Basta tecnologia usa e getta!

 Basta tecnologia usa e getta!

In un interessante articolo, pubblicato su Il Manifesto – Extraterrestre, la giornalista e scrittrice Marinella Correggia, in occasione della Giornata internazionale della riparazione (sabato 18 ottobre 2025), esplora il valore ecologico, economico e culturale del “riparare” come atto di resistenza alla logica del consumo usa e getta. Di seguito i punti salienti del reportage.

L’iniziativa, istituita nel 2017 dalla Open Repair Alliance, si celebra ogni anno il terzo sabato di ottobre per promuovere il diritto alla riparazione e contrastare l’obsolescenza programmata e la “fast-tech”, che moltiplica i rifiuti elettronici e riduce la vita utile degli oggetti.

Il movimento internazionale Right to Repair denuncia come i produttori di dispositivi elettronici e macchinari abbiano introdotto barriere tecniche, legali e digitali che ostacolano la manutenzione indipendente e la libera disponibilità dei pezzi di ricambio. Ciò produce gravi conseguenze sociali e ambientali: la produzione di beni non durevoli genera un’enorme impronta ecologica, mentre i rifiuti elettronici nel mondo superano ormai i 62 milioni di tonnellate annue, di cui solo il 15–22% viene effettivamente riciclato (dati E-Waste Monitor).

Tra i promotori della giornata figura il Restart Project, nato a Londra nel 2012, che opera a livello globale con scuole, comunità, enti pubblici e imprese per prolungare la vita degli oggetti. Attraverso i Restart Parties (eventi occasionali) e i Repair Cafè (spazi periodici e fissi), volontari e cittadini collaborano per riparare piccoli e grandi oggetti, dallo smartphone al tostapane, imparando competenze di autoriparazione.

In Italia, la rete è attiva in molte città — Torino, Milano, Pavia, Bologna, Firenze — e conta gruppi informali e centri di riuso mappati anche da Zero Waste Italy. Secondo Savino Curci, restarter milanese, l’obiettivo è “allungare la vita degli oggetti” per ridurne l’impatto ecologico, promuovendo una cultura della manutenzione e del riuso. Molti gruppi italiani nascono dall’ambiente del software libero, che applica ai beni materiali la stessa filosofia di apertura e condivisione delle conoscenze.

Questi spazi non competono con i riparatori professionali, ma li affiancano e li sostengono, anche perché gli ostacoli imposti dalle case produttrici rendono spesso difficile e costosa la riparazione. Si afferma anche un mercato parallelo di ricondizionamento — distinto dalla riparazione ma ugualmente virtuoso — oggi così diffuso che, se fosse un marchio unico, sarebbe il terzo produttore mondiale di smartphone.

Tra le esperienze più significative spicca Fairphone, il cellulare etico e modulare, progettato per essere facilmente smontabile e riparabile, realizzato con materiali tracciabili e nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

Sul piano legislativo, il movimento “Right to Repair” ha ottenuto un importante risultato con la Direttiva europea 2024/1799, entrata in vigore nel 2024, che sancisce il diritto alla riparazione e obbliga i produttori a offrire la riparazione (o in alternativa prodotti ricondizionati) anche oltre i due anni di garanzia legale, a costi e tempi “ragionevoli”. Entro il 2027 dovrà essere attivata una piattaforma europea — con sezioni nazionali — per mappare riparatori, venditori di ricondizionato e acquirenti di beni difettosi. Gli Stati membri avranno due anni per recepire la direttiva, con misure di sostegno sia finanziarie (bonus, fondi, sgravi fiscali) sia informative e logistiche (campagne pubbliche, supporto ai centri di riparazione).

Nell’articolo, infine, si riportano anche buone pratiche italiane nel settore degli elettrodomestici. A Torino, l’azienda Astelav rigenera lavatrici restituite, impiegando personale esperto disoccupato, mentre a Sesto Fiorentino il progetto Utile, nato dalla collaborazione tra pubblico e privato, recupera lavatrici usate per destinarle a famiglie in difficoltà. In ambito europeo, iniziative come Life Phoenix Weee promuovono il riuso e la rigenerazione degli apparecchi elettronici.

Immagine articolo: repair.eu

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Redazione

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