la vulnerabilità degli edifici, i quali, affaticati da scosse continue, rischiano un cedimento improvviso, con potenzialità distruttive notevolmente maggiori qualora si verificassero terremoti di magnitudo 5. Ossia 10 volte più potenti in termini energetici.

Campi Flegrei: il terremoto del 13 marzo 2025 (Md 4.4) e il punto sul bradisismo – LINK INGV

Di fronte a questo scenario critico, emerge una gestione inefficace e una mancanza di misure preventive. Mentre si attende l’intervento del MEF per stanziamenti destinati al ripristino degli edifici danneggiati, si diffonde una narrazione mediatica incentrata sull’“abusivismo” delle costruzioni. Tuttavia, come evidenziato, tali strutture comprendono opere pubbliche e monumentali, e l’accusa si dimostra infondata.

Serve quindi un intervento deciso da parte delle istituzioni, con due possibili azioni. Un’indagine rapida e approfondita da parte di centinaia di esperti per verificare l’agibilità degli edifici nella zona più esposta (con riferimento particolare all’area compresa tra Solfatara, Pisciarelli e Agnano) oppure l’evacuazione immediata dell’area fino a quando non saranno completate tutte le verifiche.

L’articolo completo su Il Fatto Quotidiano

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Immagine articolo: Panorama dei Campi Flegrei con al centro il cratere degli Astroni, di Michele Pizza – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Redazione

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