Ambiente e Geopolitica: il nuovo numero de L’Ecofuturo Magazine

 Ambiente e Geopolitica: il nuovo numero de L’Ecofuturo Magazine

Ambiente e Geopolitica: il nuovo numero de L’Ecofuturo Magazine. Leggilo qui, è gratis: ecofuturo.magazine/numero2_2026

Ovunque si parla di geopolitica. Nei talk show, sui social network, nelle conversazioni al bar o in famiglia: tutti cercano di interpretare mappe, alleanze, strategie, conflitti. In fondo è comprensibile. Gli sconvolgimenti dell’ordine internazionale a cui stiamo assistendo non sono più qualcosa di lontano o di astratto: incidono direttamente sulle nostre vite (creando incertezza e dunque ansia). Lo vediamo nel prezzo dell’energia, nella disponibilità delle materie prime, nelle tensioni commerciali, nelle crisi migratorie, nei cambiamenti climatici che accelerano instabilità già esistenti.

La geopolitica non è più qualcosa di lontano o riservato agli esperti: ormai fa parte della nostra vita quotidiana e incide sulle scelte e sul futuro delle nostre comunità. Eppure, comprenderla davvero non è semplice. Abbiamo voluto provarci in questo numero, approfondendo in particolare il rapporto tra geopolitica e ambiente: energia, materie prime e acqua sono sempre più al centro delle relazioni internazionali.

Ospitiamo inoltre un’intervista esclusiva a Jeremy Rifkin, economista e sociologo di fama internazionale, considerato secondo WorldPost & HuffingtonPost tra i 10 pensatori economici più influenti al mondo. Buona lettura a tutti! Oppure buon ascolto, se preferite fruire dei podcast, come sempre disponibili per ogni articolo.

L’Editoriale di Michele Dotti: Uscire dalle sabbie mobili

In Italia diciamo che «quando gioca la Nazionale di calcio ci sono sessanta milioni di allenatori». Durante la pandemia sono spuntati fuori, all’improvviso, anche sessanta milioni di infettivologi. Oggi – c’era da aspettarselo – siamo circondati da esperti di geopolitica. Ovunque. Nei talk show, sui social network, nelle conversazioni al bar o in famiglia: tutti cercano di interpretare mappe, alleanze, strategie, conflitti. In fondo è comprensibile. Gli sconvolgimenti dell’ordine internazionale a cui stiamo assistendo non sono più qualcosa di lontano o di astratto: incidono direttamente sulle nostre vite. Lo vediamo nel prezzo dell’energia, nella disponibilità delle materie prime, nelle tensioni commerciali, nelle crisi migratorie, nei cambiamenti climatici che accelerano instabilità già esistenti.

La geopolitica non è più qualcosa di lontano o riservato agli esperti: ormai fa parte della nostra vita quotidiana e incide sulle scelte e sul futuro delle nostre comunità. Eppure, comprenderla davvero non è semplice. Gli equilibri globali stanno cambiando con una rapidità che rende difficile orientarsi. Sembra quasi di camminare sulle sabbie mobili. Vecchie alleanze si trasformano, nuove potenze emergono, le catene di approvvigionamento si riconfigurano. In questo scenario complesso l’incertezza è inevitabile, e l’incertezza – come sappiamo – genera ansia. È proprio in momenti come questi che sentiamo il bisogno di chiavi di lettura più profonde, capaci di andare oltre la superficie e aiutarci a interpretare il senso degli eventi.

Uno degli aspetti meno discussi ma più determinanti di queste dinamiche riguarda il rapporto tra geopolitica e ambiente: energia, materie prime e acqua sono sempre più al centro delle relazioni internazionali. Le fonti fossili continuano a influenzare equilibri politici ed economici, mentre la competizione per risorse strategiche – dai metalli critici ai territori ricchi di acqua o biodiversità – ridefinisce interessi e determina tragici conflitti. Anche la crisi climatica, con i suoi effetti su territori e popolazioni, diventa un fattore geopolitico di primo piano.

Per questo abbiamo scelto di dedicare il numero del nostro Magazine proprio a questo intreccio. Non per proporre facili certezze in un mondo complesso, ma per provare a esplorarlo con uno sguardo diverso. Comprendere le dinamiche globali è importante, ma lo è altrettanto individuare le alternative che già oggi esistono. Da tredici anni Ecofuturo lavora proprio in questa direzione: raccontare e promuovere soluzioni concrete: energie rinnovabili diffuse, economia circolare, innovazioni eco tecnologiche, nuovi modelli di produzione e consumo.

Non si tratta più soltanto di visioni per il futuro, molte di queste tecnologie sono ormai mature e disponibili. Possono migliorare la qualità delle nostre vite, rafforzare la resilienza delle nostre comunità e ridurre la dipendenza da sistemi energetici e produttivi che sono spesso all’origine delle tensioni globali. In questo mondo che sembra impazzito, forse la vera domanda non è soltanto “che cosa sta succedendo?”, ma anche “quale direzione vogliamo scegliere?”.

Le alternative esistono già. Sta a noi riconoscerle, sostenerle e metterle al centro del cambiamento. Anche questa, in fondo, è una questione geopolitica.

La presentazione video della rivista

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Redazione

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