Pompe di calore: sempre più vendute in Europa
Le pompe di calore europee producono tanto calore quanto il gas naturale liquefatto trasportato da oltre 200 metaniere: è quanto rivela una nuova analisi della European Heat Pump Association (EHPA). Una quantità che equivale al doppio di quella importata nell’UE nel 2025 dal Medio Oriente, e a circa il 7% del totale annuo di GNL importato dall’Unione. Un risparmio che, solo nel 2025, ha evitato 9,7 miliardi di euro in costi di importazione.
Le vendite di pompe di calore sono cresciute del 13% nell’ultimo anno, raggiungendo 2,9 milioni di unità in 21 Paesi europei, secondo il nuovo rapporto di mercato EHPA 2026. Lo stock totale installato sale così a 29,3 milioni di unità. I soli 2,9 milioni di nuovi apparecchi installati sostituiscono 2,5 miliardi di metri cubi di GNL, pari a circa il 24% delle importazioni UE dal Medio Oriente.
«Ogni pompa di calore installata è un altro chiavistello sulla porta della sicurezza energetica europea», ha dichiarato Paul Kenny, direttore generale dell’EHPA. «Il GNL è la fonte energetica più cara e proviene da fornitori inaffidabili. Le pompe di calore possono ridurre drasticamente il nostro fabbisogno. E gli europei stanno già abbandonando il riscaldamento a combustibili fossili, come dimostrano i nostri nuovi dati. Il compito dell’UE e dei governi nazionali è rendere questa transizione il più semplice e accessibile possibile».
La Commissione europea sta attualmente preparando un pacchetto non legislativo sull’elettrificazione, atteso per luglio. Per dare impulso alle pompe di calore, una misura chiave dovrebbe essere spingere gli Stati membri a ridurre tasse e IVA sulle pompe di calore e sull’elettricità — obiettivo che la stessa Commissione ha dichiarato di voler perseguire.
Sul fronte dei singoli Paesi, il campione di crescita anno su anno nel 2025 è la Germania, con un +50% e un record storico: per la prima volta le pompe di calore rappresentano il 50% del mercato nazionale del riscaldamento degli spazi. La Danimarca registra un incremento delle vendite del 36%.
In termini di volumi, la Francia guida con 528.000 unità vendute nel 2025, seguita dall’Italia con 423.000.
Rapportate al numero di famiglie, le vendite più elevate si registrano in Lituania (46 unità ogni 1.000 famiglie) e in Norvegia (43).
La Francia detiene il parco installato più ampio d’Europa, con circa 7 milioni di pompe di calore, seguita dall’Italia con quasi 5 milioni. In rapporto alla popolazione, primeggia la Norvegia con 650 pompe ogni 1.000 famiglie, e la Finlandia con oltre 540.

Note editoriali
I dati sullo stock si riferiscono sia ai 18 Paesi per cui sono disponibili i dati di vendita 2025, sia ai tre Paesi aggiuntivi per cui i dati si fermano al 2024.
I 18 Paesi sono: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Norvegia e Svizzera.
I tre Paesi aggiuntivi sono Irlanda, Ungheria ed Estonia. Per questi si è ipotizzato che le vendite 2024 siano rimaste invariate nel 2025. Nei grafici questa aggregazione è indicata come (18+3 Paesi).
Quest’anno EHPA ha potuto raccogliere stime di vendita per il 2025 da nove ulteriori Paesi europei, sulla base di dati forniti dai produttori di pompe di calore. Si tratta di Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Romania e Slovenia. Includendo anche questi Paesi, le vendite totali del 2025 raggiungerebbero i 3,1 milioni di unità. Tali Paesi non sono tuttavia compresi nei dati sopra riportati né nei confronti storici delle vendite. Nei grafici questa aggregazione è indicata come (18+3+9 Paesi).
I dati sul gas sono calcolati sulla base di una capacità media per nave di 174.000 m³ di GNL, moltiplicata per il fattore di espansione standard GNL/gas di 600:1, che corrisponde a un equivalente gassoso di 104,4 milioni di m³ (0,1044 miliardi di m³) per nave.
Applicando questa conversione ai 22,88 miliardi di m³ di gas risparmiati e contabilizzati nello stock europeo di pompe di calore — ricavati dal rapporto di mercato relativo a 18 Paesi (15 mercati principali più Ungheria, Irlanda ed Estonia) — il parco installato rappresenta una riduzione delle importazioni equivalente a oltre 200 carichi di navi metaniere.
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