Pompe di calore: meno consumi, più comfort

 Pompe di calore: meno consumi, più comfort

Calore domestico: meno consumi, più comfort. L’uso delle Pompe di calore necessita di un approccio strategico ragionato. Articolo di di Samuele Trento, ingegnere, specialista Pompe di Calore e fondatore della rete di installatori Sigillo Sicuro.

«Ma l’elettricità costa troppo, vedrai che bollette!» è la risposta che ricevevo più spesso quando, agli inizi della mia carriera, consigliavo di sostituire la caldaia a gas con una pompa di calore. Eppure, dopo anni nel settore, posso dire che i risultati raccontano una storia diversa. Le famiglie che hanno trasformato la loro casa in 100% elettrica sono orgogliose di ridurre i costi energetici di almeno il 30% e, in alcuni casi, c’è anche chi è arrivato a spendere appena un quarto, rispetto alla situazione precedente.

Ma come fanno queste macchine a consumare così poco?

Il principio: spostare anziché produrre. Invece di produrre calore bruciando combustibile, la pompa di calore lo trasferisce dall’aria esterna all’interno della casa, consumando elettricità solo per questo trasferimento. È come se, invece di fabbricare una moneta (produrre calore), la raccogliessimo da terra (trasferirlo dall’ambiente). Il risultato? Per ogni kilowattora di elettricità consumata, otteniamo 3-5 kilowattora di calore. Anche di più. Un’efficienza impossibile per qualsiasi caldaia tradizionale.

Radiatori. Gli errori da evitare.

Il segreto del risparmio sta nella temperatura dell’acqua che circola nei radiatori. Contrariamente a quanto molti installatori sostengono, non serve sostituire i vecchi radiatori. Molti impianti funzionano con temperature più basse di quanto si pensi. Bisogna considerare la “curva climatica”, ovvero la relazione tra temperatura esterna e temperatura dell’acqua nell’impianto. Abbassare anche solo di 5 °C la temperatura di mandata può migliorare l’efficienza del 10-15%. Ogni famiglia può fare dei test e provare, scendendo un po’ alla volta, per verificare qual è la temperatura di mandata minima che mantiene il comfort termico desiderato.

Programmare con intelligenza la PdC.

Un altro mito da sfatare riguarda la programmazione. Con le caldaie tradizionali, abbattere la temperatura di notte è utile. Con le pompe di calore, invece, meglio mantenere temperature costanti. Poi, grazie al monitoraggio continuo e da remoto delle PdC più evolute, si può tenere d’occhio l’andamento della centrale termica ed intervenire con regolazioni mirate per ridurre l’assorbimento elettrico.

La combinazione vincente con il fotovoltaico.

L’unione con il fotovoltaico crea la combinazione perfetta. Anche nelle regioni settentrionali, un impianto fotovoltaico ben dimensionato può coprire il 30-40% del fabbisogno elettrico della PdC. Se si aggiungono batterie di accumulo elettrico per utilizzare elettricità “autoprodotta” anche di notte, il risparmio è massimo.

Piccoli segreti per grandi risparmi.

Occhio alla manutenzione: uno scambiatore esterno sporco o ostruito può ridurre l’efficienza fino al 20%, facendo salire i consumi. Una semplice pulizia stagionale può far risparmiare centinaia di euro. Anche il ricambio d’aria è fondamentale: aprire le finestre per pochi minuti è molto più efficace, in termini di riscaldamento degli ambienti, rispetto a lasciarle socchiuse per ore. Va tenuto d’occhio il numero degli sbrinamenti dell’unità esterna: se sono troppo frequenti, la macchina lavorerà più per “scongelare se stessa” che per scaldare la casa. Questo è indice di un problema da indagare con un tecnico esperto, per riportare la PdC alla sua massima efficienza… CONTINUA A LEGGERE GRATIS L’ULTIMO NUMERO DE L’ECOFUTURO MAGAZINE

LEGGI ANCHE Pompe di Calore: il punto di Angelica Agosta, CEO Ennovia – LINK

Foto articolo: Vivere Senza Gas

Redazione

Related post