Sette soluzioni per decarbonizzare l’industria del vetro
Una proposta articolata e strategica quella emersa dal nuovo studio ENEA-Assovetro sulla decarbonizzazione dell’industria del vetro, uno dei settori industriali “hard to abate”, cioè tra i più difficili da rendere a basse emissioni di carbonio. La complessità deriva dagli elevati consumi energetici, dall’uso intensivo di combustibili fossili e da processi produttivi intrinsecamente inquinanti. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Gases, analizza due scenari differenti di transizione energetica per il settore.
Le sette soluzioni per decarbonizzare l’industria del vetro
Come spiega Marco Ravasi, presidente di Assovetro: “Questo studio analizza la decarbonizzazione dell’industria vetraria, un settore ad alta intensità energetica, attraverso un approccio integrato e adattato alla realtà italiana.”
I ricercatori hanno individuato sette leve tecnologiche principali per ridurre le emissioni nel settore vetrario:
- Uso di combustibili verdi, come biogas e idrogeno;
- Cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS);
- Interventi di efficienza energetica;
- Elettrificazione dei forni;
- Incremento dell’uso di vetro riciclato;
- Impiego di materie prime già decarbonizzate;
- Utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Claudia Bassano, ricercatrice ENEA-TERIN e coautrice dello studio, sottolinea: “Queste tecnologie devono essere combinate in modo flessibile, a seconda dei vincoli degli impianti e dei processi produttivi, poiché la diversificazione delle soluzioni è prioritaria per raggiungere la neutralità climatica.”
L’urgenza di interventi concreti
Lo studio evidenzia che la sola elettrificazione dei forni e l’uso di energia verde non saranno sufficienti per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Secondo Dario Atzori, responsabile dell’Area Tecnica di Assovetro: “Non esiste una tecnologia unica per la decarbonizzazione del vetro. Serve un insieme di soluzioni integrate, calibrate sulle specificità degli impianti italiani.”
Due strategie di decarbonizzazione a confronto
I ricercatori hanno simulato l’adozione delle sette leve tecnologiche su due strategie:
1. Strategia Green Fuel
- Biometano e idrogeno verde: riduzione del 45% delle emissioni;
- Cattura e stoccaggio della CO₂: -26%;
- Efficienza energetica ed elettrificazione: -21%;
- Vetro riciclato: -3%;
- Materie prime alternative decarbonizzate: -4%.
2. Strategia Carbon Capture and Storage (CCS)
- CCS: riduzione del 69% delle emissioni;
- Efficienza energetica ed elettrificazione: -21%;
- Combustibili verdi: -7%;
- Vetro riciclato: -3%.
Claudia Bassano spiega: “Il costo totale della strategia Green Fuel al 2050 è stimato in circa 15 miliardi di euro, tra investimenti in impianti e infrastrutture (4 miliardi) e costi operativi (10,6 miliardi). Le criticità principali sono l’alto costo e la limitata disponibilità di idrogeno verde e biocarburanti, oltre alle sfide infrastrutturali.”
Per la strategia CCS, i costi sono inferiori (11,2 miliardi di euro) ma la tecnologia presenta sfide di implementazione, come la disponibilità di siti geologici, complessità dei processi di separazione della CO₂ e vincoli normativi.
Collaborazione strategica tra industria, ricerca e pubblica amministrazione
Giulia Monteleone, direttrice di ENEA-TERIN, conclude: “La transizione verso la neutralità climatica è tecnicamente possibile, ma richiede collaborazione strutturata tra industria, ricerca e pubblica amministrazione, sostegni finanziari adeguati e semplificazione normativa.”
Le emissioni del settore vetrario in Italia
Attualmente, il settore del vetro italiano emette circa 3,7 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, di cui:
- 75% generate all’interno degli impianti (combustione di gas naturale e reazioni chimiche delle materie prime);
- 25% legate al consumo di energia elettrica.
Fonte articolo: Energia: ENEA-Assovetro, come decarbonizzare industrie energivore
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