Un futuro autonomo per le donne del Burkina Faso

 Un futuro autonomo per le donne del Burkina Faso

In Burkina Faso il progetto “Faso Danfani – Koko Donda” sostiene donne vulnerabili offrendo formazione nella tessitura tradizionale. Ne parla Michele Dotti, direttore de L’Ecofuturo Magazine.

La lotta contro la povertà e l’emarginazione passa attraverso l’autonomia economica dei più vulnerabili.

In Burkina Faso, una grossa parte della popolazione vive in condizioni di estrema vulnerabilità.  A causa della forte disparità di genere, intere fasce di popolazione, come vedove e ragazze madri, si trovano spesso prive di mezzi per sostenere sé stesse e i propri figli, con il rischio di emarginazione sociale ed economica. In questo contesto nasce l’associazione Speranza – Teebo, che si impegna a creare opportunità concrete per l’autonomia di queste donne, offrendo loro formazione e strumenti per costruire un futuro dignitoso. In particolare, il progetto “Faso Danfani – Koko Donda” si propone di avviare un laboratorio di tessitura e tintura, nella periferia della capitale Ouagadougou, dove le beneficiarie potranno apprendere l’arte della lavorazione dei tessuti tradizionali del Burkina Faso. Questa attività consentirà alle donne coinvolte di acquisire competenze professionali e generare reddito, a beneficio dell’intera comunità.

Il ruolo rinnovato del cotone.

Il Burkina Faso è uno dei maggiori produttori di cotone dell’Africa occidentale e l’agricoltura legata ad esso rappresenta una parte fondamentale dell’economia del Paese. Tuttavia, per anni, una grande parte del cotone prodotto è stata destinata all’esportazione, senza che il valore aggiunto della sua trasformazione restasse in loco. Per questo motivo, il governo burkinabé ha avviato negli ultimi tempi politiche volte a incentivare la trasformazione locale del cotone e la produzione di tessuti tradizionali, al fine di incentivare un’industria tessile nazionale più solida e valorizzare il patrimonio culturale locale.

Uno degli aspetti più evidenti di questa strategia è l’uso diffuso dei tessuti tradizionali Faso Danfani e Koko Donda nelle divise ufficiali. Oggi, nelle scuole del Burkina Faso, gli studenti indossano uniformi confezionate con questi tessuti, contribuendo così alla domanda interna di prodotti tessili locali. Lo stesso vale per le autorità governative e per altre figure istituzionali, che sono tenute a indossare abiti realizzati con i tessuti burkinabé durante eventi ufficiali e cerimonie.

Un progetto concreto.

«Offrendo a vedove, ragazze madri e persone vulnerabili la possibilità di apprendere l’arte della tessitura – spiega Jeannette Kuela, fondatrice dell’associazione Speranza – Teebo – il nostro progetto non solo favorisce la loro autonomia economica, ma permette anche di diffondere e preservare la cultura burkinabé attraverso la creazione di tessuti che fanno parte della storia e dell’identità del nostro Paese». Il progetto “Faso Danfani – Koko Donda” si concretizza nella creazione di un laboratorio di tessitura e tintura dove le donne in condizione di estrema fragilità (vedove, ragazze madri e donne vittime di violenza) possono apprendere la lavorazione dei tessuti tradizionali burkinabé.

Le beneficiarie, venti donne a stagione, riceveranno una formazione completa che permetterà loro di acquisire competenza nella tessitura e nella tintura dei tessuti “Faso Danfani e Koko Donda”. Queste donne si ritroveranno all’interno del laboratorio, dove avranno a disposizione telai di diverse dimensioni e materie prime di qualità, oltre naturalmente a esperti che trasferiranno loro know how non solo tecnico, ma anche imprenditoriale: l’obbiettivo infatti è che esse arrivino a essere autonome sia nella produzione dei tessuti (saranno forniti loro i telai che ciascuna potrà custodire nella propria abitazione), sia nella loro commercializzazione, arrivando così a generare un reddito per se stesse e per la propria famiglia.

Un sostegno umano e sociale.

«Accanto alla formazione pratica – continua Jeannette Kuela – prevediamo anche dei corsi di alfabetizzazione per le donne e un supporto più ampio, con un accompagnamento psico-sociale, che consentirà loro di rafforzare la propria autostima e di ritrovare fiducia nel futuro e percorsi di inserimento lavorativo, attraverso tirocini specializzanti. Il sostegno offerto alle donne attraverso questo progetto non avrà un impatto solo su di loro, ma si estenderà all’intera comunità: garantendo alle madri una fonte di reddito sicura, contribuirà direttamente a ridurre l’insicurezza alimentare e l’abbandono scolastico dei loro figli, che potranno avere migliori opportunità di crescita e istruzione». Si genererà, così, un circolo virtuoso in cui la formazione professionale si intreccerà con la crescita economica e culturale: ogni pezzo di tessuto prodotto non sarà solo un’opportunità di reddito per le donne coinvolte, ma anche un tassello nella costruzione di un’economia più resiliente e radicata nelle tradizioni locali.

Il progetto è realizzato in collaborazione con l’ong italiana Mani Tese, che vanta una lunga storia di successo in Burkina Faso, dove ha realizzato numerosi progetti di supporto alle comunità locali. Ha goduto inoltre del sostegno di due partner storici della rete di Ecofuturo: Caffè Pascucci, che ha appoggiato l’associazione Speranza – Teebo con un importante ordine di grembiuli e shopper per i suoi bar, assicurando lavoro per molti mesi a queste donne e Zucchetti Centro Sistemi che ha sostenuto il centro con inverter e batterie, per offrire energia rinnovabile alla struttura.

È possibile sostenere questo progetto con una donazione sul sito di Mani Tese.

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Redazione

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