Revamping fotovoltaico per riqualificare i tetti industriali
Marotta Srl rilancia il tetto industriale dello stabilimento di Anzola: EnergRed investe nel revamping e riporta a piena efficienza l’impianto fotovoltaico, rigenerando un asset esistente e creando un modello win-win tra industria e investitori energetici, con maggiore producibilità, benefici ambientali ed economici e vantaggi concreti per l’autoconsumo di Marotta.
Anzola (BO)– Marotta, realtà attiva nel settore degli immobili industriali, compie un nuovo passo nel percorso di valorizzazione energetica dei propri asset insieme a EnergRed, grazie al revamping completo dell’impianto fotovoltaico installato sul tetto del sito di Anzola, in provincia di Bologna. Il progetto riguarda un edificio di proprietà di Marotta, sul cui tetto EnergRed ha acquisito l’impianto sostenendo interamente gli investimenti per la sua riqualificazione tecnologica. Un impianto nato oltre dieci anni fa che oggi torna a nuova vita grazie a un modello industriale innovativo, capace di coniugare partnership, sostenibilità, efficienza energetica e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

L’intervento ha previsto la sostituzione degli inverter di vecchia generazione — componenti chiave per l’ottimizzazione e la conversione dell’energia — consentendo di riportare l’impianto a livelli di producibilità in linea con gli standard attuali e di prolungarne significativamente la vita utile.
L’operazione si inserisce nel più ampio contesto del revamping del parco fotovoltaico italiano: secondo i dati Terna, infatti, quasi la metà della potenza installata risale a prima del 2014 e presenta oggi performance inferiori rispetto alle potenzialità offerte dalle tecnologie disponibili.
Nel nuovo assetto, EnergRed è proprietaria dell’impianto e ne cura la gestione operativa, immettendo in rete la maggior parte dell’energia prodotta in regime di incentivazione storica. Marotta Srl, invece, percepisce un diritto di superficie per l’utilizzo della copertura e beneficia di una quota di energia in autoconsumo, riducendo i prelievi dalla rete e migliorando il profilo di sostenibilità delle attività presenti nel sito.
L’impianto, con una potenza di 957 kWp e incentivato dal GSE con cessione parziale dell’energia in rete, ha registrato un incremento significativo della producibilità, passata da 800 a 900 kWh/kWp annui grazie a interventi mirati di ottimizzazione tecnologica e manutenzione evoluta.

“Per noi è una soluzione particolarmente efficace” racconta Maurizio Testoni, CEO di Marotta Srl.
“Il tetto torna a essere una risorsa produttiva, contribuiamo agli obiettivi di decarbonizzazione e allo stesso tempo otteniamo un beneficio economico e una quota di energia per l’autoconsumo, senza immobilizzare capitali in un investimento industriale che non è core per il nostro business”.
Nel dettaglio, il revamping ha incluso il lavaggio professionale dei moduli, l’installazione di un sistema avanzato di monitoraggio delle stringhe, il completo rinnovo della cabina elettrica con sostituzione di inverter, quadro di interfaccia e trasformatore, oltre a ulteriori ottimizzazioni impiantistiche e degli spazi tecnici.
Il CAPEX complessivo dell’operazione è stato pari a 100 euro/kWp, dimostrando come interventi mirati possano generare miglioramenti rilevanti delle performance con investimenti contenuti.
“Il revamping è oggi uno degli strumenti più efficaci e strategici per ridare valore a un parco fotovoltaico nazionale che, in larga parte, è stato installato tra il 2011 e il 2012 e che oggi mostra evidenti limiti di efficienza” commenta Moreno Scarchini, CEO di EnergRed. “Parliamo di circa 16,5 GW di potenza in esercizio con tecnologie ormai superate, che hanno visto negli ultimi anni una riduzione significativa della producibilità. Intervenire su questi impianti significa recuperare energia, affidabilità e valore economico senza nuovo consumo di suolo, aumentando al tempo stesso la potenza installata grazie a moduli molto più performanti. Il caso di Marotta dimostra come, con investimenti mirati e tempi rapidi, sia possibile riportare a piena efficienza asset che rischiavano di essere sottoutilizzati e trasformarli in una leva concreta di competitività industriale e di contributo agli obiettivi climatici del Paese”.
L’intervento realizzato ad Anzola si inserisce in un contesto nazionale in cui il revamping sta assumendo un ruolo sempre più strategico. Secondo i dati Terna, infatti, il 49% della potenza fotovoltaica oggi in esercizio in Italia — pari a 16,5 GWp — è stato installato prima del 2014, con oltre un terzo concentrato negli anni 2011 e 2012, utilizzando tecnologie che oggi presentano livelli di produzione specifica sensibilmente inferiori agli standard attuali. La producibilità media degli impianti è scesa a 957 kWh/kWp/anno, circa il 15% in meno rispetto al 2022, con una perdita complessiva stimata in circa 6,5 TWh annui, pari a quasi il 20% della produzione fotovoltaica nazionale.
In questo scenario, una vasta campagna di riqualificazione del parco esistente potrebbe consentire di recuperare capacità produttiva e, allo stesso tempo, di aumentare la potenza installata sugli stessi sedimi già autorizzati: grazie ai moduli di nuova generazione, l’Italia potrebbe aggiungere oltre 9 GWp e circa 20 TWh annui di produzione, avvicinandosi in modo significativo agli obiettivi del PNIEC 2030, senza ulteriore consumo di suolo e con procedure autorizzative semplificate.
Operazioni come quella realizzata da Marotta con EnergRed rappresentano quindi non solo un esempio virtuoso a livello aziendale, ma anche un modello replicabile su larga scala per accelerare la transizione energetica del sistema industriale e logistico italiano.
LA SOLUZIONE REVAMPING DI ENERGRED: LINK
Ecofuturo ti spiega il Revamping: Guarda il REEL
LEGGI ANCHE: Energia pulita e tetti bonificati: la svolta Palomar con EnergRed


