Rinnovabili. Il punto con gli assessori regionali Monni e De Luca
Nell’ambito della sessione inaugurale della prima giornata di Ecofuturo Festival, “Un futuro tutto Rinnovabile: l’Italia e l’Europa che vogliamo”, di particolare rilievo è stato il confronto con gli assessori Monia Monni della Regione Toscana e Thomas De Luca della Regione Umbria.
Monia Monni, ha delineato con chiarezza la sua visione per una transizione ecologica equa, condivisa con i territori e centrata sulle persone, rappresentando un modello di collaborazione istituzionale virtuosa, presentato dal conduttore di Ecofuturo Michele Dotti come “un approccio replicabile ovunque”.
La Toscana tra crisi climatica e resilienza
Monni ha subito ricordato quanto la Toscana sia oggi una regione in prima linea nel pagare le conseguenze dei cambiamenti climatici: “La Toscana sta pagando un prezzo altissimo: piogge intense in poche ore, lunghi periodi di siccità, perdita di biodiversità, intrusione del cuneo salino…”
Transizione ecologica: una sfida ambientale, economica ed etica
Per Monni, la transizione non è solo ambientale, ma anche economica, sociale ed etica: “Le persone che arrivano nei nostri porti – spesso minori non accompagnati – sono gli ultimi che pagano il prezzo di un modello di sviluppo predatorio. I primi, in questo caso, siamo noi.”
Questo richiede, secondo l’assessora, una doppia strategia: “Abbiamo bisogno di visione e pragmatismo. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione senza lasciare indietro nessuno.”
Partecipazione, agricoltura e paesaggio: i tre pilastri della transizione
Uno dei punti più rilevanti del suo intervento riguarda il metodo con cui la Toscana intende gestire lo sviluppo delle rinnovabili: “Abbiamo scelto di coinvolgere attivamente i Comuni nella definizione delle aree idonee. La nostra legge prevederà 30 giorni per permettere alle amministrazioni di proporre modifiche alle aree individuate.”
Un approccio che mette al centro la partecipazione delle comunità locali, per evitare che i progetti vengano “calati dall’alto” generando ostilità. Accanto a questo, Monni ha parlato del necessario dialogo con il mondo agricolo, spesso spaventato dal cambiamento, ma che potrebbe diventare un alleato della transizione energetica. “Il paesaggio non è statico. È il frutto della trasformazione dell’uomo. Per conservarlo, dobbiamo trasformarlo ancora, guidando questa evoluzione in modo intelligente e rispettoso.”
“Conservare il fuoco, non la cenere”
Monni ha concluso con una frase evocativa, che ben riassume il suo pensiero: “Non compiamo l’errore di venerare la cenere invece che conservare il fuoco. Dobbiamo guidare il cambiamento con coraggio.”
Passando a Thomas De Luca, il confronto sul palco è partito dalla riflessione di Michele Dotti su come l’ecologia debba essere un patrimonio – come i diritti umani – comune a tutti.
Un hotspot climatico europeo: il Lago Trasimeno
“Il rapporto tra Toscana e Umbria si concretizza su un intervento cruciale per il Lago Trasimeno, hotspot climatico a livello europeo. Grazie all’accordo sulla diga di Montedoglio nell’aretino, potremo mettere in connessione questi due grandi bacini idrici. Abbiamo la responsabilità di dimostrare che si può fare.”
De Luca ha quindi sottolineato il valore strategico di una collaborazione interregionale per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, partendo da progetti concreti di gestione idrica.
Una legge per la transizione energetica e tutela del paesaggio
Rispondendo al quesito di Dotti su come stia evolvendo la normativa umbra sulle aree idonee per le rinnovabili, De Luca si è così espresso: “Oggi in giunta approviamo la pre-adozione della ‘Legge per la transizione energetica e la tutela del paesaggio’. Vogliamo coniugare la massima protezione dei territori – dalla fascia olivata Assisi-Spoleto fino ai centri storici – con la realizzazione di impianti rinnovabili gestiti in modo intelligente”.
La nuova legge prevede procedure snelle e criteri di qualità progettuale, per garantire che le installazioni rispettino l’identità e il valore storico-ambientale dei borghi umbri.
Agrivoltaico e identità agricola
“Nei nostri oliveti e vitigni possiamo integrare pannelli fotovoltaici tradizionali con soluzioni agrivoltaiche, superando le riserve della sovrintendenza. Questo connubio può diventare un traino per la nostra identità culturale: promuovere varietà autoctone e razze locali, dando nuovo impulso all’agricoltura.” L’assessore ha quindi invitato a vedere l’agrivoltaico non come un nemico del paesaggio, ma come un’opportunità di sviluppo rurale sostenibile.
Reti, sistemi di accumulo e mini-grid
Sul tema poi delle principali criticità infrastrutturali, De Luca si è così espresso: “Le cabine primarie sono sature e molte aree non idonee potrebbero ospitare agrivoltaico. Proponiamo meccanismi premiali: +30 % di potenza per ampliamenti su impianti esistenti e un ulteriore +30 % per chi installa sistemi di accumulo. Pensiamo anche alle mini-grid e al bilanciamento delle reti come leve per superare gli ostacoli attuali.”
Recupero degli invasi e fotovoltaico galleggiante
“Vogliamo recuperare bacini e invasi abbandonati come accumulate stagionali per idroelettrico da pompaggio, integrando al contempo sistemi di fotovoltaico galleggiante. Così conserveremo acqua per l’irrigazione e per i corpi idrici in sofferenza.” Un progetto ambizioso che unisce gestione idrica, produzione energetica e tutela ambientale, valorizzando infrastrutture esistenti.
Il confronto si è concluso con i ringraziamenti di Michele Dotti che ha salutato i due assessori con questo auspicio. “Grazie mille, Thomas e Monia. Con Ecofuturo, imprese ed enti di ricerca, vogliamo costruire insieme un percorso ambizioso: non basta raddoppiare, dobbiamo cambiare passo per accelerare di 7 volte il ritmo e raggiungere davvero gli obiettivi di sostenibilità.”
Riguarda l’intera sessione “Un futuro tutto Rinnovabile: l’Italia e l’Europa che vogliamo”
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