Una svolta per gli imballaggi: il deposito cauzionale
Potremmo essere a una svolta per gli imballaggi. Arriva il deposito cauzionale. Articolo per L’Ecofuturo Magazine a cura di Silvia Ricci, Responsabile Campagna “A buon rendere”.
Il Deposito Cauzionale in Italia: eppur si muove
Il dibattito sull’attuale sistema di gestione degli imballaggi in Italia ha raggiunto un punto di svolta cruciale, spinto da una proposta di legge che promette di rendere il settore più circolare. Mentre l’Italia, nonostante il primato nel riciclo, continua a disperdere ogni anno nell’ambiente 8 miliardi di contenitori preziosi, la mossa legislativa arriva in un momento in cui l’urgenza di allinearsi alle normative europee non è mai stata così evidente.
A distanza di quasi quattro anni dal suo lancio la Campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” per un sistema di deposito cauzionale in Italia sta raccogliendo i primi frutti sul piano della concretezza politica. Lo scorso 18 novembre è stata presentata una proposta di legge da due deputate del PD, Silvia Roggiani ed Eleonora Evi ma non è tutto perché anche dal partito di Governo è arrivata la disponibilità da parte di Massimo Milani di FdI a considerare seriamente la misura.
La campagna nazionale “A Buon Rendere” promossa dall’Associazione Comuni Virtuosi ha avuto un ruolo fondamentale e determinante nell’arrivare alla presentazione della proposta di legge sul Sistema di Deposito Cauzionale (DRS). Ha riunito in un vasto fronte tutte le principali associazioni nazionali di protezione ambientale, del paesaggio, associazioni dei consumatori, enti locali e alcune aziende del settore delle bevande che sostengono l’implementazione della misura.
A “Buon Rendere” ha agito come un catalizzatore mettendo a disposizione attraverso il suo sito un’ampia informazione sui sistemi inesistenti in Italia come studi, dati, organizzato convegni, prodotto l’unico studio approfondito sui costi e benefici derivanti dall’introduzione del DRS consultabile liberamente, e il docufilm “Chiudere il cerchio”.
La pressione esercitata sull’opinione pubblica, attraverso sondaggi e la petizione, il sostegno sul piano tecnico e scientifico messo a disposizione di decisori politici e aziendali e infine – la collaborazione con AsviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) dal maggio del 2025 – hanno contribuito a creare il contesto di “ampia convergenza” necessario per il deposito della proposta di legge in Parlamento.
Otto miliardi di contenitori per bevande sprecati ogni anno
Come denunciato sin dal marzo del 2022, quando venne lanciata la Campagna, ogni anno otto miliardi di contenitori per bevande (in plastica, vetro e metallo) sfuggono alla raccolta differenziata, finendo dispersi nell’ambiente, o smaltiti in discariche o inceneritori. La dispersione degli imballaggi in plastica posiziona l’Italia tra i tre Paesi che maggiormente contribuiscono allo sversamento di plastica nel Mediterraneo.
La mancata intercettazione di questi contenitori per il riciclo è principalmente dovuta al consumo di bevande fuori casa, che è a sua volta causa del littering (l’abbandono improprio dei rifiuti nell’ambiente) da contenitori per bevande. I sistemi di raccolta tradizionali falliscono ovunque nell’intercettare questo flusso senza l’incentivo monetario del sistema cauzionale, e anche nella virtuosissima Svizzera gli imballaggi per bevande finiscono nei cestini stradali ed inceneriti.
Le normative Europee indicano il sistema di deposito come l’unico strumento per conseguire gli obiettivi di raccolta vincolanti (90%) e di contenuto di riciclato per le nuove bottiglie in plastica (30% al 2030) ivi stabiliti per il 2029. (Direttiva SUP).
Il nuovo regolamento Imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR) impone lo stesso tasso di raccolta del 90% anche per i contenitori in metallo.
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